[Books] Non è un mestiere per uomini. I primi tre casi di Violet Strange di Anna Katharine Green

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Titolo originale: The Golden Slipper and Other Problems for Violet Strange

Autore: Anna Katharine Green

Prima edizione: 1915

Edizione italiana: a cura di Alessandra Calanchi (Marsilio – Collana Letteratura universale Marsilio, 2019)

Presentazione dell’editore:

Anna Katharine Green, nell’acume della prima vera detective moderna e nei profili di molte altre donne, vittime e colpevoli, rivela le prospettive di un mondo al femminile. Il sovvertimento delle convenzioni di quello che non era “un mestiere per donne” porta con sé la fotografia delle dinamiche di genere e di classe dell’America di inizio secolo.

Ma lei continuava a guardarsi le mani – due manine bianche e vivaci, così apparentemente vulnerabili sotto il peso di tutti quegli anelli, eppure tanto abili e astute

I racconti qui presentati sono i primi tre della raccolta “The Golden Slipper” (1915). La protagonista è una giovane dell’alta società che per ragioni personali presta la sua collaborazione (in gran segreto) a un’agenzia investigativa della New York di inizio Novecento. È una ragazza vivace, intraprendente, spiritosa, capace di vedere i dettagli che sfuggono agli investigatori di professione. Non solo: si reca di persona sulla scena del crimine, e le basta uno sguardo per cogliere la dinamica fisica e psicologica di un delitto. Questi racconti, oltre a segnare le origini del poliziesco americano al femminile, propongono un percorso importante nell’acquisizione della consapevolezza di genere e sono al contempo un documento straordinario per quanto riguarda la pratica delle scienze forensi e la loro anticipazione nella letteratura “gialla”.

I delitti della Rue Morgue (The Murders in the Rue Morgue), racconto scritto da Edgar Allan Poe nel 1841, segna tradizionalmente la “nascita” della narrativa poliziesca.
Da qui si “salta” direttamente al 1887 con Uno studio in rosso, prima avventura per il detective per antonomasia, Sherlock Holmes, creato dalla penna di Arthur Conan Doyle, tendendo a dimenticare quanto c’è stato nel mezzo, tra cui Anna Katharine Green, che già nel 1878 aveva pubblicato The Leavenworth Case, romanzo di grande successo che attirò l’attenzione del pubblico su un nuovo tipo di storia incentrata sull’investigazione su un evento delittuoso. Il suo Ebenezer Gryce ha quindi preceduto di quasi 10 anni il celebre inquilino di Baker Street, eppure oggi Anna Katharine Green è un’autrice quasi dimenticata (almeno per i più).

Marsilio ci offre la possibilità di riscoprire la scrittrice statunitense attraverso i primi tre racconti dedicati a Violet Strange, rampolla dell’alta società newyorkese che segretamente lavora per un’agenzia investigativa privata. Ci sono situazioni che richiedono molta discrezione, e a volte è una donna la persona giusta per simili incarichi. Chi potrebbe mai immaginare che l’apparentemente frivola Violet, eccentrica nei tratti così come nel suo abbigliamento, in realtà sia un’eccellente osservatrice e con un cervello di prim’ordine?

Con un chiaro riferimento a An Unsuitable Job for a Woman, primo romanzo di PD James con protagonista Cordelia Gray, Non è un mestiere per uomini presenta con testo a fronte The Golden Slipper/La pantofolina dorata, The Second Bullet/Il secondo proiettile e An intangible Clue/Un indizio intangibile, ed è arricchito da un’approfondita prefazione sulle opere, tematiche e stile della Green, nonché da una riflessione finale di Giuseppina Torregrossa sulla storia della detective fiction e sul contributo delle investigatrici (dilettanti e non), mettendo in luce le differenze tra giallo classico (il “cruciverba narrativo”, così come definito da Sciascia) e contemporaneo.

Una lettura davvero imperdibile per gli amanti del giallo classico, a cui si spera segua la pubblicazione anche degli altri racconti mancanti.

                                     

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