Pubblicato in: manga

[Manga] Dororo di Osamu Tezuka

Titolo originale: どろろと百鬼丸 Dororo to Hyakkimaru
Genere: azione, storico, soprannaturale, horror
Tipologia:shōnen
Storia: Osamu Tezuka
Disegni: Osamu Tezuka
Prima serializzazione: Agosto 1967 – Luglio 1968 su Weekly Shonen Sunday
Casa editrice: Shogakukan
Status: concluso
Volumi: 4
Disponibilità italiana: GOEN, 2013

Cosa si è disposti a sacrificare per saziare la propria sete di potere?
Daino Kagemitsu vuole dominare il Giappone e per raggiungere tale obiettivo non esita a concludere uno scellerato patto con 48 demoni: ciascuno di loro potrà avere una parte del corpo di suo figlio non ancora nato; in cambio, lui otterrà il successo militare.
I demoni accettano la proposta e la prova ne è la nascita di un bambino senza arti, né occhi, né orecchie. 
Il neonato così menomato viene abbandonato in una cesta affidata alle acque di un fiume, ma per sua fortuna viene recuperato da un medico, Honma. 
Mosso a compassione per lo sfortunato destino di quella creatura in cui è persino difficile riconoscere un essere umano, il medico decide di accudirlo con tutto l’amore di cui è capace, e miracolosamente il piccolo riesce a sopravvivere. 
Mostra inoltre di avere capacità straordinarie, forse per compensare quanto gli è stato tolto: grazie al suo acutissimo sesto senso è come se riuscisse a vedere e udire l’ambiente che lo circonda, e riesce a comunicare telepaticamente. Honma mette alla prova tutta la sua abilità e riesce a costruire per il bambino una serie di protesi che gli permettono di avere l’aspetto di un normale essere umano.
La serenità che i due riescono così a raggiungere è però interrotta dai continui attacchi da parte di demoni, e non tarda ad essere evidente che il loro vero obiettivo è il bambino.
Divenuto adolescente, il vecchio medico lo convince a lasciare la sua casa e mettersi alla ricerca di un posto in cui essere davvero felice. 
Hyakkimaru (questo è il nome che Honma ha scelto per lui) parte così per il suo viaggio e ben presto scopre che per lui c’è la possibilità di diventare un essere umano completo: deve ritrovare i 48 demoni che gli hanno sottratto le varie parti del corpo; ogni volta che ne ucciderà uno, potrà riappropriarsi di quello che gli è stato tolto.
Lungo la strada salva un pestifero ladruncolo, Dororo, che diviene suo inseparabile compagno di viaggio.
Anche Dororo, però, nasconde un passato tragico e più di un segreto….

Tezuka, così come riportato nella postfazione, è sempre stato un tipo competitivo, e spesso ha voluto cimentarsi in nuovi generi solo per il gusto di mettersi alla prova.

Nel caso di Dororo to Hyakkimaru il modello di riferimento è Shigeru Mizuki, l’autore di Kitaro dei cimiteri (ゲゲゲの鬼太郎 Gegege no Kitarō), il cui nome è sovente associato alle storie di yōkai, gli spiriti o demoni del folklore giapponese.

Tezuka ci trasporta così nell’epoca Sengoku, in un Giappone che sanguina dilaniato da continue guerre, e le classi più umili della popolazione ne pagano l’onere maggiore.

Il protagonista è una sorta di rielaborazione della figura di Pinocchio: come il burattino di Collodi, vaga con un corpo artificiale, creato con immenso amore da un padre putativo, alla ricerca della propria umanità, che, paradossalmente, gli è stata sottratta per la sfrenata ambizione del padre naturale.

Sulla sua strada, i 48 demoni che gli hanno sottratto ciascuno una parte del corpo, di cui può riappropriarsi solo uccidendoli, ma pure fame, ineguaglianze sociali, pregiudizi e sopraffazioni.

Il suo è anche un percorso di maturazione psicologica: le avversità affrontate e il contatto con chi ha sofferto come lui gli insegnano come valga sempre la pena vivere, sebbene a volta sembri che il destino voglia accanirsi e che la propria esistenza non abbia nessun valore.

Un discorso analogo può essere fatto per il piccolo Dororo; se all’inizio appare come il consueto bambino che svolge il ruolo di spalla, talvolta con finalità comica, progressivamente dimostra di essere molto di più: dà prova di coraggio e di ingegno, e capita che alcuni dei nemici siano sconfitti grazie al suo essenziale contributo. Ha persino capacità di leadership, riuscendo a spronare gli adulti al momento del bisogno, oltre a dimostrare una grande empatia per uomini e animali.
Quindi non una semplice spalla, ma un coprotagonista a pieno titolo.



Le sue interazioni con Hyakkimaru sono uno dei punti di forza della storia


e ben presto ciascuno dei due capirà di non sapere fare a meno dell’altro




Dororo è un manga ad ambientazione storica, dove abbondano gli elementi soprannaturali con una venatura horror, ma non manca una strizzata d’occhio persino alla fantascienza: dopotutto Hyakkimaru è  quello che in una storia di fantascienza sarebbe definito un cyborg o un mutante.
Gli elementi fantastici però non precludono il soffermarsi sugli aspetti realistici di un paese sconvolto dalla guerra, e delle sue conseguenza sui più deboli.
I genitori di Dororo diventano briganti per rivalsa sui samurai che li hanno privati di tutto, e lo stesso bambino è un ladro perché è l’unico modo per un reietto, rifiutato da tutti, di sopravvivere.
Non mancano riflessioni anche sul concetto di famiglia e sull’amore dei genitori per i figli
o sulla mancanza dello stesso, come esemplificato dal doloroso passato sia di Dororo che di Hyakkimaru: i genitori del primo hanno dato la vita per il figlio, mentre il padre del secondo si è preso la sua vita per la realizzazione dei propri desideri. 
Quasi a ricompensarlo di quanto gli è stato tolto, lo sfortunato bambino trova sulla sua strada l’amorevole medico che si prende cura di lui, con una tenerezza che trasuda pagina dopo pagina, e dalla prima domanda che l’uomo rivolge al bambino appena scopre di poter comunicare con lui: “Mi vuoi bene?” “Ti voglio bene, papà!”.
Da non dimenticare l’ironia, se non autoironia di Tezuka, e il suo frequente rivolgersi direttamente al lettore, superando ogni barriera.

Peccato per l’affrettato finale: preso da altri lavori, e su insistenza dell’editore, Tezuka lascia Dororo con un finale aperto; non sapremo mai se Hyakkimaru è riuscito nella sua impresa, né se ha rincontrato Dororo…
Dal manga è stata tratta anche una serie anime, prodotta dalla Mushi Production dello stesso Tezuka, in 26 episodi; è in bianco e nero, sebbene l’idea iniziale fosse per una serie a colori: purtroppo la mancanza di fondi ha costretto lo studio a rivedere il progetto.

Davvero molto buona l’edizione italiana targata GOEN, con un adattamento scorrevole e ottima scelta dei materiali.


Storia: ♥♥♥♥
Disegni: ♥♥♥♥
Edizione: ♥♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥♥♥

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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