[Tv Series] Arrowverse

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Nel momento in cui la Marvel stava consolidando il suo dominio cinematografico, la DC ha provato a prendersi almeno la tv.

L’adattamento per il piccolo schermo non è certo una novità per i fumetti DC: basta ricordare il colorato Batman anni ’60 o Wonder Woman, fino ad arrivare al Flash del 1992,  a Smallville con le sue 10 stagioni o a Birds of Prey (questa probabilmente me la ricordo solo io)

Il “nuovo corso” è iniziato nel 2012 con Arrow, show basato sulle gesta del vigilante Oliver Queen (alias Green Arrow), impegnato a difendere la sua città dai malfattori. Progressivamente il mondo di Arrow si è pian piano allargato grazie ad un numero crescente di serie tv collegate alla principale (e ospitate per lo più su The CW), creando un vero e proprio universo a se stante, definito Arrowverse in onore del capostipite.

Al momento il media franchise dell’Arrowverse comprende:

Arrow (2012-in corso)
dedicata alle avventure di Green Arrow e del suo team

The Flash (2014-in corso)
con protagonista il velocista scarlatto (e il suo team)

Constantine (2014-2015)
una sola stagione per la serie del detective del soprannaturale John Constantine

Vixen (2015-2016)
una webserie animata incentrata su Mari Jiwe McCabe/Vixen

Supergirl (2015-in corso)
la serie sulla cugina di Superman (e il suo team)

DC’s Legends of Tomorrow (2016-in corso)
una sgangherata accozzaglia di eroi (anzi, “Leggende”) poco probabili che pure riesce (e più di una volta) a salvare l’Universo

Freedom Fighters: The Ray (2017)
altre webserie animata con protagonista Ray Terrill/Raggio, leader dei Freedom Fighters di Terra-X, visto anche nel cross-over del 2017 Crisi su Terra-X.

Black Lightning (2018-in corso)
per quanto non ancora parte ufficialmente dell’Arrowverse, la serie in onda su The CW e dedicata a Fulmine Nero pare destinata ad entrare nel gruppo: è stata infatti annunciata la partecipazione dei suoi personaggi al prossimo crossover Crisis on Infinite Earths, atteso per l’autunno 2019.

Batwoman (2019-)
annunciata per il prossimo autunno, ha visto la sua protagonista (e Gotham City) fare un’apparizione in occasione del crossover 2018 Altrimondi.

Il post che segue si limita ad sintetico commento di chi scrive su quelle serie in onda anche in Italia, prima su Mediaset Premium e poi recuperabili anche in streaming su altre piattaforme).
Pertanto parlerò soltanto di Arrow, Flash, Supergirl, DC’s Legends of Tomorrow, e Constantine.
Non aspettatevi un’analisi seria o dettagliata, bensì solo qualche considerazione di una spettatrice come tante che ama passare il tempo libero sul divano.
Quali serie ho seguito/sto seguendo o ho miseramente abbandonato?

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Titolo originale: Arrow

Genere: supereroistico

Creato da: Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg e basato sui personaggi dei fumetti DC

Anno: 2012 –

Stagioni: 7

Status: in corso

Personaggi ed interpreti:
Oliver Queen/Green Arrow … Stephen Amell
Felicity Smoak … Emily Bett Rickards
Thea Queen/Speedy … Willa Holland
John Diggle/Spartan … David Ramsey
Quentin Lance … Paul Blackthorne
Laurel Lance/Black Canary/Black Siren … Katie Cassidy
Malcolm Merlyn … John Barrowman

Per cinque anni si crede che Oliver Queen sia morto nel naufragio del suo yacht; poi, all’improvviso, ecco che il miliardario torna sulla scena. Contemporaneamente, nella notte di Star City, un misterioso vigilante si fa giustizia da sé, eliminando chiunque abbia “tradito la città”.

