[Tv Series] YOU (II STAGIONE)

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Titolo originale: YOU

Regia: vari

Paese: USA

Anno: 2018-2019

Formato: serie tv

Genere: thriller, drammatico

Stagioni: 2

Episodi: 10 + 10

Status: continua ?

Casa di Produzione:/Rete: Berlanti Productions, Alloy Entertainment, Warner Bros. Television, A&E Studios

Servizio Streaming: Netflix

Soggetto: Greg Berlanti e Sera Gamble dal romanzo di Caroline Kepnes “Hidden Bodies

Cast:
Penn Badgley …. Joseph “Joe” Goldberg
Ambyr Childers …. Candace Stone
Victoria Pedretti …. Love Quinn
James Scully …. Forty Quinn
Jenna Ortega …. Ellie Alves
Carmela Zumbado …. Delilah Alves

Disponibilità italiana: Netflix

 

Lo stalker più famoso della tv è tornato, ma stavolta potrebbe aver trovato pane per i suoi denti…

In breve: archiviato l’affaire Beck, Joe torna alla sua vita, ma l’improvviso rientro in scena di Candace (l’ex creduta morta) mette tutto in discussione. Al nostro non resta che cambiare aria e assumere una nuova identità, lasciando New York per l’assolata e quanto mai stravagante Los Angeles. Il lupo, però, perde il pelo ma non il vizio, e a quanto pare non riesce proprio a fare a meno di “innamorarsi”…

Come ovvio aspettarsi, la seconda stagione di YOU deve prima di tutto superare il confronto con la precedente, che, partita piuttosto in sordina, era poi riuscita ad attirare l’attenzione di molti.
Come è andata? Personalmente ho trovato il secondo capitolo molto meno avvincente del primo, e non solo perché parte dell’effetto sorpresa è ormai perso.

SPOILER ALERT

Varie sottotrame si intersecano, e il risultato è una giustapposizione dispersiva che serve solo ad aggiungere altra carne al fuoco per complicare la situazione di Joe, senza poi influenzare più di tanto la trama principale (pensiamo, ad esempio, alla vicenda di Will e Jasper).
Gli eventi della prima stagione erano direttamente collegati l’uno all’altro (con l’unica eccezione del piccolo vicino di casa di Joe, che però aveva comunque una sua funzione narrativa), il che rendeva il racconto estremamente fluido. Nella seconda stagione, tutto suona più forzato e anche le soluzioni proposte sono eccessivamente di comodo, segno di una certa pigrizia nella scrittura.

Viene riproposto il medesimo schema: l’incontro con quella che potrebbe finalmente essere la ragazza giusta per Joe, il corteggiamento, qualche morto, la gelosia, segreti che vengono a galla, altri morti; abbiamo di nuovo anche una vicina di casa teenager (con tanto di sexy sorella maggiore) che fa amicizia con Joe, e le due finiscono per coinvolgerlo nei loro problemi (o è lui a coinvolgere loro?).
Per differenziarsi, però, si cerca di cambiare prospettiva, mettendo in evidenza i tentativi di Joe di far tesoro del passato e di diventare davvero un “bravo ragazzo”, una persona migliore. La storia con Love, in un certo senso, è il pretesto per esplorare il rapporto tra Joe e l’Amore (il gioco di parole è sicuramente più che voluto): Joe vuole Love (o, più semplicemente, vuole Amore), ma allo stesso tempo sente che deve fuggire da Love (e dall’Amore) perché potrebbe essere la sua condanna. Da qui, la maggiore introspezione psicologica per il protagonista.
Paradossalmente, però, a far funzionare la prima stagione erano le menzogne che Joe raccontava a se stesso, ossia il giustificare le sue azioni in nome dell’amore, dimostrando di considerarsi sempre e comunque il “buono”; un Joe che si mette in discussione e che pian piano comincia ad accettare di essere il “cattivo” è molto meno efficace, così come i flashback sulla sua infanzia che dovrebbero spiegare il perché della sua ricerca ossessiva dell’amore.

Stesso discorso per i personaggi di contorno, molto meno convincenti: Beck non era una campionessa di simpatia, aveva una marea di difetti, ma era un personaggio dalla caratterizzazione psicologica più che plausibile; Love, invece, è “troppo”, sotto tanti punti di vista: troppi traumi, troppo (apparentemente) matura e consapevole, persino troppo ricca, e così maledettamente “perfettamente imperfetta”. Bisogna ammettere che la Peach della prima stagione era molto più incisiva di Forty o della cricca di Love (quest’ultimi, personaggi davvero con l’unico scopo di far numero).

Non parliamo poi di alcune delle morti, del tutto gratuite e non funzionali alla storia (avrebbero funzionato solo in un contesto ancora più eccessivo, di completa perdita di lucidità, in cui l’omicidio è ormai semplicemente il modo più rapido per risolvere i problemi).

Peccato perché all’inizio si parte anche piuttosto bene (si pensi al finale della prima puntata), e non era neanche malaccio l’idea di un personaggio come quello di Will, una sorta di grillo parlante/confessore (almeno nei momenti di lucidità), imprigionato nella cella, elemento che crea continuità con la prima stagione, ma che allo stesso tempo avrebbe potuto creare nuovi spunti e contesti. Forse è proprio dalla liberazione di Will in poi che ci si impelaga.

Probabilmente, però, il maggior difetto di questa seconda stagione (come già accennato) è il risolvere tutti i problemi con uno schiocco di dita, ossia presentando i Quinn come una ricchissima famiglia che ha praticamente in mano tutta la polizia di Los Angeles, il che fa sì che i “peccatucci” di Joe (ossia la scia di morti che si è lasciato dietro – beh, alcuni non sono esattamente opera sua) vengano lavati via in men che non si dica.

E poi c’è tutta la questione del finale (di stagione? Di serie?).
Non è facile immaginare una soluzione per una situazione moralmente ingarbugliata come quella al centro di YOU: il cattivo che viene punito per i suoi crimini non è in linea con lo show (con buona pace dei benpensanti); allo stesso tempo, però, non è accettabile neanche un happy ending.
Purtroppo quello che alla fine abbiamo tra le mani è un mix, o almeno è quello che ci vogliono far credere:

MAJOR SPOILER

i due psicopatici assassini hanno ottenuto ciò che volevano (Love la sua famiglia, Joe un amore incondizionato – o qualcosa di simile, dato che ad offrirlo non è esattamente una persona sana di mente), anche se Joe ci presenta la sua situazione come una sorta di prigione più o meno autoimposta (che sia vero il proverbio “stai attento a quello che desideri perché potresti ottenerlo”?). È convincente? Non più di tanto…

Ma allora, possiamo salvare qualcosa di questa stagione di YOU, oppure è da dimenticare?
La vera forza di YOU è il suo protagonista, un cattivo che vuole convincerci di essere un buono, per cui non dovremmo tifare (eppure lo facciamo), che ci risulta simpatico perché un po’ sfigato lo è, ha tanta autoironia e poi è un accanito amante dei libri, che guarda con malcelato snobismo il mondo che lo circonda, e anche se non siamo stalker, non abbiamo ucciso nessuno e non abbiamo bisogno di essere visti da uno davvero bravo, in Joe un po’ ci riconosciamo, e finiamo per essere indulgenti, come dimostra il mio voto finale…

 

GIUDIZIO POPCORN:

 e 1/2

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