[Tv Series] ÉLITƎ (III stagione)

Season_3_Poster

Titolo originale: ÉLITƎ

Regia: Dani de la Orden e Jorge Torregrossa

Paese: Spagna

Anno: 2018

Formato: serie TV

Genere: teen drama, drammatico, adolescenziale, mystery

Stagioni: 3

Status:?

Casa di Produzione: Zeta Producciones

Soggetto: Carlos Montero, Darío Madrona

Cast:

Itzan Escamilla …. Samuel García Domínguez

Miguel Bernardeau …. Guzmán Nunier Osuna

Álvaro Rico …. Polo

Arón Piper …. Ander Muñez

Mina El Hammani …. Nadia Shanaa

Ester Expósito …. Carla Rosón

Omar Ayuso …. Omar Shanaa

Danna Paola …. Lucrecia “Lu”

Jorge López …. Valerio

Claudia Salas …. Rebeca

Georgina Amorós …. Cayetana

Disponibilità italiana: Netflix

Alla fine  tutti i nodi vengono al pettine, e la terza stagione di ÉLITƎ pare aver concluso quanto iniziato due anni fa con la morte di Marina Nunier Osuna, e lo ha fatto davvero con classe, dimostrando di sapere trasformare quello che all’apparenza avrebbe dovuto essere l’ennesimo teen drama (forse un po’ più esplicito del solito e condito con omicidi e sparizioni) in un novello Assassinio sull’Orient Express (o quasi).

Nella seconda stagione, i drammi sentimentali avevano, a mio avviso, occupato fin troppo spazio, risultando piuttosto ripetitivi. Qui, invece, è tutto estremamente ben dosato, e non ci sono sbavature significative, anche se replicare il threesome della prima stagione (sostituendo due dei personaggi coinvolti) non era affatto necessario: probabilmente si aveva la necessità di collocare in qualche modo Valerio (affrancandolo da tutte le considerazioni morali di un rapporto incestuoso), e si è deciso di puntare su qualcosa di già sperimentato (ma meno efficace rispetto alla prima volta).

La struttura narrativa che ha già caratterizzato le prime due stagioni è ormai un marchio di fabbrica di ÉLITƎ, e quindi si inizia con omicidio, per poi tornare indietro nel tempo, perché, come ci ha insegnato Agatha Christie, un omicidio non è mai un punto di partenza, quanto piuttosto un punto di arrivo. La rivelazione dell’identità della vittima chiude il primo episodio, e non è certo una sorpresa: dopotutto la sua vicenda personale non poteva che concludersi così.

Puntata dopo puntata viene ricostruito cosa successo nei mesi precedenti e, in particolare, la sera del delitto, attraverso gli interrogatori dell’Ispettrice di Polizia (che ormai si sarà alquanto stufata di aver a che fare con questi adolescenti con il vezzo dell’assassinio); di volta in volta ci si sofferma su uno o due personaggi, e in questo modo si porta avanti il discorso aperto su ciascuno.

Dopo tre annate, i personaggi con il maggior sviluppo psicologico sono Lucrezia e Guzman: entrambi hanno iniziato come degli antagonisti, per poi dimostrare di saper amare e di essere amici affidabili.

Nel corso della terza stagione, Lucrezia impara a camminare sulle sue gambe, ad essere sincera e a liberarsi dell’aura di perfezione di cui si era sempre circondata. Emblematica in tal senso la scena del ballo di San Valentino (attenzione: spoiler!): Lu è sola e ne soffre; vorrebbe riavvicinarsi a Guzman per non sentirsi così, ma di fronte a tante coppie solo di facciata, che mentono e nascondono i loro veri sentimenti, capisce che sta molto meglio da sola, piuttosto che perdersi di nuovo in una menzogna.

Guzman, invece, si libera della rabbia che lo ha sempre caratterizzato: dopo essere stato vicinissimo a commettere qualcosa di irreparabile, comprende che il rancore non fa che avvelenarlo da dentro, e non c’è altra soluzione se non lasciarlo andare, magari poco a poco; l’alternativa sarebbe continuare a distruggersi con le sue stesse mani. Quanto accade contemporaneamente a Ander lo aiuta a rimettere tutto nella giusta prospettiva e a tornare a vivere, più forte e, probabilmente, migliore di prima.

Sia Lu sia Guzman, alla fine, si salvano da soli, e trovano un supporto sincero in chi inizialmente era visto come il nemico (Nadia e Samu), compiendo quindi parabole molto simili.

Fortunatamente gli sceneggiatori coregono il tiro anche su Nadia, e ritroviamo la ragazza decisa e che non scende a compromessi della prima stagione.

Allo stesso modo, Polo riesce a trovare la sua dimensione, risultando uno dei personaggi meglio caratterizzati della stagione.

Molto più defilati gli altri, e volendo far un bilancio pressoché conclusivo, forse il meno riuscito è Samu: destinato ad essere il protagonista principale, alla fine non ha saputo dare nulla di particolarmente originale.

Le due new entry (Malick e Yeray) hanno solo il compito di smuovere un po’ le acque, senza rivelarsi personaggi chissà quanto significativi (discorso analogo si potrebbe fare per Cayetana e per il già citato Valerio, da cui mi sarei davvero aspettata di più).

Finale pressoché perfetto: non c’era altra soluzione possibile per porre davvero fine ai drammi di Las Encinas, e permettere ai sopravvissuti di voltare davvero pagina.

Ci sarà una quarta stagione? Qualche spiraglio si intravede, ma anche se non ci fosse, andrebbe bene comunque, perché la storia ha comunque un senso compiuto, e aggiungere altro è piuttosto rischioso.

Chi non lo ha fatto, cominci il binge watching con uno dei migliori guitti pelature degli ultimi tempi.

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GIUDIZIO POPCORN:

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