Nel 2012 alla DC ancora non era chiaro che insistere troppo sui toni cupi può rivelarsi controproducente; il suo vigilante combattuto tra i metodi da cattivo e il desiderio di essere uno dei buoni, però, fa presa sul pubblico. L’espediente dei flashback che si inseriscono nella narrazione, rivelando poco a poco cosa sia successo negli anni della scomparsa di Oliver, funziona (per lo meno all’inizio) e quindi siamo tutti felici e contenti. A lungo andare, purtroppo, il ripresentare sempre le stesse tematiche (il carattere poco flessibile e collaborativo di Queen, i suoi conflitti interiori, i segreti di famiglia) e la stessa struttura narrativa (ci vogliono cinque stagioni perché i flashback siano finalmente abbandonati – nella settima abbiamo però i flashforward – sigh!), finisce con lo stancare, e personalmente ho progressivamente abbandonato Arrow: ormai mi limito alle puntate dei crossover e ai finali di stagione (mi servono per capire a che punto siamo arrivati e nulla più). E poi non ho mai sopportato il personaggio di Laurel Lance, ancora più insopportabile dal momento in cui, dall’oggi al domani, diventa una supereroina. Avrei voluto stringere la mano a Damien Darhk quando finalmente l’ha eliminata, anche se la gioia è durata poco, dato che abbiamo continuato ad avere a che fare con Katie Cassidy in versione cattiva/un po’ buona un po’ cattiva/tendenzialmente buona. Grande delusione per Thea Queen e Roy Harper: mi aspettavo di più, ma sono rimasta delusa. Alla fine, la cosa più buona di Arrow è semplicemente essere stato l’apripista per le serie successive…

GIUDIZIO POPCORN:

 

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Titolo originale: The Flash

Genere: supereroistico

Creato da: Greg Berlanti, Andrew Kreisberg, Geoff Johns e basato sui personaggi dei fumetti DC

Anno: 2014 –

Stagioni: 5

Status: in corso

Personaggi ed interpreti:
Barry Allen/Flash … Grant Gustin
Caitlin Snow/Killer Frost … Danielle Panabaker
Cisco Ramon/Vibe … Carlos Valdes
Eobard Thawne/Anti-Flash (e tanti altri) … Tom Cavanagh
Wally West/Kid Flash … Keiynan Lonsdale
Iris West … Candice Patton
Joe West … Jesse L. Martin

Barry Allen è un perito della Scientifica di Central City. Ha iniziato a lavorare con la polizia perché intenzionato a dimostrare l’innocenza del padre, in carcere per l’omicidio della madre. Una sera, in seguito ad un incidente che incidente non è, Barry viene colpito da un fulmine, e quando si risveglia è l’uomo più veloce del mondo…

Annoiati dalle atmosfere cupe di Arrow, The Flash è stato sicuramente una ventata di freschezza.
Barry è più simpatico di Oliver, la Barry/Iris ha meno alti e bassi della Oliver/Felicity, e il team Flash è più simpatico del team Arrow (almeno all’inizio). Non sorprende quindi che lo show sia il più seguito dell’Arrowverse. Anche qui, però, sulla lunga distanza la stanchezza si fa sentire, e probabilmente la prima stagione è l’unica che ci ha offerto un villain di un qualche interesse (sarà per questo che lo show non riesce a dire addio né a Tom Cavanagh né all’Anti-Flash?).
Il fatto che per le prime tre stagioni l’antagonista sia sempre stato un velocista non ha certo brillato per originalità; il Pensatore non è stato un granché, e non parliamo di Cicada…
Grazie al cielo Eobard Thawne è ancora tra noi!
I personaggi stessi hanno sempre meno da dire: Cisco e Caitlin ormai sembrano solo far numero; per fortuna il multiverso è una fonte infinita di versioni alternative di Harrison Wells, e Ralph Dibny è meno peggio di quanto si sarebbe immaginato all’inizio.
Alla fine è uno show che si lascia guardare, ma nulla di più.

GIUDIZIO POPCORN:

 

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Titolo originale: Supergirl

Genere: supereroistico

Creato da: Greg Berlanti, Ali Adler, Andrew Kreisberg e basato sui personaggi dei fumetti DC

Anno: 2015 –

Stagioni: 4

Status: in corso

Personaggi ed interpreti:
Kara Zor-El/Kara Danvers/Supergirl … Melissa Benoist
James Olsen/Guardian …Mehcad Brooks
Alex Danvers … Chyler Leigh
J’onn J’onzz/Martian Manhunter … David Harewood
Cat Grant … Calista Flockhart
Mon-El … Chris Wood
Lena Luthor … Katie McGrath
Querl Dox/Brainiac 5 … Jesse Rath
Nia Nal/Dreamer … Nicole Maines

Subito prima della distruzione di Krypton, Kara Zor-El viene imbarcata su un’astronave diretta sulla Terra, così come suo cugino Kal-El, allora ancora in fasce; alla più grande il compito di aiutare e proteggere il più piccolo. Qualcosa però va storto, e l’adolescente Kara raggiunge il nostro pianeta quando Kal-El è ormai un adulto, oltre che essere il supereroe meglio conosciuto come Superman. Per anni Kara rimane nell’ombra. Un incidente aereo in cui rischia di perdere la vita Alex, sua sorella adottiva, la porta a decidere di usare i suoi poteri a fin di bene, proprio come suo cugino, assumendo l’identità della paladina del bene Supergirl.

