[Manga] Cyborg 009 – conclusion GOD’S WAR di Shotaro Ishinomori – Joe Onodera – Sugar Sato – Masato Hayase

cyborg-009-conclusion-volume-01

Titolo originale: サイボーグ009完結編 conclusion GOD’S WAR Cyborg 009 Kanketsu-hen: Conclusion God’s War

Genere: fantascienza, azione, drammatico

Categoria: Shōnen

Storia: Shotaro Ishinomori – Joe Onodera

Disegni: Sugar Sato – Masato Hayase

Prima serializzazione: 2012- 2014

Casa editrice:Shogakukan

Status: completo

Volumi: 5

Disponibilità italiana: J-pop

Presentazione dell’editore: La conclusione della saga dei Cyborg di Shotaro Ishinomori, completata secondo i dettagliati manoscritti lasciati dal maestro! Il team si riunisce per l’ultima volta per affrontare una nuova minaccia… Finalmente anche in Italia l’epilogo di una delle serie che su carta, come sullo schermo, ha saputo conquistare i fan!

Che Cyborg 009 sia una delle opere a cui Shotaro Ishinomori è stato più legato è fuori discussione.
In fondo le avventure dei “Nove Supermagnifici” (così come ribattezzati nella versione italiana dell’anime del 1979) lo hanno accompagnato per quasi trent’anni, e non credo sia un caso che il nome scelto per suo figlio sia Joe, proprio come il protagonista e leader del gruppo.

Uno degli aspetti più commoventi di Cyborg 009 – conclusion GOD’S WAR, realizzato sulla base degli appunti lasciati dal mangaka, è proprio l’omaggio al Maestro, ritratto nei suoi ultimi mesi in ospedale, mentre cerca di trovare una degna conclusione all’opera. Non che non ci avesse già provato in precedenza e per ben due volte, tra il 1969 e il 1970, con la Saga degli angeli prima e la Saga della battaglia contro gli dei poi. Entrambe sono rimaste incompiute, forse perché non accolte dal pubblico come sperato, forse perché lo stesso Ishinomori aveva difficoltà a tradurre in disegni quanto immaginato per i suoi eroi, tanto da ammettere in una conversazione con Moto Hagio di immaginare un romanzo come la forma più adatta per la fine di Cyborg 009.

E così, nel 2006, a quasi 10 anni dalla scomparsa del padre, Joe Onodera pubblica il primo dei tre romanzi di 2012 009 conclusione GOD’s WAR. I successivi due volumi, così come l’adattamento manga, escono nel 2012, l’anno scelto per l’ultima avventura dei Cyborg, in modo da riallacciarsi alla profezia Maya sulla fine del mondo.
La serializzazione del manga è su Club Sunday di Shogakukan e si protrae fino al 2014. Successivamente, l’opera vien raccolta in cinque volumi.

Nei primi tre, vediamo i nove cyborg che cercano di condurre una vita normale dopo essersi lasciati alle spalle le battaglie di un tempo. Ciascuno è tornato nel suo paese natale, e apparentemente non ha contatti con gli altri. Tutti però, in un modo o nell’altro, entrano in contatto con creature misteriose, che potrebbero essere definite “angeli” oppure “divinità”, che cercano di metterli alla prova e di far di loro degli alleati. Il loro modo di agire è losco e troppi sono gli aspetti oscuri, tanto che i nostri finiscono inevitabilmente per trasformarsi in nemici da eliminare.
Quella che sembra profilarsi all’orizzonte potrebbe essere la fine del mondo, e il Professor Gilmore, allarmato dal comportamento di Ivan, decide di richiamare i nove in Giappone, ed è lì che ha luogo la prima devastante battaglia contro le divinità. Nonostante le loro capacità, come potranno i cyborg affrontare e sconfiggere nemici dalla dalla potenza tanto soverchiante?

Stile narrativo e disegni sono quanto di più vicino all’opera originale, ed è giusto che sia così.
Situazioni e personaggi hanno un che di “datato”, ma sarebbe stato scorretto, forzato, cercare di modernizzare il tutto, adattandolo maggiormente al gusto del pubblico degli anni ’10 del nuovo millennio. GOD’S WAR è per chi ha amato Cyborg 009 così come concepito da Ishinomori; remake e reboot dal gusto più contemporaneo ne abbiamo avuti più che a sufficienza, e i risultati hanno spesso lasciato a desiderare.

