[Books] Morte di un aviatore di Christopher St. John Sprigg

Titolo originale: Death of an Airman

Autore: Christopher St. John Sprigg

Prima edizione: 1934

Edizione italiana: traduzione di Thais Siciliano (Lindau, 2018)

 

Presentazione dell’editore: George Furnace, istruttore di volo e asso dell’aviazione britannica, perde la vita in un tragico e misterioso incidente aereo nella campagna inglese.

Gli amici e colleghi dell’Aeroclub di Baston sono sconvolti, ma tendono ad accettare l’ipotesi di una disgrazia. Qualcuno, però, non è convinto: si tratta di Edwin Marriot, un vescovo australiano in vacanza, il quale, nonostante sia alle sue prime lezioni di volo, intuisce subito che c’è qualcosa di strano.

Possibile che sia stato un incidente?
O, come alcuni indizi farebbero pensare, uno spettacolare suicidio?

Con l’aiuto del vescovo, il detective Creighton e l’ispettore Bray di Scotland Yard iniziano a indagare sul caso, imbattendosi in una serie sempre più inquietante di enigmi che li porterà a scoprire una vasta e intricata rete criminale.
Con il suo stile brillante e ricco di humour, questo giallo acrobatico ci porterà lontano dal suo punto di partenza e da ogni certezza iniziale.

Un esperto aviatore si schianta con uno degli aerei della scuola di volo dove lavora.

Uno sfortunato incidente, dovuto ad un errore umano? Un premeditato suicidio? Un sofisticato omicidio?

La morte di George Furnace non è che il punto di partenza di una complicata indagine che porterà a galla molto più di quanto inizialmente supposto dal dottor Marriot, vescovo australiano e neomembro dell’Aeroclub di Baston, il primo ad accorgersi che qualcosa non quadra.

Non è facile capire cosa sia successo, anche perché ogni qual volta qualcosa sembra confermare una delle ipotesi, ecco che qualcos’altro mette tutto in discussione…

Sebbene non sia difficile cominciare a sospettare di chi c’è dietro alla morte di Furnace, bisogna ammettere che Christopher St. John Sprigg riesce comunque a tenere il lettore in dubbio fino alla fine, perché è tutt’altro che facile capire come l’ingegnoso quadro criminale sia stato realizzato.

Piuttosto sorprendente anche l’inaspettato finale… in rosa!

Una lettura piacevole e poco impegnativa, con diversi spunti piuttosto originali, che pur non essendo uno dei capisaldi della narrativa poliziesca degli anni ’30, vale comunque la pena riscoprire.

 

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