Supergirl vuole essere uno show femminista, e lo ribadisce in tutti i modi: i personaggi principali (villain delle prime tre stagioni inclusi) sono donne; sono tutte bellissime, intelligentissime, tostissime, e agli uomini non resta che fare da tappezzeria. Chi lo spiega però agli autori che questo non è femminismo, ma al massimo quello che viene (a ragione) definito “femminismo da t-shirt”?
Supergirl non parla a nome di tutte le donne, ma solo per le donne eccezionali (quale personaggio femminile in Supergirl non è fenomenale?). Certo, devono faticare (ogni tanto) perché ostacolate da un ambiente tendenzialmente misogino, però si tratta solo di piccoli ostacoli lungo la strada, che non ci mettono molto a superare data la loro straordinarietà. Quanta retorica made in USA in tutto questo? Dal self-made-man alla self-made-woman.
Il personaggio più odioso e probabilmente uno dei più superflui nella storia delle serie tv? Alex Danvers. Personaggio originale creato per la serie tv (fortunatamente non c’è una controparte cartacea) non ha solo competenze mediche (pur non avendo conseguito la laurea in medicina) e in qualunque branca della fisica, ma è anche un’eccezionale (tanto per cambiare) combattente, esperta nel combattimento corpo a corpo, nell’uso di armi e una leader nata. Pensate che non sia ancora abbastanza tosta? Beh, Alex è anche lesbica e vuole essere madre, e va bene pure essere una madre single. Insomma, un chiaro esempio di inserimento di un personaggio per dimostrare di essere inclusivi, quando alla fine si sta solo seguendo un trend.

Un barlume di speranza nella quarta stagione, dove le rivendicazioni pseudo-femministe lasciano il posto al problema del razzismo e del rifiuto del diverso. Non è difficile riconoscere un eco trumpiano nelle rivendicazioni dei suprematisti umani; basta sostituire “alieno” con “migrante” ed ecco che il tema diventa drammaticamente attuale. A salvare baracca e burattini, inaspettatamente, un uomo: lui, Lex Luthor, l’arcinemico di Superman, che sebbene nello show sia ritratto in modo fin troppo gigionesco, per lo meno ci dà un villain subdolo, calcolatore e sempre con un asso nella manica.

Melissa Benoist è deliziosa, però fa molto “girl-scout” (stessa cosa si può dire anche del Barry Allen di Grant Gustin); se nel caso di Arrow si è insistito fin troppo sul lato oscuro del vigilante, sia nel caso di Supergirl sia in quello di Flash non sarebbe male mostrare anche qualche aspetto un po’ più ambiguo e meno edificante.

Si, lo ammetto, sono stata una fan dello coppia Kara/Mon-El, e mi dispiace che i due si siano dovuti separare. Ridatemi Mon-El.

GIUDIZIO POPCORN:

e 1/2

 

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Titolo originale: DC’S Legends of Tomorrow

Genere: supereroistico

Creato da: Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg, Phil Klemmer e basato sui personaggi dei fumetti DC

Anno: 2015 –

Stagioni: 4

Status: in corso

Personaggi ed interpreti:
Sara Lance/White Canary … Caity Lotz
Ray Palmer/Atom … Brandon Routh
Mick Rory/Heat Wave … Dominic Purcell
Leonard Snart/Captain Cold … Wentworth Miller
Carter Hall/Hawkman … Falk Hentschel
Kendra Saunders/Hawkgirl … Ciara Renée
Jefferson “Jax” Jackson/Firestorm … Franz Drameh
Martin Stein/Firestorm … Victor Garber
Amaya Jiwe/Vixen (II e III stagione) / Charlie (IV stagione) … Maisie Richardson-Sellers
Nate Heywood/Steel … Nick Zano
Zari (Zeta) Tomaz … Tala Ashe
Wally West/Kid Flash … Keiynan Lonsdale
John Constantine … Matt Ryan
Rip Hunter … Arthur Darvill
Ava Sharpe … Jes Macallan
Nora Darhk … Courtney Ford
Mona Wu … Ramona Young

