[Books] Un letto per due di Beth O’Leary

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Titolo originale: The Flatshare

Autore: Beth O’Leary

Prima edizione: 2019

Edizione italiana: traduzione di Teresa Albanese (Mondadori – Collana: Omnibus, 2019)

Presentazione dell’editore:

Brillante e divertente, con un tocco magico di romanticismo e tenerezza. Un letto per due è la commedia dell’anno.

«La nuova Jojo Moyes» – Cosmopolitan

Tiffy e Leon condividono l’appartamento. Tiffy e Leon condividono il letto. Tiffy e Leon non si sono mai incontrati.

Dopo il naufragio della sua storia d’amore, Tiffy Moore ha assolutamente bisogno di trovare una nuova sistemazione. E alla svelta. Peccato che il suo stipendio da junior editor sia poco compatibile con gli affitti stellari di Londra. Ma Tiffy non si dà per vinta e, spulciando le inserzioni, decide di rispondere a un annuncio singolare: dividere appartamento, camera, e soprattutto l’unico letto della casa, con Leon, un infermiere che fa i turni di notte. Una convivenza ideale: Leon occupa la casa di giorno, mentre Tiffy rientra la sera ed esce prima che lui torni. Unico scambio: un via vai di messaggi sul frigo. All’inizio formali, poi ironici, infine affettuosi… Due perfetti sconosciuti e un’amicizia affidata a bigliettini di carta. Ma quanto passerà prima che a Tiffy e Leon non venga la curiosità di vedersi? Un letto per due è la commedia dell’anno. Brillante e divertente, con un tocco magico di romanticismo e tenerezza.

Su, alla fine stavolta mi è andata meglio, soprattutto se penso al recente passato.

Leon, infermiere di Cure Palliative, ha bisogno di soldi. Per questo decide di subaffittare il suo appartamento, tanto di notte è via per lavoro, e anche nei weekend non è mai a casa.
Tiffy, dopo la definitiva chiusura con il suo ex, deve trovarsi una nuova sistemazione, ma il suo stipendio da editor in una piccola casa editrice specializzata nel fai-da-te, non le permette chissà cosa, e, si sa, Londra è estremamente cara. L’annuncio di Leon è proprio quello che fa per lei, solo 350 sterline al mese, anche se l’appartamento è così piccolo che non potrà avere una camera tutta per sé: i due dovranno condividere persino il letto (beh, per lo meno non lo occuperanno contemporaneamente!).
L’inconsueta convivenza darà inizio ad amicizia altrettanto peculiare, fatta di biglietti lasciati ovunque per l’appartamento, e, al di là di ogni aspettativa, Neon e Tiffy finiranno per essere proprio quello di cui ciascuno dei due aveva bisogno.

Commedia romantica non particolarmente impegnativa dove tutto si svolge così come ci si aspetta, senza che l’abbondanza di stereotipi, e nella caratterizzazione dei personaggi e in alcune situazioni, risulti eccessivamente tediosa (e snervante).
Lei è una bellezza alquanto particolare: alta un metro e ottanta, non magrissima, dalla personalità esuberante e con un particolarissima passione per la moda e il fai-da-te (jeans e stivali dipinti a mano, vestiti realizzati con stoffe pensate per tutt’altro, colori sgargianti). Ammetto di aver subito pensato alla Louisa Clarke di Io prima di te (non ho letto il libro, ma ho visto il film, quindi ho immaginato la nostra Tiffy con le sembianze di Emilia Clarke – a cui ho solo aggiunto un mezzo metro buono in altezza e una chioma rossa).
Lui è timido, molto riservato, ma anche estremamente generoso, sia con la sua famiglia sia con le persone di cui si occupa in ospedale.
In entrambi i casi, quindi, una caratterizzazione piuttosto scontata, ma meno fastidiosa di quanto spesso avviene.
Per cercare di aggiungere profondità (che in simili contesti – opinione personalissima – mi sembra sempre un po’ forzata), ciascuno dei suoi protagonisti ha il suo “dramma ” personale: il fratello di Leon è stato ingiustamente condannato, e ora è in prigione in attesa del processo d’appello; Tiffy deve liberarsi di tutto quello che le ha lasciato la precedente relazione con Justin, uomo che, si renderà conto pian piano, non ha fatto altro che manipolarla, minando la fiducia in se stessa in quello che è un lampante esempio di gaslighting.
Il “percorso amoroso” è quello standard, tanto che non si può certo parlare di spoiler: due personalità estremamente diverse che imparano a conoscersi pian piano; una storia che sembra star per decollare; la “crisi”; la risoluzione (grazie ad interventi esterni) e l’agognato happy ending.

Per quanto sia indubbio che si possa fare di meglio, spesso e volentieri si fa molto di peggio, per cui alla fine Un letto per due guadagna una decorosissima sufficienza, essenzialmente perché ho un debole per le rosse dal carattere frizzante e dagli accostamenti audaci.

Per chi è alla ricerca di letture poco impegnate e con un “e vissero felici e contenti” assicurato.

                                           

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