[Books] Spettri di frontiera di Ambrose Bierce

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Autore: Ambrose Bierce

Edizione italiana: traduzione di Matteo Zapparelli Olivetti (Adiaphora, 2019)

Presentazione dell’editore: Ambrose Bierce scrisse numerosi racconti dell’orrore e del soprannaturale, generi che riflettevano il suo profondo tormento interiore. Questa raccolta contiene molte tra le sue più suggestive storie di fantasmi e di case infestate: morbose, ciniche, inquietanti, capaci di trascinare il lettore nelle regioni crepuscolari dello spirito e nei più oscuri recessi della mente. Opere cariche di terrore ma, al contempo, pervase di tetra ironia, con echi di Poe, del romanzo gotico e dei racconti romantici, dotate dell’impronta inconfondibile di un autore che ha conosciuto di persona gli spettri che da sempre tormentano l’umanità. I personaggi di Bierce – poeti posseduti, vili aristocratici, professionisti abbietti, corpi rianimati, malfattori perseguitati – vivono in un mondo misero e perverso. Che si tratti di omicidi, vendette dall’oltretomba, sparizioni inspiegabili, dimore infestate o anime inquiete, le storie di Bierce rappresentano uno dei migliori esempi di narrativa soprannaturale di tutti i tempi e hanno ispirato autori come Robert W. Chambers e H.P. Lovecraft.

Disclaimer: ho ricevuto una copia elettronica dell’opera direttamente dalla casa editrice (che ringrazio della fiducia) per una recensione della stessa su questo blog.

Ambrose Bierce, soldato nella Guerra di Secessione americana, giornalista e scrittore, rappresenta l’anello di congiunzione tra Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft nel panorama della letteratura fantastica e dell’orrore statunitense: nella raccolta di racconti presentata da Adiaphora, Spettri di frontiera, non è difficile rintracciare né echi del primo né anticipazioni del secondo (basti pensare al racconto d’apertura Un abitante di Carcosa).

I racconti sono per lo più brevi, se non brevissimi, e sono riportati quasi sempre sotto forma di storie riferite, che passano di bocca in bocca, soprattutto nelle piccole realtà, dove una morte o una scomparsa misteriosa non ci mettono molto a dipingersi di soprannaturale, così come una casa colpita dalla sventura non tarda a diventare una casa infestata.

L’ambientazione, che spazia da Cincinnati a San Francisco, non tralasciando territori più sperduti e ancora poco toccati dall’uomo, contribuisce ulteriormente al fascino dell’opera, arricchita dal testo a fronte, da numerose note esplicative e da un’esaustiva prefazione sulla movimentata vita dell’autore, ossia tutto quello che si può chiedere ad un prodotto di questo tipo.

Da appassionata di narrativa gotica, cresciuta con i già citati Poe e Lovecraft, non posso che essere più che soddisfatta della lettura, ed era da tempo infatti che mi ripromettevo di leggere qualcosa di Bierce (l’omaggio della casa editrice è proprio caduto a fagiolo).

All’interno della stessa collana, con un titolo che parla da sé, ossia RISCOPERTA DEL GOTICO, Adiaphora ha già pubblicato Amori Defunti di Lafcadio Hearn (di cui è attesa una nuova riedizione a breve), Wendigo di Algernor Blackwood e Il Grande Dio Pan di Arthur Machen (tutti volumi da me già acquistati, anche se non ancora letti – un po’ come quei cappotti buoni che metti da parte nell’armadio in attesa dell’occasione giusta per indossarli).

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