[Books] La Memoria di Babel (L’Attraversaspecchi #3) di Christelle Dabos

9788833571393.1000

Titolo originale: La Mémoire de Babel

Autore: Christelle Dabos

Prima edizione: 2017

Edizione italiana: traduzione di Alberto Bracci Testasecca (Edizioni e/o, 2019)

Presentazione dell’editore: Nel terzo intenso volume della saga Christelle Dabos ci fa esplorare la meravigliosa città di Babel. Nel cuore di Ofelia vive un segreto inafferrabile, chiave del passato e, nello stesso tempo, chiave di un futuro incerto.

Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?

Terzo capitolo per la saga fantasy di Christelle Dabos.

Dopo un salto temporale di circa tre anni, ci ritroviamo su Anima con un’Ofelia alquanto apatica e sconfortata. Di Thorn nessuna notizia. Non appena, però, si presenta l’occasione di sfuggire al rigido controllo delle Arcane, ecco che la nostra ne approfitta, intraprendendo un nuovo viaggio, stavolta completamente da sola, sperando di venire a capo dei misteri che circondano Dio, gli Spiriti di Famiglia, la Lacerazione e il futuro delle Arche, e, soprattutto, di ritrovare Thorn.

Che dire? La Dabos si legge sempre con piacere, e nonostante il volume di pagine, i tomi si divorano tutti d’un fiato, e metter giù il libro è ogni volta una sofferenza. Un binge reading compulsivo, non c’è altro modo per definirlo.

Se però analizziamo la storia un po’ più rigorosamente, dobbiamo ammettere che ci troviamo di fronte sempre allo stesso schema narrativo: Ofelia in un mondo che le è estraneo dove trova degli alleati (pochi) e si fa (molti) nemici, ed è spesso e volentieri vittima di angherie, fisiche e psicologiche. La giovane, però, non demorde e riesce ad andare comunque avanti, costi quel costi.
Anche alcuni personaggi secondari si ricalcano l’un l’altro, finendo per giocare sempre lo stesso ruolo nella loro relazione con la protagonista (il possibile antagonista che si rivela un amico, e l’amico che invece tradisce, o, ancora, l’umile che si rivela l’alleato più fidato e caloroso).
Ma ad essere snervante è il continuo ripetersi delle dinamiche tra Ofelia e Thorn: vicini eppure distanti, tanti fraintendimenti, momenti di crisi apparentemente irreparabili, e, infine, un happy ending che stavolta si spera non sia (come al solito) temporaneo. Certo, ora Ofelia è ben consapevole dei suoi sentimenti e non cerca né di negarli né di soffocarli, ma è un misero contentino.

Sicuramente c’è un ulteriore progresso nella definizione del mondo fantastico creato dall’autrice francese, che appare sempre più solido e suggestivo, e non rimane certo qualcosa di indefinito sullo sfondo.

Sebbene ci siano ancora tanti interrogativi privi di risposta, la situazione appare pian piano sempre più chiara, come pure il perché del ruolo determinante che Ofelia si troverà suo malgrado a ricoprire.

In soldoni, una saga con una certa ripetitività e prevedibilità, che però, incomprensibilmente, libro dopo libro, non delude ma avvinghia sempre più, creando una sorta di dipendenza, con conseguente crisi di astinenza in attesa del nuovo volume.

                                 

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