[Books] Il tuo ultimo gioco di Rachel Abbott (Stephanie King #2)

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Titolo originale: The Murder Game

Autore: Rachel Abbott

Prima edizione: 2020

Edizione italiana: traduzione di Rachele Salerno (Piemme, 2020)

Presentazione dell’editore: È passato un anno dall’ultima volta che Jem e suo marito Matt sono stati nell’imponente villa di Lucas, affacciata sulle scogliere della Cornovaglia. Lucas, l’amico di infanzia ricchissimo che ha plasmato l’adolescenza di Matt, era sul punto di sposarsi. Ma quel giorno non fu celebrato nessun matrimonio. Tutt’altro. Sulla spiaggia fu ritrovato il cadavere della giovane Alex, sorella di Lucas, irriconoscibile per un annegamento e per i colpi subiti dalle onde. Fu la fine di un’epoca per Lucas e Matt: Alex era sempre stata compagna di avventure per entrambi, finché un evento terribile ne aveva spento la gioia, e adesso viveva da sola in una piccola dependance sulla spiaggia, e ogni sera faceva una nuotata. Abitudine che le era stata fatale. Ma quel giorno successero molte altre cose. E Jem ricorda la tensione di Matt, le parole sussurrate da Alex nel buio dei corridoi della villa, le ombre di un uomo e di una donna che si avviavano verso la spiaggia Adesso questi ricordi tornano prepotentemente a galla, perché il caso di Alex è stato riaperto, grazie alla detective King, e Lucas ha richiamato alla villa tutti gli invitati al suo matrimonio. Sta per costringerli a un gioco in cui è molto difficile vincere, un gioco senza respiro. Il gioco della verità.

Il presupposto di partenza è piuttosto interessante: ad un anno dalla misteriosa morte di Alex, suo fratello Lucas riunisce tutte le persone presenti quel giorno nella tenuta di famiglia, convinto che uno di loro sia l’assassino. Li costringe a rivivere quella serata nei minimi particolari, minacciando di rivelare i loro segreti più oscuri, sperando che unendo i ricordi di ciascuno si possa ricostruire il quadro in grado di inchiodare il colpevole.
È una situazione che ricorda i gialli classici, il che non può certo dispiacermi. Peccato che il risultato non rispecchi le aspettative.
L’autrice si perde per strada, indugiando inutilmente sulle sottotrame sentimentali (tutti rapporti in crisi quelli dei nostri personaggi), e non riesce mai ad essere davvero convincente, in particolare quando sarebbe il caso di gettare un po’ polvere negli occhi, giusto per insinuare un qualche dubbio.
Il colpo di scena principale, infatti, è pressoché scontato e non sorprende certo il lettore che sia in grado di fare almeno due più due.
Allo stesso modo, il colpevole è, guarda caso, chi descritto sempre in termini poco lusinghieri.
Perplessa inoltre per la mancanza di una forte condanna morale per un certo segreto (non è un qualcosa su cui ci si può riservare di riflettere; richiede un taglio netto, immediato).

Il libro può essere considerato il secondo di una serie, dato che la Abbott riporta sulla scena il personaggio di Stephanie King, già vista ne La tua ultima bugia: la detective rimane però più che altro sullo sfondo, come elemento di raccordo, tanto che qualcuno prima di lei arriva ad unire i puntini: la King risolve il mistero del rapimento di Alex avvenuto circa 13 anni prima, ma a capire cosa sia davvero successo quella notte di un anno fa è Jemma Hudson; la polizia potrebbe tranquillamente rimanere all’oscuro per chissà quanto se chi sa non decidesse infine di parlare.

In conclusione: inizio promettente, risultato deludente.

                                                    e 1/2

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