[Books] Il delitto alla rovescia di Ellery Queen (Ellery Queen Detective #8)

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Titolo originale: The Chinese Orange Mystery

Autore: Ellery Queen

Prima edizione: 1934

Edizione italiana: traduzione di Gianni Montanari (Mondadori – Collana: Il giallo Mondadori, 2019)

Presentazione dell’editore:

Un enigma straniante e fascinoso che Ellery Queen propone ai lettori in quest’opera magistrale, definita dal critico Julian Symons «una fra le migliori storie poliziesche mai scritte».

Sembrava che una mano gigantesca avesse strappato di peso quella stanza dall’edificio, per scrollarla come un bussolotto prima di rimetterla al suo posto. A prima vista sembrava in uno stato di totale sconvolgimento. Tutti i mobili erano stati spostati. C’era qualcosa che non andava nei quadri alle pareti, e anche il tappeto sul pavimento aveva un aspetto strano. Le sedie, il tavolino, ogni cosa…

Il mistero della camera chiusa, uno dei sottogeneri in cui si è ramificato il giallo nella sua età d’oro, costituisce una delle sfide intellettuali più intense e appassionanti dell’intera storia del poliziesco. La ricetta è semplice quanto geniale: un delitto compiuto in modo tale che nessuno possa esserne l’autore. Una delle variazioni più riuscite è questo romanzo di Ellery Queen del 1934. Il racconto inizia quando, nella stanza ermeticamente sigillata di un grande albergo, viene trovato il cadavere di uno sconosciuto. L’uomo, morto con la testa fracassata da un pesante attizzatoio, non può certo essersi suicidato. Ma un elemento, apparentemente assurdo, rompe la ferrea logica che domina i gialli. Infatti l’uomo indossa gli abiti alla rovescia, così come sono rovesciati tutti gli elementi dell’arredamento, dai quadri ai mobili. Perché?

Un grande classico di Ellery Queen, e, in particolare, di quel sottogenere della narrativa poliziesca conosciuto come “enigma della camera chiusa”.

Un pomeriggio come tanti (o almeno così sembrerebbe) nella sede della casa editrice Il Mandarino, anche se c’è un certo via vai di gente che continua ad interrompere il lavoro del solerte segretario Osborne. Pare che in tanti debbano parlare con il proprietario, Don Kirk, che però non è in ufficio. Tra questi, un misterioso ometto che preferisce tacere sia il suo nome sia il motivo della visita. Osborne lo accompagna nella sala d’attesa e riprende la sua meticolosa organizzazione della celebre (e preziosa) collezione di francobolli Kirk, nonostante continui ad essere importunato. Alla fine Don Kirk arriva, accompagnato da Ellery Queen, suo ospite a cena. Dopo aver riferito una serie di messaggi, Osborne si ricorda del visitatore senza nome in sala d’attesa. Kirk si appresta a raggiungerlo per scoprire il motivo della visita, ma, inaspettatamente trova la porta sbarrata dall’interno. Lo stesso Queen si insospettisce e quello che vede attraverso la serratura è tutt’altro che confortante…

Ellen Queen, il detective-scrittore, è piuttosto celebre per la “sfida” che lancia ai suoi lettori subito prima di rivelare la soluzione dei suoi casi. Ovviamente, affinché il confronto sia equo, è necessario che chi legge abbia a disposizione tutti gli indizi necessari per smascherare il colpevole. Ne Il Delitto Alla Rovescia gli elementi fondamentali per la soluzione (almeno per quanto riguarda identità dell’assassino e possibile movente) vengono offerti sin dalle primissime pagine, ma ancora una volta (ed è in questo che si nota l’abilità dell’autore) il lettore tende ad eliminare piuttosto rapidamente (e, alla fine, ingiustificatamente) qualcuno dalla lista dei sospettati. E così, a poche pagine dalla soluzione, più per una sensazione che per altro, ammetto di aver individuato il colpevole, ma mi mancava una giustificazione solida per l’omicidio. E poi eccolo lì, il particolare messo davanti ai miei occhi già nelle primissime battute, e che ho completamente rimosso subito dopo!

Sorvolo sul meccanismo della camera chiusa perché, effettivamente, un po’ troppo cervellotico (personalmente preferisco le dinamiche più lineari, meno arzigogolate, piuttosto che dure prove per la sospensione dell’incredulità).

Ad ogni modo, al di là dell’enigma vero e proprio, Il Delitto Alla Rovescia è una lettura che intrattiene piacevolmente, anche grazie ai personaggi e alle loro interazioni (come non apprezzare Ellery e il burbero ispettore Queen?), davvero un gioiellino per ogni appassionato.

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