[Tv Series] Dublin Murders (2019)

DUBLIN-MURDERS

Titolo originale: Dublin Murders

Genere: poliziesco, drammatico, soprannaturale

Creato da: Sarah Phelps, e basato su Nel Bosco e La somiglianza (Dublin Murder Squad #1 e #2) di Tana French

Anno: 2019

Stagioni: 1

Status: ?

Disponibilità italiana: StarzPlay (AppleTv)

Due omicidi, due indagini che coinvolgono più di quanto dovrebbero i detective Cassie Maddox e Rob Reilly della Garda, ciascuno legato ai segreti di un passato da cui non riesce ancora ad affrancarsi …

Sarah Phelps non è certo alla prime armi quando si tratta di adattare un romanzo per il piccolo schermo. Negli ultimi anni sono state soprattutto le miniserie tratte da Agatha Christie* a far parlare di lei, e non sempre bene: personalmente non difendo a  a spada tratta l’ortodossia, e se il finale di un romanzo che ho letto (e di cui ho già visto precedenti adattamenti tv) viene cambiato, realizzando comunque un prodotto piacevole ed interessante, posso anche divertirmi; se viene creato dal nulla un passato inverosimile per un personaggio conosciuto come Hercule Poirot (The ABC Murders) non posso che strabuzzare gli occhi, storcere il naso e trattenere a stento vituperi.
Questa premessa è necessaria per capire con che stato d’animo ormai mi avvicino ad un adattamento della Phelps, un misto di curiosità e timore.
Quando ho saputo che sarebbe stata realizzata una serie tv dai romanzi di Tana French (che, ammetto sin da subito, conosco ma non ho letto), la curiosità ha sicuramente prevalso, anche se un dubbio è sorto non appena scoperto che sarebbero stati adattati due romanzi nella medesima stagione.
Non avrebbe avuto più senso una miniserie sul primo romanzo, e poi una sul secondo?
Giudicare prima di provare può essere del tutto futile, e quindi ho seguito diligentemente la serie (disponibile in italiano su StarzPlay) puntata dopo puntata, e… adattare contemporaneamente due romanzi non è stata una buona idea.

SPOILER ALERT

Si sente una forzatura: Cassie Maddox e Rob Reilly sono impegnati nell’indagine sull’omicidio di Katy Devlin, ma, per incomprensioni personali, Maddox lascia il caso e ne inizia un altro sotto copertura.
Non funziona.
L’attenzione del pubblico è concentrata sull’omicidio Devlin (e sui possibili collegamenti con quanto accaduto nel medesimo bosco venti anni prima), e mettere altra carne al fuoco senza che ci sia un nesso è semplicemente inutile: l’indagine sulla morte di Lexie Madison è un “fastidio” di cui liberarsi il prima possibile, perché è all’altro caso che vogliamo tornare.
L’operazione attuata dalla Phelps risulta tutt’altro che felice anche perché la vicenda di Rob/Adam ha molto più pathos di quella che riguarda Cassie: se mescoli due storie con un così diverso peso emotivo, quella meno coinvolgente finisce per venire completamente affossata, forse anche ingiustamente.

Se lo show si fosse limitato alla sola vicenda di Knocknaree, dimezzando o quasi le puntate, sarebbe stato sicuramente un ottimo crime drama in grado di distinguersi tra la vasta offerta in questo genere, e invece, masochisticamente, ha deciso di darsi la zappa sui piedi, sprecando il materiale che avrebbe potuto essere usato in un’eventuale seconda stagione. Detto in maniera ancora più semplice, sarebbe bastato limitarsi a seguire la serie cartacea, senza pasticciare unendo brutalmente i due romanzi.

I punti di forza di Dublin Murders sono due protagonisti dalla non stereotipata caratterizzazione psicologica e con un rapporto a dir poco complesso, che si rivela una forza quanto una debolezza: complicità, intimità, ma anche un che di tossico, perché finché c’è qualcuno disposto ad accettare la tua oscurità è difficile trovare le risorse per liberarsene.

Il fatto stesso che non tutti gli enigmi trovino una soluzione e che rimanga un alone di mistero e per quanto successo ad Adam e per chi sia davvero “Lexie Madison” non è un difetto, anzi: Rob e Cassie vogliono delle risposte ma non le trovano, pur mettendo in gioco tutto quello che hanno e rimanendo pesantemente scottati (soprattutto Rob), il che rende la vicenda molto più verosimile (nonostante le venature che potrebbero quasi essere definitive sovrannaturali) rispetto ai tanti, troppi crime televisivi in cui tutto alla fine trova la sua spiegazione.

In soldoni: vale la pena dare una possibilità a Dublin Murders (soprattutto se siete fan del crime drama di stampo europeo e un po’ stufi di quello made in USA), ma qualcuno cerchi di mettere un freno alle iniziative personali di Sarah Phelps.

GIUDIZIO POPCORN:

e 1/2

*Dieci piccoli indiani, Testimone d’accusa, Le due verità, The ABC Murders e l’imminente The Pale Horse

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