[Books] Le confessioni di Frannie Langton di Sara Collins

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Titolo originale: The Confessions of Frannie Langton

Autore: Sara Collins

Prima edizione: 2019

Edizione italiana: traduzione di Federica Oddera (Einaudi – Collana: Supercoralli, 2020)

Presentazione dell’editore: 1826. Londra è in fermento. La folla ha preso d’assalto l’Old Bailey, il tribunale in cui si celebrano i processi piú importanti del Paese. La folla è lí per vedere Frannie Langton, la cameriera incolpata di aver ucciso senza pietà i suoi padroni, Mr e Mrs Benham. L’accusa la dipinge come una sgualdrina, una ex schiava seducente e manipolatrice che ha approfittato del buon cuore dei suoi signori. Ma non è la verità, o almeno non è proprio tutta la verità. Cosí finalmente, dal banco degli imputati, Frannie può urlare al mondo la sua storia. Che inizia in una piantagione, quando da bambina impara a leggere, anche se è incatenata. E finisce nella Londra dei lord e delle dame, dove le catene sono altre, ma non per questo meno dure. In Inghilterra Le confessioni di Frannie Langton è stato un caso letterario: un romanzo gotico e passionale, una ricostruzione storica tanto evocativa quanto precisa, il libro d’esordio piú letto e premiato dell’anno. Sara Collins ci trasporta in una Londra fatta di viali oscuri e di segreti ben custoditi tra le stanze di eleganti palazzi. E ci restituisce l’emozionante battaglia di una donna che vuole riappropriarsi della libertà.

Tu vuoi una confessione. O una spiegazione. Datemi qualcosa di utile per salvarvi la pelle. Ebbene, la mia colpa è questa: sono una donna che si è innamorata di un’altra donna, il peggiore tra i peccati femminili, insieme alla sterilità e al raziocinio.

Frances è nata in una piantagione in Giamaica, proprietà di John Langton.
A quattro-cinque anni è stata portata nella casa padronale: un colpo di fortuna, o almeno così la pensava la piccola, che con il passare degli anni si è rivelato, però, l’inizio delle sue vere disgrazie.
Ora, poco più che ventenne, è attesa in giudizio, accusata dell’omicidio dei suoi ultimi datori di lavoro, i coniugi Banham.

Attraverso la vicenda di Frances Langton, Sara Collins affronta questioni sempre attuali, come il razzismo e le convinzioni di superiorità di una razza rispetto all’altra, nonché il ruolo subordinato di una donna in una società intrinsecamente patriarcale.

John Langton crede di essere un grande scienziato, destinato alla gloria grazie alle sue idee sul perché delle differenze tra le razze, anzi tra quelle che considera due specie distinte, bianchi e neri. Corrotto dall’ambizione, non esita a portare avanti crudeli esperimenti, prima sui morti e poi sui vivi, convinto di poter trovare l’origine di quel colore nero, responsabile non solo di caratteristiche fisiche ma anche dell’atteggiamento passivo e della stupidità dei suoi ormai ex (ma solo teoricamente) schiavi.
Banham non è migliore di lui, probabilmente è persino più ipocrita, perché sposa le posizioni abolizioniste, ma non vuole rinunciare al benessere economico derivante dalle sue piantagioni, e quello che pensa delle persone di colore non è molto dissimile da quanto affermato da Langton: se fornisce loro un’istruzione è solo per sfoggiarli come si farebbe con un fenomeno da baraccone.
Frances passa dall’uno all’altro, e nel primo caso finisce per diventare addirittura complice, illusasi di poter aspirare a qualcosa di più nella vita.
Lasciando la Giamaica e arrivando a Londra crede di poter lasciarsi il passato alla spalle, ma il senso di colpa non l’abbandonerà mai e nuove e cocenti delusioni la aspetteranno ogni qualvolta penserà di aver finalmente conquistato qualcosa, rimanendo soltanto con un pugno di mosche.
Per molte cose Frannie non ha mai avuto davvero la possibilità di scegliere, ma per altre ha lasciato che i suoi desideri prendessero il sopravvento, pagandone le conseguenze.
Non cerca l’assoluzione, ma per lo meno vuole la possibilità di raccontare la sua storia, senza più bugie o mezze verità.

Lettura avvincente, che ricostruisce, senza nascondere nulla, la storia di una donna che ha bramato troppo, finendo per sprofondare nelle tenebre.
Consigliato.

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