[Anime] Saint Seiya – The Lost Canvas. Il Mito del Re degli Inferi

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Titolo originale:聖闘士星矢 THE LOST CANVAS 冥王神話 Saint Seiya: The Lost Canvas – Meiō Shinwa

Genere: azione, mitologico, combattimenti

Regia: Osamu Nabeshima

Soggetto: tratto dall’omonimo manga di Shiori Teshirogi e basato sul Saint Seiya di Masami Kurumada.

Character Design: Yuko Hisawa

Musiche: Kaoru Wada

Anno: 2009-2011

Produzione: TMS Entertainment

Formato: serie OAV, pubblicata in DVD e Blu-ray

Episodi: 26 in due stagioni

Disponibilità italiana:
– DVD e Bluray Yamato Video;
– streaming: TIM Vision – Netflix – Yamato Animation su YouTube;
– trasmissione: Man-ga, Mediaset Italia2

Ogni due secoli e alcuni decenni, Atena e Ade tornano sulla Terra per affrontarsi nella Guerra Sacra che vede contrapposti gli Spectre del Re degli Inferi ai Cavalieri della Dea.

Questa è la storia dello scontro avvenuto nel XVIII secolo….

Saint Seiya di Masami Kurumada ha dato vita ad un vero e proprio franchising, fatto anche degli immancabili sequel (come Saint Seiya Ω) e prequel; in quest’ultimo filone rientra Saint Seiya – The Lost Canvas. Il Mito del Re degli Inferi, manga di Shiori Teshirogi, da cui la TMS Entertainment ha ricavato l’omonima serie OAV, originariamente uscita in Giappone tra il 2009 e il 2011.

Italia, metà del XVIII secolo. Nonostante le tante difficoltà, i tre orfani Sasha, Alone e Tenma potrebbero vivere serenamente perché sanno di poter contare sempre l’uno sull’altro.
Tutto cambia quando un uomo misterioso arriva per portare via Sasha: la bambina è infatti la reincarnazione della Dea Atena e il suo posto è in Grecia, al Santuario di Atene. Lì c’è anche la chiave del destino di Tenma, colui che diventerà il Saint di Pegasus, mentre molto più crudele è il fato che attende il gentile Alone: il suo cuore puro, il più puro tra quello degli esseri umani, fa sì che sia scelto come ospite del Divino Hades, il Re degli Inferi. I tre amici, una volta cresciuti, si trovano così su fronti opposti: Tenma e Sasha da un lato, e Alone dall’altro, nell’ennesima Guerra Sacra tra Hades e Atena…

È lo stesso Kurumada a curare inizialmente il progetto di The Lost Canvas, pur affidandolo a Shiori Teshirogi: probabilmente l’idea di raccontare gli eventi di 243 anni prima che aveva lasciato solo accennati nel manga originale non gli sembrava poi male; nel momento in cui, però, decide di occuparsi in prima persona di quello che (per sua decisione) è l’unico e il solo vero sequel e prequel di Saint Seiya, ossia Next Dimension, ecco che le due opere cominciano ad allontanarsi l’una dall’altra. Quindi, sebbene Tenma, Saint di Pegasus del XVIII secolo, sia il personaggio principale di entrambe, The Lost Canvas è ormai rilegata al ruolo di versione alternativa non ufficiale, il che è un peccato dato il pregevole lavoro fatto.

L’anime si caratterizza per un’ottima qualità tecnica, che rende un lontano ricordo gli scivoloni Toei con The Hades Chapter. Character design accattivante (che cerca di ricordare il più possibile l’originale), animazioni fluide e con il giusto livello di spettacolarità, oltre ad un comparto sonoro di tutto rispetto, giustificano il successo della serie tra i fan, che però non avrebbe avuto ragione d’essere se alla base non ci fossero trama e personaggi altrettanto convincenti.

Il terzetto protagonista (Sasha, Alone e Tenma) è affiancato da personaggi secondari ben caratterizzati, a partire dai due compagni d’avventura di Tenma, Yato dell’Unicorno e Yuzuhira della Gru.
Se in Next Dimension la personalità di Tenma ricalca fedelmente quella di Seiya (essendo il secondo la reincarnazione del primo), in The Lost Canvas Tenma ha la generosità e la capacità di rialzarsi sempre e comunque di Seiya, ma è forse più riflessivo e un po’ meno irruento; gli aspetti più guasconi di Seiya si ritrovano invece in Yato, che talvolta agisce anche da comic relief.

