[Books] Nove Perfetti Sconosciuti di Liane Moriarty

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Titolo originale: Nine Perfect Strangers

Autore: Liane Moriarty

Prima edizione: 2018

Edizione italiana: traduzione di Enrica Budetta (Mondadori – Collna: Omnibus, 2019)

Presentazione dell’editore: Nove persone si riuniscono a Tranquillum House, una remota località termale australiana che promette di cambiare la vita dei suoi ospiti in soli dieci giorni. Alcuni sono arrivati per perdere peso, altri per provare a migliorare la propria vita, altri ancora per motivi che non possono ammettere nemmeno con se stessi. Il programma è fatto di lusso e coccole, meditazione, yoga e la conquista di una nuova consapevolezza. Ma nessuno dei presenti può lontanamente immaginare quanto saranno difficili i prossimi dieci giorni, e come una vacanza all’insegna del benessere possa trasformarsi in qualcosa di molto diverso. Frances Welty, scrittrice di romanzi rosa, arriva al resort per curare il mal di schiena, il suo cuore infranto e un inesorabile declino delle vendite dei suoi libri. È subito incuriosita dagli altri ospiti, la maggior parte dei quali non sembra affatto aver bisogno di cure. Ma la persona che la intriga di più è Masha, la strana e carismatica proprietaria e direttrice di Tranquillum House. Questa donna potrebbe davvero avere le risposte che Frances sta cercando? E Frances dovrebbe lasciarsi coinvolgere e accettare tutto quello che il resort sta di fatto imponendo? Non passa molto tempo, infatti, prima che tutti gli ospiti si pongano esattamente la stessa domanda e la situazione diventi sempre più inquietante.

“A quanto pareva, in soli dieci giorni sarebbe riuscita a “trasformarsi” in modi che “non avrebbe mai pensato possibili”. Ci sarebbero stati digiuni, meditazione, yoga, esercizi creativi di “liberazione emotiva”. Non ci sarebbero stati invece alcol, zucchero, caffeina, glutine e latticini, ma avendo appena trangugiato il menu degustazione del Four Seasons, Frances era talmente piena di alcol, zucchero, caffeina, glutine e latticini che il pensiero di farne a meno per un po’ non le sembrava un grosso problema.”

“Tranquillum House” si presenta come il centro benessere più esclusivo del momento, e Dio solo sa se Frances Welty non ha bisogno di un po’ di pace e tranquillità per ricaricarsi dopo una delusione d’amore e l’inaspettata piega negativa che sta prendendo la sua decennale carriera di scrittrice di romanzi rosa. Sicuramente è in buona compagnia, non essendo la sola ad essersi rintanata in questa antica magione dispersa nel bush per sfuggire alla propria vita: c’è la famiglia che sta evitando di trascorrere a casa un anniversario difficile; c’è la coppia in crisi dopo essere stata baciata dalla fortuna; c’è la casalinga che accusa il suo corpo del fallimento del proprio matrimonio; c’è il bellissimo avvocato, amante dei centri benessere, che non ha troppa voglia di affrontare una situazione spinosa con il proprio partner, e preferisce prendersi una pausa; infine, l’uomo grasso e sgradevole che ha perso la voglia di vivere. In un modo o nell’altro, la permanenza a Tranquillum House cambierà la vita di questi nove perfetti sconosciuti, ma in modi che nessuno avrebbe mai immaginato…

Il nuovo romanzo di Liane Moriarty si accosta alla commedia nera strizzando l’occhio al thriller: c’è una tensione crescente a Tranquillum House, e a tratti sembra proprio star per sconfinare nella tragedia, ma è solo un attimo, dato che alla fine a prevalere è uno sguardo beffardo, quasi sarcastico.

Commedia e dramma sono ben bilanciati: da una parte, si sbeffeggia il mondo dei centri benessere con le sue promesse di cambiare per sempre la vita degli ospiti; dall’altra, chi si lascia ammaliare da tali sirene ha a che fare quotidianamente con dei drammi concreti.

Per quanto l’autrice cerchi di dar spazio a tutti i suoi personaggi, a prevalere è senza dubbio una sensibilità femminile, come emerge, ad esempio, nel problema del rapporto con il corpo e l’ossessione della magrezza:

“Quasi tutte odiavano il proprio corpo. Le donne e il loro corpo! Il rapporto più violento e malato in assoluto.
Masha aveva visto donne che si pizzicavano la pancia con un disgusto così brutale da lasciarsi i lividi, mentre i loro mariti si accarezzavano affettuosamente pance ben più grandi con un mesto orgoglio.”

