[Tv Series] iZombie (2015 – 2019)

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Titolo originale: iZombie

Genere: soprannaturale, commedia, poliziesco

Creato da: Rob Thomas, Diane Ruggiero e basato parzialmente sull’omonimo fumetto di Chris Roberson e Mike Allred

Anno: 2015 – 2019

Stagioni: 5

Status: conclusa

Cast:
Rose McIver … Liv Moore
Rahul Kohli … Dr. Ravi Chakrabarti
David Anders … Blaine DeBeers
Robert Buckley … Major Lilywhite
Aly Michalka … Peyton Charles

Trasmissione in Italia: Mediaset Premium

Disponibilità italiana: Mediaset Premium e Netflix

“Tutto è bene quel che finisce bene” recita il finale di serie di iZombie, creato da Rob Thomas e Diane Ruggiero prendendo ispirazione dall’omonimo fumetto Vertigo di Chris Roberson e Mike Allred; peccato che non rispecchi la parabola dello show, iniziato molto bene e finito piuttosto male.

Liv Moore è una studentessa di medicina; graffiata da uno zombie nel corso di una festa in barca, diviene a sua volta una “mangia-cervelli”. Per tenere a freno il suo desiderio di cibo e non diventare una minaccia per gli esseri umani, deve alimentarsi regolarmente, e cosa c’è di meglio dell’ufficio del coroner per assicurarsi la propria razione di cervelli?
Mangiare un cervello ha però un “piccolo” effetto collaterale: finché non sarà del tutto metabolizzato, lo zombie assumerà la personalità del suo “pasto” con tanto di visioni del passato, il che potrebbe essere piuttosto utile se il cervello è di una vittima di un omicidio irrisolto…

iZombie funziona come procedural, con il “caso della settimana” che viene risolto da Liv dopo aver mangiato il cervello della vittima. Le metamorfosi caratteriali settimanali sono lo spunto perfetto per l’elemento comico, così come le interazioni con l’ignaro Babinaux, detective della omicidi. Questa è la vera forza nonché peculiarità dello show, che lo contraddistingue all’interno della vasta offerta televisiva. Se messa da parte per affrontare altro, ecco che tutto si sgonfia e si finisce irrimediabilmente per annoiare lo spettatore.
A partire dalla terza stagione, purtroppo, si porta tutto ad un “livello superiore”, introducendo una comunità zombie ben più numerosa di quanto inizialmente immaginato con tanto di organizzazione paramilitare zombie per il controllo e il mantenimento dell’ordine; anche gli uomini scoprono l’esistenza degli zombie e la paura del diverso prevale, con il risultato di una Seattle separata dal resto del mondo, e umani e zombie costretti a convivere con i cervelli che progressivamente scarseggiano sempre più.
La quarta stagione è probabilmente il punto più basso con Liv che viene progressivamente assorbita dal nuovo ruolo di “Renegade”, colei che permette l’entrata o l’uscita da Seattle di chi vorrebbe diventare uno zombie (perché magari colpito da una malattia mortale senza cura) e chi vuole andarsene per ricongiungersi alla propria famiglia o seguire i suoi sogni.
Nella quinta stagione si cerca di tornare agli inizi (almeno per i primi episodi), ma alla fine deve essere data una conclusione alla vicenda zombie e il risultato è tutt’altro che soddisfacente.

Lo show viene retto essenzialmente da Liv e dalle sue “trasformazioni” e dalle già citate interazioni con Babinaux, che così vengono ad essere gli unici due personaggi da salvare (anche se le vicende amorose di Clive potevano risparmiarcele).

Mossa sbagliata è infatti l’aver lasciato sempre più spazio a personaggi secondari, primo fra tutto Ravi: ok come spalla, ma che senso ha renderlo uno zombie per qualche giorno al mese e fargli ripetere gli stessi siparietti che potevamo avere con Liv? Si depotenziano entrambi i personaggi.
Fastidiosa Peyton Charles, che ha avuto un barlume di utilità solo per la sua breve liason con Blaine.
Major non è mai stato un personaggio particolarmente incisivo, ma ce lo siamo sorbito per tutte le stagioni con tanto di immancabile happy ending romantico (sigh!).
Peccato per Blaine, l’unico antagonista di un qualche spessore e con potenzialità interessanti, ma con cui non si mai saputo davvero che strada prendere (antagonista cattivo – alleato ma cattivo – possibile buono e così via) e a cui è stata riservata un fine davvero immeritata.

Ovvio che dovesse esserci una spiegazione alla presenza degli zombie e che ci potessero essere degli sviluppi legati alla presenza di zombie “buoni” e zombie “cattivi”, come pure al pericolo di una “esposizione mediatica”, ma finché restava una situazione piuttosto isolata  (e nascosta) la gestione era senza dubbio più semplice. Si è alzata troppo la posta e si è perso.

Insomma, se non avete recuperato la serie, fermatevi alle prime due stagioni, e anche se la seconda finisce con un cliffanger non preoccupatevi di scoprire cosa succederà…

iZombie-1

GIUDIZIO POPCORN:

e 1/2

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