[Books] La macchina della pace di Özgür Mumcu

Titolo originale: Barış Makinesi

Autore: Özgür Mumcu

Prima edizione: 2016

Edizione italiana: traduzione di Giulia Ansaldo (Bompiani – Collana: Narrativa straniera, 2020)

Presentazione dell’editore: Che cosa accadrebbe se una macchina potesse porre fine alla violenza nel mondo una volta per tutte? È l’alba del ventesimo secolo e l’umanità si trova sull’orlo della guerra, il conflitto sembra inevitabile, ma le moderne scoperte sull’elettromagnetismo suggeriscono prospettive insperate. Celal, giovane scrittore di romanzi erotici, scopre l’esistenza della macchina della pace grazie a una commedia scritta da Sahir Bey, un vecchio amico del padre. Attirato da Sahir e dalla talentuosa Céline, l’illustratrice dei suoi controversi romanzi, in un piano complesso e quanto mai assurdo per rovesciare i governi in carica ed eliminare la violenza dalla terra, Celal viaggerà tra Instanbul, Parigi e Belgrado nei panni di un ufficiale serbo e poi di un circense, per ritrovarsi coinvolto nell’insurrezione serba de 1903. La macchina della pace esiste davvero? È in grado di realizzatr quello che Sahir e Céline promettono? Tra malintesi e messinscene traballanti, mentre la storia si fa leggenda, Celal dovrà deicdere da he parte schierarsi in una corsa al potere che minaccia di distruggere il mondo.

Tutto inizia con un orfano turco che vive alla giornata grazie a piccoli espedienti. L’aver salvato la vita ad un ricco commerciante segna la svolta: lo ritroviamo quindi adulto, bene educato, ma con scarso senso degli affari. Per fortuna sa scrivere, anche se i suoi non sono romanzi di cui è prudente rivelare la paternità: sotto pseudonimo li fa pubblicare da un suo amico in Francia, e ormai ha un certa fama nell’ambiente della pornografia. Una scommessa persa lo costringe ad abbandonare la Turchia, ed ecco che cominciano i veri guai: non solo scopre che il suo amico francese è stato ucciso, ma anche che suo padre, insieme al fantomatico Monsieur Pierre, aveva progettato la costruzione di una “macchina della pace”, un apparecchio in grado di sfruttare l’elettromagnetismo e di influenzare la mente degli uomini, facendo sì che ogni proposito bellicoso venga abbandonato. Prima di poter usare la macchina, è necessario che le case reali europee vengano spodestate e che si insedino dei governi democratici. Da un momento all’altro, Celal Bey, scrittore di romanzi erotici, si ritrova così a vestire i panni della spia…

Idea interessante, così come il contesto in cui si muovono i personaggi. Lo svolgimento va però avanti saltando da una scena all’altra, e sebbene sia tutto collegato in maniera piuttosto lineare, si finisce con il non appassionarsi più di tanto, persi in innumerevoli infiocchettate stilistiche (non c’è un solo personaggio che parli arrivando subito al punto, invece di lasciarsi andare a superflue digressioni). Non parliamo poi di una serie di domande lasciate senza risposta circa il destino di alcuni personaggi.

Per quanto trovi sempre affascinante la suggestiva ambientazione nell’Europa del primo Novecento, da Parigi ai Balcani, senza dimenticare l’incipit in Turchia, a fine lettura non mi è rimasto granché.

Peccato.

e 1/2

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