[Books] Il terrore che mormora di John Dickson Carr (Dr. Gideon Fell #16)

 

Titolo originale: He Who Whispers

Autore: John Dickson Carr

Prima edizione: 1946

Edizione italiana: traduzione di Antonietta Maria Francavilla (Polillo, 2013)

 

Presentazione dell’editore: In una villa poco distante dalla cittadina di Chartres, in Francia, vive felice la famiglia Brooke: Howard, proprietario di una florida conceria, la moglie Georgina e il figlio Harry, un giovanotto affascinante e capriccioso che è l’orgoglio dei suoi genitori. La villa si trova vicino a un fiume e a poca distanza da un’antica torre circolare, l’unica parte rimasta in piedi di un castello distrutto in un incendio alla fine del Cinquecento. Al suo interno c’è solo una scala di pietra che sale a spirale fino a una terrazza cinta da un parapetto. In risposta a un’inserzione di Howard, che ha bisogno di una nuova segretaria, si presenta alla villa Fay Seton. È giovane, bella e dolce: è inevitabile che Harry s’innamori di lei. L’idillio è appena sbocciato quando nel villaggio cominciano a circolare voci malevole sul conto della ragazza. Volendo vederci chiaro, il vecchio Brooke la convoca sulla terrazza della torre per un incontro a quattr’occhi, ma lì viene ucciso con una pugnalata alla schiena. Chi ha inferto il colpo mortale? Il problema, come accerterà la polizia, è che nessuno aveva la possibilità di avvicinarsi alla torre e quindi alla vittima nei minuti cruciali della sua morte. Eppure… Solo il mastodontico e geniale dottor Gideon Fell riuscirà a risolvere uno dei delitti più inesplicabili della letteratura gialla di sempre.

Più volte interrogato su quali fossero i romanzi da lui preferiti nella sua vastissima produzione, John Dickson Carr ha stilato vari elenchi, propendendo talvolta più per un’opera oppure per un’altra, ma una costante c’è sempre stata, ossia He Who Whisper.

Di fatti, Il terrore che mormora è uno dei più fulgidi esempi dello stile di Carr, e ben sintetizza la sua capacità di unire il soprannaturale con la rigida analisi razionale, e sebbene sia sempre la seconda a trionfare, il primo contribuisce indubbiamente alla creazione di un’efficace tensione narrativa.

I primi capitoli ci offrono un racconto nel racconto, con la ricostruzione dell’assassinio di Howard Brooke, avvenuto in Francia non molto prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. L’uomo è stato ucciso mentre era da solo in una torre diroccata, e nessuno avrebbe potuto raggiungerlo senza venir visto da vari testimoni; eppure, il corpo è lì, accasciato a terra, ferito mortalmente dallo stocco che Brooke nascondeva nel suo bastone. Il mistero è talmente fitto che c’è chi chiama in causa addirittura un caso di vampirismo.

Probabilmente è proprio questa parte iniziale la più riuscita e caratteristica del romanzo, grazie al senso di attesa e all’inquietudine che riesce a suscitare nel lettore. L’elemento goticheggiante con il richiamo alla figura del vampiro, è la perfetta rifinitura che non ci si aspetterebbe in un giallo, che introduce e amplifica l’effetto di quanto accadrà in seguito, nella villa di campagna di Miles Hammond, oltre a giustificare lo stesso stato d’animo del personaggio (il tramite attraverso il quale il lettore si trova invischiato nella vicenda) e il suo approcciarsi agli eventi.

Quanto successo in Francia sei anni prima, come pure il tentato omicidio in casa Hammond, troverà una sua inattaccabile e del tutto plausibile spiegazione (per quanto piuttosto arzigogolata), e ovviamente di soprannaturale non rimarrà nulla.

Non tutti i colpi di scena sono prevedibili, o meglio, sebbene qualcosa sia intuibile, la sorpresa finale è comunque assicurata.

Non manca qualche sbavatura, in particolare per quanto riguarda Fay Seton e il suo inconfessabile segreto, ma complessivamente He Who Whisper rimane ancora oggi un caposaldo del giallo classico.

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