Tenma

Sasha è una versione molto più ammorbidita di Saori Kido: non che le manchino determinazione e forza di volontà, ma dolcezza e gentilezza traspaiono molto di più rispetto al personaggio di Kurumada.
Alone, per ovvi motivi, è molto simile a Shun, essendo entrambi stati scelti come ospiti per Hades.
Si è già detto di Yato, mentre per quanto riguarda Yuzuriha ci troviamo di fronte ad un personaggio del tutto originale: Silver Saint della Gru, è nata e cresciuta nel Jamir. Coinvolta nelle Guerra Sacra non solo in quanto Saint, ma perché toccata negli affetti più cari, è decisa a combattere senza esitazioni, anche se significasse sacrificare se stessa se necessario. È posata, riflessiva e una buona amica.

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Allo stesso modo, un ottimo lavoro è fatto anche con Hakurei, l’Anziano del Jamir, riparatore di Armature, nonché maestro di Shion e Yuzuriha, e fratello del Gran Sacerdote (e precedente Cavaliere del Cancro) Sage.

Sage e Hakurei sono il simbolo della tenacia umana: unici superstiti della precedente Guerra Sacra, hanno vissuto per più di duecento anni con l’unico scopo di eliminare due dei più potenti alleati di Hades, gli Dei Gemelli Thanathos e Hypnos; sapevano che i due sarebbe sicuramente scesi in campo nella nuova Guerra Sacra, e hanno aspettato preparando le nuove generazioni, pronti a sacrificarsi al momento del bisogno per spianare la strada ai nuovi compagni.

Come Shion e Dohko dopo di loro, rappresentano anche l’importanza della trasmissione dei valori di Cavaliere alle prossime generazioni, creando continuità tra il passato e il presente.

Ad ogni modo, ancora una volta sono i Gold Saint a catalizzare l’attenzione dello spettatore, e uno dei pregi maggiori dell’anime di The Lost Canvas è l’essere riuscito a fornire una eccellente caratterizzazione nonostante il breve spazio concesso a ciascuno (una o due puntate).
In altre parole, The Lost Canvas è un grande omaggio ai Cavalieri d’Oro, al loro eroismo e generosità, a sottolineare come di epoca in epoca solo i più valorosi siano arrivati a ricoprire tale ruolo. In un certo senso, è come se Teshirogi volesse “riabilitare” attraverso i precedenti possessori della Gold Cloth, anche chi nel manga/anime originale si era configurato principalmente come un antagonista: è il caso del Cavaliere dei Pesci con Albafica e, ancora di più, di quello del Cancro con Manigoldo e Sage.

Non mancano volti noti, come i già nominati Dohko della Bilancia (qui mentore e “fratello maggiore” per l’impulsivo Tenma) e Shion dell’Ariete, sebbene siano un po’ più sacrificati rispetto ad altri personaggi, ma è qualcosa forse inevitabile in un prodotto incompiuto, che si ferma proprio quando la storia è sul punto di entrare finalmente nel vivo. Le due stagioni di The Lost Canvas, infatti, coprono solo parte dell’omonimo manga, e così alcuni personaggi si riducono a semplici comparse, come i Cavalieri d’Oro dell’Acquario, dello Scorpione, del Leone, o ancor più, quello (quelli?) dei Gemelli, non intravisto neanche di sfuggita.

In conclusione, un ottimo prodotto sotto ogni punto di vista, con un unico grande difetto, ossia l’essere incompiuto.
La speranza di un finale è dura a morire, sebbene al momento non filtrino rumors al riguardo. Non resta che sperare.

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P.S. Una piccola nota riguardo all’edizione italiana in DVD e Bluray: ci sono a disposizione ben quattro tracce audio, una originale e tre tradotte. Di queste ultime, la prima è fedele all’originale con i nomi dei colpi però tradotti; la seconda prevede che colpi lanciati dai guerrieri rimangano in originale; la terza è ispirata al celeberrimo adattamento nostrano dell’anime del 1986, Ah, i fan italiani….

GIUDIZIO POPCORN:

e 1/2

2 pensieri su “[Anime] Saint Seiya – The Lost Canvas. Il Mito del Re degli Inferi

  1. Prima di tutto complimenti per questa bella recensione :). Ho apprezzato sia l’animazione sia i personaggi (in particolare Manigoldo e El Cid).
    Mi dispiace che sia rimasto incompiuto, però giudicando da quanto ho letto su Wikipedia la prossima parte della storia potrebbe essere una delusione a livello di trama (è un’opinione personale, eh 😉 ).

    Piace a 1 persona

    • Grazie mille! Non ho letto il manga (e ho paura che difficilmente lo leggerò a breve, dato i prezzi proibitivi che per il momento ho trovato in giro per l’intera serie…) e non posso esprimere un giudizio, ma spero davvero che non si rovini il buon lavoro fatto in questa prima parte. Grazie ancora per il commento e a presto.

      Piace a 1 persona

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