“Gli uomini usavano spesso quell’espressione: “buttare giù un po’ di peso”. Lo dicevano senza vergogna e senza nessuna emozione, come se il peso fosse un oggetto di cui potevano sbarazzarsi con facilità quando sceglievano di farlo. Mentre le donne dicevano di aver bisogno di “perdere peso”, lo sguardo basso, come se i chili di troppo facessero parte di loro o fossero un terribile peccato di cui si erano macchiate.”

Esemplare il caso di Carmel, una donna di neanche 40 anni, con quattro figlie, che ha lasciato il lavoro per dedicarsi alla famiglia, e che ora si ritrova con un divorzio e il senso di colpa per non aver curato di più il suo aspetto fisico. Paradossale che in realtà Carmel non abbia affatto chili di troppo, eppure si veste e si comporta come se avesse qualcosa di cui vergognarsi e da nascondere.

“Succede. Succede spesso. La cosa fondamentale per la moglie lasciata è mantenere la propria dignità. Non deve piangere in continuazione: può farlo sotto la doccia, quando le bambine sono a scuola o all’asilo e lei è sola nei sobborghi con tutte le altre mogli che piangono e si lamentano. La moglie lasciata non deve essere stronza o scortese nei confronti della nuova moglie migliore di lei. Deve ingoiare il rospo senza darlo a vedere. Ed è meglio per tutti se è magra.”

“Joel era davvero convinto di comportarsi in modo gentile e corretto. Di stare facendo la cosa giusta. Non l’avrebbe mai tradita. Si era limitato a lasciarla, ad andare direttamente su un sito di incontri online e a sostituirla. Aveva la coscienza pulitissima. Gli era sempre piaciuto tenere alla perfezione le sue cose e, se non si potevano riparare per farle tornare “come nuove”, le sostituiva con un modello più recente.”

“Se fosse riuscita a trasformare il suo corpo, sarebbe riuscita anche a trasformare la sua vita e a riprendersi dal fallimento del suo matrimonio.”

Tutta la rabbia e il risentimento che dovrebbe provare non sono rivolti verso l’ex marito, bensì verso se stessa. In fondo, non viene ripetuto continuamente ad una donna che se il marito/compagno la “sostituisce” con un’altra è perché non ha saputo tenerselo, perché, appunto, si è “lasciata andare”, e (orrore!) ha persino preso peso? Una forma mentis misogina che trova una giustificazione per gli uomini e l’ennesima colpevolizzazione per le donne.

Ma la Moriarty è anche e soprattutto una scrittrice: da qui il ruolo preponderante di Frances Welty, scrittrice cinquantaduenne, con due divorzi alle spalle ed una brutta storia di truffa on line, che deve vedersela anche con le scarse vendite dei suoi libri e le recensioni dei critici improvvisati della rete; non le ha lette per vent’anni, e forse avrebbe dovuto continuare a non farlo! Da un momento all’altro, scopre che i suoi romanzi rosa sono misogini e che le sue fantasie romantiche non sono altro che spazzatura da aeroporto! Insomma, un colpo al cuore non da poco.

“Si azzardò ad alzare lo sguardo e le stelle erano un milione di occhi guizzanti a caccia di scorrettezze nella sua storia: sessismo, ageismo, razzismo, populismo, discriminazione dei disabili, plagio, appropriazione culturale, ridicolizzazione dei grassi, ridicolizzazione dei difetti fisici altrui, ridicolizzazione delle prostitute, ridicolizzazione dei vegetariani, ridicolizzazione degli agenti immobiliari. La voce di Internet Onnipotente tuonò dall’alto: “Vergogna!”.
Frances chinò la testa. «È solo una storia di fantasia» sussurrò.”

Difficile non vedere un che di biografico (così come nelle piccola “vendetta” nei confronti di un’accanita denigratrice…), ed è anche praticamente impossibile non provare simpatia per questa donnina di mezz’età, alle prese con la menopausa ma che continua a nutrire le medesime fantasie di quando era un adolescente, innamoratasi di Jane Eyre e di quel “L’ho sposato, lettore mio!”. È sua l’ironia contraddistingue e sempre accompagna l’opera, persino quando non è lei a parlare:

“Ricordati la citazione di Rumi, Yao. “Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c’è un campo. Ti aspetterò laggiù.” Non è splendida?»
«Io non credo che al sistema giudiziario interessino i campi.”

Una lettura piacevole, che fa sorridere e un po’ riflettere: per cambiare la propria vita, alla fine, ci vuole poco, basta volerlo, e non è necessario attenersi a quanto ci viene detto sia giusto per noi, o cambiare il proprio aspetto secondo i dettami di altri. Dopotutto non serve altro se non il volersi bene.

                             

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