[#ReadChristie2020] Gennaio: Poirot a Styles Court di Agatha Christie

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Titolo originale: The Mysterious Affair at Styles

Autore: Agatha Christie

Prima edizione: 1920

Edizione italiana: traduzione di Diana Fonticoli (Mondadori – Collana: Oscar Gialli, 2018)

Presentazione dell’editore: Un giovane ufficiale inglese ferito viene ospitato da un vecchio amico nella sua lussuosa residenza di campagna. Il soggiorno sarà però tutt’altro che tranquillo. La padrona di casa, matrigna dell’amico, ha sposato un uomo di vent’anni più giovane, e i figliastri, scavalcati nell’eredità, sembrano tramare qualcosa. La padrona di Styles Court viene avvelenata e i sospetti si concentrano sui membri della famiglia. In paese c’è un buffo profugo belga dai grandi baffi…

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Quest’anno ho deciso di partecipare alla #ReadChristie2020, una reading challenge promossa dalla Agatha Christie Limited e fortemente sostenuta in Italia da @radicalging (vi rimando al blog Radical Ging di Davide Astegiano e Marco Amici per maggiori dettagli) e da Libriamociblog di Matteo e Chiara.
Ogni mese un tema collegato all’esperienza della Christie scrittrice, ma non solo, e per gennaio abbiamo “una storia che le ha cambiato la vita“.

Con molta poca originalità, ho scelto Poirot a Styles Court, primo romanzo giallo della Christie, nonché (per forza di cose) prima avventura per l’investigatore belga. Quest’anno cade il centenario della prima pubblicazione di The Mysterious Affair at Styles, quindi un piccolo omaggio mi sembrava d’obbligo.

Il Capitano Arthur Hastings, come ogni buon Watson che si rispetti, è stato appena congedato dall’esercito dopo essere rimasto ferito in azione; in attesa di decidere cosa fare della sua vita, accetta l’invito della famiglia Cavendish a fermarsi nella loro tenuta di Styles Court. Proprio durante il soggiorno l’anziana padrona di casa, da poco risposatasi con un uomo molto più giovane, muore in circostanze misteriose, e il Capitano decide di chiedere l’aiuto di Hercule Poirot, ex membro della polizia belga, conosciuto anni prima in servizio, ora profugo in Inghilterra e incontrato casualmente nel piccolo villaggio.
L’ometto dalla testa d’uovo e dai baffi sempre perfettamente curati riuscirà a portare a galla un losco piano criminale, molto più diabolico di quanto inizialmente immaginato.

Cosa dire? Ci troviamo di fronte ad uno dei grandi classici del giallo, anche se c’è una Christie ancora un po’ acerba, che deve raffinare le sue doti di giallista, ossia abbiamo una soluzione del caso alla fine piuttosto semplice se paragonata ad altri intrecci creati successivamente dall’autrice.

Ottime comunque alcune idee utilizzate, come il principio del ne bis in idem o l’escamotage usato per la somministrazione della stricnina alla signora Inglethorp.

E poi abbiamo la tipica ambientazione in una magione inglese, e quello che all’apparenza sembra quasi una sorta di delitto della camera chiusa, oltre a complicate situazioni familiari che propongono più di un sospettato, il che non può non soddisfare ogni amante del genere.

Assolutamente da recuperare (o rileggere).

7 pensieri su “[#ReadChristie2020] Gennaio: Poirot a Styles Court di Agatha Christie

  1. In questi giorni è venuta a mancare Mary Higgins Clark un’altra signora del thriller. Magari puoi parlare di un suo libro. Io ho letto anche Patricia Highsmith e Patricia Cornwell, due altre dame del crime. 😊

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    • Della Higgins Clark non ho mai letto nulla: mi sono sempre ripromessa di farlo, ma poi è sempre mancata l’occasione (stesso discorso con Ruth Rendell).
      Della Cornwell ho letto diversi romanzi (ormai molti anni fa), poi Kay Scarpetta mi ha cominciato ad annoiare, anche perché sono più per i gialli vecchio stile.
      Della Highsmith avrei voluto leggere di più: sempre eoni fa ho letto Il Sepolto Vivo e poi più nulla, anche se ho visto diversi adattamenti cinematografici. Grazie per i commenti.

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      • Io ho passione per entrambi. Son cresciuta con Poirot e Sherlock Holmes, Miss Marple e Maigret. Ma poi ho preso altre strade e mi son allargata dal giallo ai thriller. Gli ultimi libri di Scarpetta non sono scritti dalla Cornwell. Come ben saprai esistono i ghost writer che sopperiscono all’ispirazione mancante degli autori originali. Ma una scrittrice e lettrice assidua come me si accorge di certi particolari. Infatti le sue ultime opere mi hanno delusa molto. Anche Isabel Allende ha fatto lo stesso errore di affidarsi ad un ghost writer e ha toppato. Infatti “Il caso di Ripper” e anche gli altri libri recenti non sono scritti da lei.

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      • Son passati alle vidende più personali perchè il suo ghostwriter non aveva abbastanza competenze a livello di medico legale come l’autrice originale.

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