[Tv Series] Swamp Thing (2019)

Swamp-Thing

Titolo originale: Swamp Thing

Genere: horror, fantascienza, drammatico, supereroi

Creato da: Gary Dauberman e Mark Verheiden, e basato sull’omonimo fumetto di Len Wein e Bernie Wrightson (fumetto)

Anno: 2019

Stagioni: 1

Status: concluso

Cast:
Crystal Reed: Abby Arcane
Virginia Madsen: Maria Sunderland
Andy Bean: Alec Holland
Derek Mears: Swamp Thing
Henderson Wade: Matthew Cable
Maria Sten: Liz Tremayne
Jeryl Prescott: Madame Xanadu
Jennifer Beals: Lucilia Cable
Will Patton: Avery Sunderland
Kevin Durand: Jason Woodrue

Disponibilità italiana: Prime Video

Sfortunato destino per il più recente adattamento di Swamp Thing, fumetto creato da Len Wein e Bernie Wrightson negli anni ’70 e famoso soprattutto per il rilancio negli anni ’80 iniziato con i testi di Alan Moore. Cancellato dopo una sola stagione, non ha raggiunto neanche i 13 episodi inizialmente preventivati, fermandosi a quota 10.
Una volta tanto, però, non c’è di che stracciarsi le vesti.

La dottoressa Abby Arcane, medico del CDC, torna nella sua città natale Marais tra le paludi della Louisiana, dopo che un misterioso virus ha cominciato a diffondersi tra la popolazione. Qui conosce Alec Holland, biologo interessato allo studio dei mutageni, che negli ultimi mesi si è dedicato al particolarissimo ecosistema della zona.
Ma Holland, assunto dall’ambiguo Avery Sunderland, non è l’unico ad interessarsi della palude, e più il tempo passa e più lo scienziato sta diventando un ostacolo piuttosto che una risorsa.
Un “incidente” fa sì che Holland scompaia; qualcos’altro, però, emerge dall’oscurità della palude….

Sembra che il problema principale che ha portato ad una chiusura anticipata di Swamp Thing sia stato di natura economica, e in effetti in alcune puntate si notano effetti speciali un po’ troppo a buon mercato, e che stridono con il buon risultato tecnico di episodi precedenti, ma ciò non giustifica tante altre carenze.

Nonostante i tanti spunti validi a disposizione, la storia principale non decolla mai veramente, rimanendo costantemente solo accennata, tanto che alla fine sono le trame accessorie che coinvolgono i personaggi secondari a risultare più interessanti.
Ci troviamo di fronte ad una sorta di rivisitazione de La Bella e Bestia che catalizza l’attenzione di buona parte della sceneggiatura; contemporaneamente ci si “dimentica” di approfondire altri aspetti, come il misterioso oscuro potere che si nasconde nella palude, che non ha altra consistenza se non l’incipit del pilot e i vaghi accenni della Cosa e di altri personaggi che, non si sa per quale ragione, “sanno”, ma preferiscono parlare in modo sibillino, senza perdersi in troppe spiegazioni.
A ciò va aggiunto un certo schematismo narrativo per cui succede qualcosa –> Abby si confronta con la Cosa –> frasi oscure –> risoluzione del problema contingente, ma nessun passo avanti circa il mistero che circonda il “vero” pericolo.
È soprattutto la caratterizzazione del “mostro” ad essere carente: non c’è una vera conflittualità, un dissidio; abbiamo quello che un tempo era un essere umano in un corpo che non riconosce più; c’è la tristezza per quanto perduto e che non potrà più essere recuperato; c’è un isolamento in parte forzato e in parte scelto spontaneamente perché non c’è nessuna possibile alternativa, ma il tutto viene alla fine accettato con troppa facilità.
In una serie dal forte connotato horror, è un peccato mortale lasciare che di inquietante del nostro mostro rimanga solo l’aspetto esteriore: la Cosa non è mai avvertita come una vera minaccia (salva chi è in difficoltà, buono o cattivo, e attacca solo se aggredito); indirettamente questo ridimensiona il pericolo rappresentato dalla stessa palude.

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C’è un unico vero colpo di scena degno di questo nome (e non sto certo parlando della scontatissima e prevedibilissima scena post credit), ma per quanto ben fatto non può da solo salvare una stagione che si è per lo più stancamente trascinata puntata dopo puntata.

E pensare che non ci sarebbe voluto chissà cosa per ottenere un buon risultato: sarebbe bastato sfruttare quello che il soggetto di base sembrava offrire su un piatto d’argento; purtroppo però,  le possibilità narrative di un’ambientazione come quella delle paludi della Lousiana, tra antichi riti vudù, fantasmi in cerca di vendetta e forze sovrannaturali decise a prendere il controllo, vengono completamente depotenziato a favore del… nulla!

Se da un lato la trama centrale e i due protagonisti si rivelano alquanto poco consistenti, dall’altro c’è una caratterizzazione di alcuni i personaggi secondari meno banale di quanto ci si aspetterebbe, come nel caso dei Sunderland e di Lucilia Cable e del particolare triangolo che da anni lega i tre (non a caso si punta su “veterani” come Will Patton, Virgina Mardsen e Jennifer Beals); nel caso di Jason Woodrue, invece, si preferisce puntare sul “classico”, ed ecco il solito “scienziato pazzo”, nonostante le motivazioni personali alla base delle sue azioni.
Interessante, ma forse destinata a finire nel nulla, l’introduzione di un personaggio come il Daniel Cassidy (alias Blu Devil) di Ian Ziering, per il quale si finisce per provare quasi più simpatia che per Swamp Thing.

In soldoni: con tanta carne al fuoco disponibile (le atmosfere da southern gothic, l’elemento horror e soprannaturale, quello fantascientifico, tanti complicati rapporti interpersonali) si finisce per puntare sul cavallo sbagliato, la solita storia d’amore tra la Bella e la Bestia, e qualche scena gore non basta a risollevare il morale di un annoiato spettatore.

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GIUDIZIO POPCORN:

 e 1/2

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