Rip Hunter è un Time Master. A bordo della Wave Rider sorveglia il Tempo, affinché il suo corso non venga mutato. Se però un tiranno del futuro mette il mondo a ferro e fuoco, uccidendo la tua famiglia, non ti resta altro da fare che infrangere le regole e cambiare il passato; in quel caso non avrai bisogno di eroi al tuo fianco, ma di vere e proprie “Leggende”…

Cosa fare di quei personaggi secondari per cui non c’è spazio negli show principali e di quei “cattivi” che ci sono piaciuti, ma che abbiamo dovuto mettere da parte? Beh, gli dai una serie tutta loro!

La formazione iniziale delle Leggende comprende, oltre al citato Rip Hunter, Sara Lance (White Canary, una delle poche cose buone uscite da Arrow e che sarebbe stato davvero un peccato perdere), Leonard Snart/Captain Cold e Mick Rory/Heat Wave (due dei villain settimanali di Flash), Jefferson “Jax” Jackson e Martin Stein che insieme danno vita al supereroe Firestorm (anche in questo caso già visto in Flash) e Hawkgirl e Hawkman, bersagli del villain della prima stagione, Vandal Savage.

L’effetto “riciclo” si fa ancora più sentire nella seconda stagione, dove i cattivi sono precedenti villain principali di Arrow e Flash, ossia Eobard Thawne, Malcom Merlin e Damien Darhke.

Apparentemente, una serie su cui davvero non vale la pena puntare, dato che si presenta come una accozzaglia degli scarti degli altri show; in realtà, a partire dalla terza stagione, ecco che Legends of Tomorrow comincia a darsi una sua caratterizzazione, differenziandosi dal resto dell’Arrowverse per l’atteggiamento scanzonato: abbiamo a che fare con un improbabile team di eroi, formato anche da ex assassini e criminali, che non sembra imbroccarne mai una giusta, finendo per combinare guai sempre più grossi; perché non lasciare che sia la commedia a prevalere, con antagonisti talvolta davvero improbabili e soluzioni alquanto poco ortodosse? Emblematico in tal senso lo scontro finale contro Mallus.

Non che Legends of Tomorrow non abbia i suoi problemi: i continui cambi di “equipaggio” non aiutano la compattezza dello show. Non a caso, i personaggi più solidi sono i veterani Sara Lance, Mick Rory e Roy Palmer (a cui si aggiungono le “rimpatriate” di Leonard Snart). Gli altri non si imprimono più di tanto, e risultano alquanto intercambiabili, ossia possono tranquillamente lasciare la Wave Rider senza che se ne senta la mancanza. La nostra nave spaziale che viaggia nel tempo miracoli non ne fa, e un personaggio insipido come Wally West tale rimane anche dopo essere passato a Legends. L’aggiunta di John Costantine nella quarta stagione, invece, sembra funzionare, ma saranno le prossime stagioni a dirci se il recupero del personaggio è valso la pena. Delusione per il Rip Hunter di ArthurDarvill: un’interpretazione davvero poco ispirata (ah, come mi manca Rory Williams!). Tra i personaggi ricorrenti nella serie, una menzione va a Jonah Hex, che permette di ampliare ulteriormente i “confini” dell’Arrowverse.

GIUDIZIO POPCORN:

+ (ma solo per la simpatia)

 

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Titolo originale: Constantine

Genere: supereroistico, soprannaturale

Creato da: e basato sui personaggi dei fumetti DC

Anno: 2014 – 2015

Stagioni: 1

Status: conclusa

Personaggi ed interpreti:
John Constantine … Matt Ryan
Zed Martin … Angelica Celaya
Chas Chandler … Charles Halford
Harold Perrineau … Manny

Avete visto il film Constantine del 2005 con Keanu Reeves? Beh, il personaggio quello è, ed evito di soffermarmi troppo sulla trama.

