[Books] Racconti del crimine vol. 01 di Jun’ichirō Tanizaki

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Titolo originale: La raccolta comprende i racconti
Tomoda to Matsunaga no hanashi
Yanagiyu no jiken
Tojō
Watashi
Aru chōsho no issetsu – Taiwa
Aru tsumi no dōki

Autore: Jun’ichirō Tanizaki

Edizione italiana: traduzione di Elisabetta Procchieschi, Veronica De Pieri, Alberto Zanonato, e a cura di Luisa Bienati (Marsilio, 2019)

Presentazione dell’editore:
Filo conduttore di questa avvincente selezione di sei racconti del periodo giovanile di Tanizaki è il genere del romanzo poliziesco. Per la strada (1920) era stato accolto da Edogawa Ranpō, il padre del mystery giapponese, come «un’opera che ha fatto epoca nel tantei shōsetsu [romanzo poliziesco] e di cui possiamo andare fieri davanti agli occidentali». Come Tanizaki stesso afferma, che in questi racconti il crimine ci sia o non ci sia è un problema secondario: «anche se fosse proprio obbligatorio far accadere un crimine, non sarebbe comunque necessario arrivare a uccidere». L’intenzionalità dell’autore non è solo sperimentare il modello classico del poliziesco o le sue varianti – il delitto, l’indagine, la scoperta del colpevole o la soluzione del caso –, ma costruire la trama del romanzo come in un effetto di trompe-l’oeil, per ingannare lo sguardo del lettore. Il romanzo deve avere una trama interessante e suscitare l’interesse del pubblico. Il metodo scientifico-deduttivo del «poliziesco logico» offre la possibilità da un lato di sperimentare quella che Tanizaki definisce la «bellezza architettonica» del romanzo, dall’altro di coinvolgere il lettore nella scoperta della verità, sapendo che a questa non si arriva d’un tratto, ma gradualmente e in modo parziale, grazie a una serie di induzioni e deduzioni che si intrecciano e che alla fine portano alla rivelazione.

L’itinerario artistico di Tanizaki Jun’ichiro (1886-1965) può essere quasi interamente ripercorso dal lettore italiano che dispone in traduzione di molti titoli, tra racconti e saggi. L’esordio dello scrittore avviene in un’epoca di grandi contrasti quando, così come la società, anche la letteratura riflette la scelta lacerante fra una tradizione millenaria e la via verso l’occidentalizzazione. Tanizaki vive questa frattura attratto dal nuovo e dal moderno, ma sensibile al bisogno di restare ancorato alle proprie radici. Ai primi racconti, ispirati a modelli occidentali eppure sempre rielaborati in linea con il proprio passato culturale, fanno da contrappunto le opere della maturità, che segnano un ritorno più marcato ai motivi e ai modi narrativi della classicità. La sua vasta produzione è multiforme nei temi e nelle tecniche, la sua vena sempre originale. Una continua ricerca estetica lo induce a tratteggiare ideali di bellezza femminile che riflettono l’infatuazione ora per l’esotismo della donna occidentale, ora per una femme fatale con cui vivere un rapporto di sottomissione masochistica, ora per una bellezza femminile celata nella penombra, avvolta nelle antiche sete del kimono. La fantasia, l’ironia, l’ambiguità pervadono la sua idea dell’arte. Dalla realtà egli trae solo spunto per creare un mondo immaginario, un universo della sua mente.

Jun’ichirō Tanizaki è una dei principali autori giapponesi del XX secolo. Sebbene non sia ricordato certo per la sua attività di scrittore di “gialli”, la crime fiction è uno dei generi in cui si è cimentato in alcuni racconti, sei dei quali vengono presentati da Marsilio ne “Racconti del Crimine – volume I“, un piccolo grande gioiello non solo per i cultori del giallo classico o del maestro giapponese.

L’estetica di Tanizaki pervade ciascuno di questi scritti, e alcune delle tematiche care all’autore sono facilmente rintracciabili (la contrapposizione Oriente/Occidente, la fascinazione erotica e l’attrazione per il “proibito”, un’ineluttabile “decadentismo”), tanto che l’indagine poliziesca è poco più di un pretesto.

I racconti sono introdotti dall’accurata analisi di Luisa Bienati, che già da sola vale la lettura, e che rende ogni altro commento superfluo.

Da non perdere.

 

Note Bibliografiche
– La traduzione dal giapponese di Storia di Tomoda e Matsunaga è di Elisabetta Procchieschi (Venezia, Marsilio, 1994)
– La traduzione dal giapponese di Il caso ai Bagni Yanagi è di Veronica De Pieri
– Le traduzioni dal giapponese di Per la strada, Uno stralcio di un verbaleDialogo, Il movente di un delitto sono di Alberto Zanonato
– La traduzione dal giapponese di Io è di Luisa Bienati

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