[Books] Il caso Leavenworth (Mr. Gryce #1) di Anna Katharine Green

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Titolo originale: The Leavenworth Case

Autore: Anna Katharine Green

Prima edizione: 1878

Edizione italiana: traduzione di Margherita Zizi (Elliot – Collana: Manubri, 2015)

Presentazione dell’editore: Everett Raymond è un giovane avvocato in uno studio legale di New York che rappresenta il ricco magnate Horatio Leavenworth. Quando l’uomo viene ritrovato morto per una ferita d’arma da fuoco nella sua biblioteca, Raymond viene incaricato di assistere le sue due affascinanti nipoti durante l’inchiesta. Escluso il suicidio e accertato che nessun estraneo sembra essere entrato in casa nella notte dell’incidente, i sospetti ricadono inevitabilmente sugli abitanti della mansion, ovvero i domestici, il segretario personale della vittima e, naturalmente, le due bellissime nipoti Mary ed Eleanore. Svolge le indagini il detective Ebenezer Gryce, implacabile e arguto poliziotto a cui Raymond decide di affiancarsi per poter aiutare Eleanore, apparsa subito come la maggiore indiziata a causa del suo comportamento ambiguo. Tra depistaggi, colpi di scena e romantiche parentesi, Il caso Leavenworth si rivela un magistrale esempio di giallo investigativo, divenuto nel tempo un modello di ispirazione per molti degli autori a venire.

Di Anna Katherine Green e del suo contributo nella storia della narrativa poliziesca ho scritto a proposito della raccolta Non è un mestiere per uomini. I primi tre casi di Violet Strange. Stavolta è il turno del suo romanzo forse più famoso, The Leavenworth Case, che con il suo successo di pubblico all’epoca dell’uscita ha sicuramente aperto la strada all’affermarsi della crime fiction.

Il ricco Horatio Leavenworth viene trovato morto nella sua biblioteca. Tanti gli indizi che lasciano supporre che a commettere l’omicidio sia stato uno degli abitanti della casa, anche perché nulla sembra confermare l’ipotesi di un’effrazione.
I riflettori vengono puntati sulle due nipoti, adottate dopo la morte dei rispettivi genitori, al centro di un singolare testamento. Lo zio ha infatti deciso di nominare sua erede universale solo una delle due, Mary, mentre all’altra, Eleanore, spetteranno solo le briciole, anche se non le mancherà di che vivere. Che proprio queste disposizioni siano alla base di un risentimento sfociato poi in un colpo di pistola? La reticenza di Eleanore su alcune questioni non migliora la sua posizione agli occhi dell’opinione pubblica.
Ad indagare sul caso, Ebenezer Gryce, affiancato dal giovane avvocato Everett Raymond, folgorato dalla bellezza di Eleanore e disposto a tutto per salvarne l’onore e la vita.

La lettura è estremamente scorrevole e avvincente, anche se chi legge deve prepararsi ad alcune scene piuttosto melodrammatiche con protagonista Eleanore, la damsel in distress di turno, in aiuto della quale accorre l’integerrimo Raymond. Manca solo il cavallo bianco. Non amo questo tipo di situazioni, con colpi di fulmine e giovanotti pieni di buone intenzioni che si giocherebbero l’anima, scommettendo sull’innocenza di una fanciulla, solo perché troppo bella e leggiadra per poter aver commesso un crimine, ma c’è un che di inevitabile considerando gli anni che il romanzo ha sulle spalle.
Lo stesso S.S. Van Dine, nella prefazione del 1934 che apre questa edizione targata Elliot, mette in guardia il lettore da un certo sentimentalismo. Fortunatamente, però, devo dire che sono solo alcuni momenti, che non compromettono poi così tanto il piacere della lettura.

Che sia un romanzo scritto nel XIX secolo si sente, e in effetti a tratti mi ha ricordato un Dickens o un Wilkie Collins, ma l’età non intacca minimamente l’efficacia dell’intreccio, a conti fatti molto convincente.
Ebenezer Gryce è il tipico investigatore sui generis: nonostante la fama ottenuta grazie ai suoi successi, ha un che di eccentrico che finisce sempre per pesare sull’opinione che si ha di lui. Capita, ad esempio, che nel corso di una conversazione la sua attenzione sia tutta presa da un particolare dell’ambiente anche di scarsissimo rilievo (una maniglia, ad esempio) e non dal suo interlocutore, che non può rimanere che interdetto.
Pur costretto spesso all’inazione per reumatismi, con la conseguente necessità di appoggiarsi a fedelissimi collaboratori (come I.), ha una mente estremamente acuta ed è anche piuttosto spregiudicato se si tratta di ottenere qualcosa.
Insomma, il perfetto detective da romanzo giallo!

Anna Katherina Green anticipa molte delle situazioni che diventeranno alquanto tipiche nella detective fiction, incluso il tocco di teatralità nella scena finale che raccoglie i principali protagonisti della vicenda subito prima della rivelazione circa l’identità dell’assassino.

Un classico da riscoprire, pubblicato in Italia anche con il titolo Il mistero delle due cugine, un vero e proprio must per i cultori del genere.

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