Premetto di aver seguito l’unica stagione di Constantine in maniera molto distratta e discontinua, e sicuramente non si tratta di uno show eccelso, ma alla fine non è nemmeno tanto peggio degli altri. Perciò mi sembra appropriato che sia stata data una seconda possibilità al personaggio interpretato da Matt Ryan in Legends of Tomorrow. in fondo la sua caratterizzazione lascia ampio spazio di manovra sotto tanti punti di vista, quindi perché perdere l’occasione di tirarne fuori qualcosa di buono?

GIUDIZIO POPCORN:

(Ok, il voto dovrebbe essere due popcorn e mezzo, ma in un mondo in cui Arrow va ancora in onda, a Constantine voglio dare la sufficienza, così, giusto per sfregio).

 

 

Al di là di qualche sparuta peculiarità che differenzia uno show dall’altro, c’è da dire che l’Arrowverse è alquanto compatto nei difetti.

Se prendiamo i tre show principali (Arrow, Flash e Supergirl) la struttura è sempre la stessa: un supereroe/una supereroina attorno al quale o alla quale si raggruppa un team, dove non manca mai la spalla per i combattimenti (a cui si aggiungono progressivamente nuovi eroi o vigilanti), il nerd/geek/scienziato di turno che spesso è anche un comic relief (Felicity, Cisco e Winn, prima e Brainiac, poi, sono alla fin fine sempre lo stesso personaggio) e il love interest. Insomma, un certo effetto “fotocopia” non si può negare, ed è facile che lo spettatore si annoi nel momento in cui gli viene offerto sempre lo stesso menu.

Le trame stesse non differiscono poi più di tanto di stagione in stagione: ogni annata è caratterizzata da un villain, magari preceduto da “cattivi” della settimana o da personaggi che sembrano destinati ad essere il big boss finale, ma sono solo un depistaggio. Nel mezzo, le vicende personali/familiari/amorose dei protagonisti, che a volte assumono i connotanti del drama fine a se stesso (i tira e molla tra Oliver e Felicity, ad esempio, o la sfortuna in amore della nostra Kara).

Ci sono personaggi che si perdono praticamente per strada: vengono create delle forti aspettative, poi però è come se gli sceneggiatori non sapessero più che farsene, ed ecco che assumono un ruolo sempre più defilato e finiscono eliminati dallo show (il caso più emblematico è probabilmente quello di Thea Queen).

La recitazione spesso lascia a desiderare, e a salvarsi sono per lo più veterani come Jesse L. Martin, Victor Garber o il camaleontico Tom Cavanagh, a cui tocca dar vita ogni anno ad un nuovo personaggio. Anche il comparto tecnico è quello che è, quindi non aspettativi roboanti coreografie o spettacolari effetti speciali: ci si accontenta di quello che una produzione televisiva da una ventina di episodi a stagione può mettere a disposizione.

Insomma, questo Arrowverse vale la pena? La risposta è più no che sì, soprattutto se non volete perdere tempo e preferite dedicarvi a show più solidi. Allo stesso tempo, però, sono quelle serie tv che possono andar bene per ammazzare il tempo, proprio perché poco impegnative: per quanto mi riguarda, solitamente le guardo (e a volte, ammetto, mi limito solo ad ascoltarle) mentre preparo la cena o mi fanno compagnia nelle pulizie del weekend. E poi, lo confesso, ho un debole per i crossover e l’idea di un universo condiviso ha su di me sempre una certa presa, e ai supereroi in tv non dico mai di no.

2 pensieri su “[Tv Series] Arrowverse

  1. Ho visto solo le prime quattro stagioni di Arrow. Mi piaceva molto, all’inizio, ma ho mal digerito la svolta soap-opera dell’Olicity (le ship sono cancro delle serie tv!) e l’inserimento della magia e del soprannaturale: preferivo quando ci si prendeva a botte nella prima stagione.
    Mio fratello invece le segue tutte, ma anche lui spesso con un interesse molto discontinuo. Insomma, come hai detto anche tu non sono quel pezzo imperdibile di tv!

    A proposito di serie tv sui supereroi, hai visto Legion?

    Piace a 1 persona

    • Viste I e II stagione e prime puntate della III; pur non avendo letto il fumetto, è l’unico prodotto televisivo che mi dà l’impressione di mantenere (almeno in parte) un’impostazione “da fumetto”: narrazione non sempre lineare, realtà e illusione che si confondono, ma tutto con un senso (è quello che ho scritto io che magari non è molto sensato 😁).

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