[Books] Wonder Woman. Warbringer di Leigh Bardugo (DC Icons, #1)

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Titolo originale: Wonder Woman. Warbringer

Autore: Leigh Bardugo

Prima edizione: 2017

Edizione italiana: traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo (Fabbri Editori, 2017)

Presentazione dell’editore:

«Sorella in battaglia, sarò la tua lama e il tuo scudo. Finché respiro, i tuoi nemici non avranno scampo. Finché vivo, la tua causa sarà la mia». Quel giuramento avrebbe potuto trasformarla in un’assassina

Diana è una giovane principessa amazzone e vive su un’isola sperduta, protetta da quanto accade lontano da Themyscira, la sua casa. Alia è una ricca ragazza newyorkese, orfana di due famosi biologi. Due mondi agli antipodi, due vite completamente diverse… almeno fino a quando la nave di Alia naufraga proprio sulle coste amazzoni, e Diana la salva. Presto sull’isola iniziano a scatenarsi tempeste e terremoti e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l’Oracolo. La sua rivelazione è sconcertante: Alia non è una giovane qualunque, bensì una Warbringer, ovvero l’erede della stirpe di Elena di Troia destinata a portare guerra e distruzione. Ucciderla o purificarla, queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. Prima come improbabili alleate e poi come amiche, le due ragazze si troveranno costrette loro malgrado a unire le forze e ad affrontare insieme nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero.

Wonder Woman – Warbringer rientra in un progetto più ampio dedicato alle “origini” di alcuni dei più iconici personaggi DC. Per la principessa amazzone è stata coinvolta Leigh Bardugo, scrittrice fantasy che recentemente ha attirato l’attenzione anche da noi con Sei di Corvi e Il Regno Corrotto.
Bene mettere le mani avanti sin da subito: in Warbringer tutto si svolge esattamente come si si aspetterebbe in una storia di questo tipo: l’incontro, l’iniziale diffidenza, una fiducia reciproca che cresce pian piano, il tradimento, e, infine, le eroine che trovano la forza per affermare se stesse e sconfiggere il villain principale.
Non manca neanche scene da un gala, la più scontata delle occasioni per far indossare alla statuaria Diana un abito sera (lasciando a bocca aperta tutti i presenti).
In nome del politically correct abbiamo personaggi di colore, come la coprotagonista Alia e la sua amica del cuore indiana Nim, alla quale viene anche affidato l’importante compito di essere il personaggio non eterosessuale e, addirittura, sovrappeso!!
Personalmente, come mi sembra debba essere più che scontato, sono totalmente a favore dell’inclusività e riconosco l’importanza della rappresentazione, ma spesso con i prodotti di oltreoceano ho l’impressione di una lista della spesa da spuntare invece di qualcosa di spontaneo, naturale, che alla fine risulta l’esatto opposto della vera inclusività.
Messa da parte questa parentesi, nonostante la prevedibilità, Warbringer è una lettura molto scorrevole e piacevole, con tanti momenti divertenti che scaturiscono dall’incontro/scontro tra il background di Diana e il mondo contemporaneo incarnato da Alia: lo stile di vita di Themyscira, così come trapela dalle piccole ammissioni di Diana, dà l’impressione alla diciassettenne newyorkese di una sorta di comunità hyppie femminista radicale e ispirata a principi socialisti (il che non suona poi così male)!
C’è quindi una buona dose di umorismo, ma anche azione, soft teen drama (nel senso di cotte adolescenziali) e eroine toste che ancora non hanno raggiunto la piena maturità ma che già sanno dar prova di che stoffa sono fatte.

Lettura leggera all’insegna del girl power.

                                    e 1/2

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