[Books] La sostituta di Michelle Frances

LA-SOSTITUTA-Michelle-Frances

Titolo originale: The Temp

Autore: Michelle Frances

Prima edizione: 2018

Edizione italiana: traduzione di Emanuela Damiani (Casa Editrice NORD, 2019)

Presentazione dell’editore: Lei vuole prendere il tuo posto. Per sempre…

«Geniale, angosciante, magnetico, condito con spiazzanti colpi di scena.»
Sunday Mirror

Carrie ha tutto ciò che potrebbe desiderare. È una produttrice televisiva al culmine della carriera ed è felicemente sposata con Adrian, un attraente e brillante sceneggiatore. Non ha mai voluto figli eppure, quando scopre di essere incinta, si rende conto che quel bambino è la chiave di volta che completerà la sua vita perfetta. L’unica preoccupazione di Carrie è doversi assentare dal lavoro. Per fortuna, però, ha trovato la sostituta ideale. Emma è giovane, intraprendente, volenterosa… forse fin troppo. In men che non si dica, s’installa nel suo ufficio e inizia a prendere decisioni in totale autonomia. Ma non è tutto. Con la scusa di voler diventare una sceneggiatrice, Emma passa moltissimo tempo sola con Adrian, approfittandone per chiedergli consigli di scrittura. E Adrian sembra più che felice di farle da mentore, al punto da concentrare ogni attenzione su di lei. Pian piano, in Carrie s’insinua il dubbio che Emma stia mirando a sostituirla in tutti i sensi. E il sospetto si trasforma in inquietante certezza quando scopre che Emma è stata licenziata dal suo incarico precedente perché aveva raccolto in segreto informazioni su Adrian. Ma Carrie non ha nessuna intenzione di permettere a quell’arrampicatrice sociale di rubarle ciò che ha costruito in anni di sacrifici. E, quando scopre Emma a frugare tra le carte del marito, per Carrie è l’ultima goccia…

Secondo romanzo per la Development Executive della BBC, Michelle Frances, nel complesso più riuscito rispetto all’esordio La Fidanzata.

È ancora un thriller “mordi e fuggi”, da divorare in poco tempo, senza soffermarsi più di tanto, ma che ha per lo meno il pregio di volersi distanziare dal solito cliché del “lei contro lei”. È quasi come se la Frances volesse dimostrare la vacuità di uno dei luoghi comuni più abusati del genere, nonostante lei stessa lo abbia utilizzato in passato.

Arrivata a 42 anni e sposata con un uomo che ha messo in chiaro sin dall’inizio di non volere figli, Carrie non poteva non rimanere sconvolta dalla scoperta di aspettare un bambino.
Lo sgomento iniziale, però, viene presto soppiantato dalla decisione di portare avanti la gravidanza, nonostante i problemi che sicuramente dovrà affrontare con una carriera sì avviata, ma in un ambiente estremamente competitivo e che non fa sconti; non è d’aiuto neanche la scarsa (per non dire nulla) partecipazione del futuro padre, Adrian, ma Carrie non demorde.
Per una donna abituata ad avere tutto sotto controllo in prima persona, non è facile far spazio a qualcun altro, però con la nascita di Rory diventa praticamente inevitabile.
Emma è giovane, intelligente ed estremamente brava nel suo lavoro, e a quanto pare tutti rimangono immediatamente colpiti dalle sue capacità.
Anche Carrie deve ammettere che ha del talento, ma invece di rallegrarsi per aver trovato una così valida sostituta prima e collaboratrice dopo, non riesce a togliersi di dosso l’idea di poter essere spodestata, e non solo sul lavoro: anche il suo posto in camera da letto sembra a rischio…

Quello che dovrebbe essere il principale colpo di scena del romanzo è intuibile già dalla primissima presentazione delle due protagoniste (non sto scherzando: davvero bastano due-tre pagine da quando si comincia a parlare di Emma per capire tutto); di base, una simile ingenuità dovrebbe affossare la lettura, ma l’ironia con cui viene descritto il mondo della televisione, e anche alcune situazioni un po’ estreme (un sequestro di persona e i mille usi di una pala da pizza) rendono il romanzo inaspettatamente divertente (nonostante alcune svolte drammatiche che un stonano con l’atmosfera che si è venuta a creare), e si chiude un occhio sull’ovvietà dello sviluppo della trama. Praticamente, per quasi tutto il libro, il lettore si limita a chiedersi quando finalmente Carrie capirà come stanno davvero le cose (invece che intestardirsi su una rivalità che è frutto solo delle sue insicurezze), e nel frattempo ride sotto i baffi dell’arroganza e superficialità del mondo dello spettacolo (sceneggiatori con un ego smisurato, registi dalle esose pretese e così via).

Sì, Michelle Frances prende in giro se stessa e l’ambiente in cui ha sempre lavorato, regalandoci un thriller poco eccitante, ma che per lo meno non annoia.

Con i thriller da ombrellone sono sempre di manica larga, quindi… sufficienza raggiunta!

                                         

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