Non viene dedicato molto spazio alla caratterizzazione dei personaggi, perché viene dato per scontato che il lettore già conosca con chi ha a che fare e quale sia la sua personalità, quindi un neofita potrebbe non affezionarsi particolarmente.
Questo non significa che non ci sia approfondimento psicologico, ma viene essenzialmente limitato al conflitto interiore di chi si sente ancora un essere umano, ma non lo è più, perché il suo corpo è stato modificato da altri e contro la sua volontà.
Non mancano neanche riflessioni sulla’”essere umano” in sé e sulla luce o il buio che possono albergare nel suo cuore.

Complessivamente posso dirmi soddisfatta, proprio perché non ho avvertito grosse discrepanze tra il soggetto originale e questo capitolo finale realizzato dopo la morte del Maestro Ishinomori.
Ho apprezzato molto, oltre alla presenza del mangaka in versione “cartacea”, i capitoli iniziali dedicati ai cyborg presi singolarmente, per l’attenzione data al problema del come poter condurre una vita “normale” dopo essere stati trasformati in macchine da guerra e aver continuamente combattuto.

La trama è fluida, ben articolata, e la narrazione lineare.
Il design di alcune divinità non mi ha convinto molto, ma si tratta più che altro di gusti personali.

Prima di cimentarmi nella lettura confesso di aver avuto diversi timori, che fortunatamente sono stati presto dissipati.

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Molto buona (e non è una novità) l’edizione italiana firmata J-pop: inserti a colori e approfondimenti sull’opera e su chi vi ha partecipato, nonché l’omaggio di amici e colleghi di Shotaro Ishinomori, impreziosiscono la serie, disponibile in cinque volumi da acquistare singolarmente o in cofanetto. Peccato per una errore: nella postfazione del primo volume si fa riferimento al finale della Saga dell’impero sotterraneo di Yomi e si parla di 002 al femminile, confondendolo con 003, e non sembra una semplice svista, dato che i termini usati per descrivere la scena sono quelli che si userebbero per descrivere gli ultimi momenti di due amanti. L’immagine di due personaggi che cadono abbracciati è molto romantica, ma nel nostro caso non si tratta di due innamorati bensì di due amici, due compagni di battaglia; purtroppo abbiamo la brutta abitudine di considerate l’amore romantico come un amore “superiore” a qualsiasi altro, quando anni di manga e anime ci hanno insegnato che ci sono tante forme di amore, e l’amicizia è una di questa, non inferiore ad altre: anche due amici possono morire abbracciati… Inoltre il desiderio a cui si fa riferimento viene espresso da una bambina che osserva la scena, scambiando i due cyborg che precipitano per una stella cadente (qui un articolo in cui viene descritto il passo all’interno di un’interessante analisi di tutto Cyborg 009).

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Storia: ♥♥♥♥

Disegni: ♥♥♥♥

Edizione: ♥♥♥♥

Voto complessivo: ♥♥♥♥

5 pensieri su “[Manga] Cyborg 009 – conclusion GOD’S WAR di Shotaro Ishinomori – Joe Onodera – Sugar Sato – Masato Hayase

  1. Non ho mai letto il manga originale ne visto l’anime, se l’ho visto da piccino devo averlo rimosso. Ho visto però il bruttino call of justice e il tamarro (ma bello) Cyborg 008 vs Devilman, ed è grazie a questi due anime che mi sono incuriosito, poi di recente ho recuperato Ryu delle caverne e niente, amore puro per Ishinomori, ho ordinato subito questa serie ma ancora non ho avuto modo di passare a ritirarla. Spero in una ristampa della serie vecchia.

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    • Cyborg 009 era uno dei miei anime preferiti da bambina: credo di essere un po’ più vecchia di te, e “ai miei tempi” lo davano spesso sulle rete private regionali. Call of Justice non ho mai provato neanche a vederlo, mentre su Cyborg 009 vs Devilman concordo sul tamarro ma piacevole. Ho visto anche il film Re:Cyborg 009: alcune scene sono visivamente molto riuscite, ma caratterialmente molti personaggi sono stati un po’ snaturati (“modernizzati” direbbe alcuni), e sinceramente non ho gradito più di tanto. Grazie per il commento!

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      • So che non è educato chiedere l’età ad una donna, io sto per compierne 34 e da piccolino vedevo i vari robottoni che probabilmente erano pure precedenti, almeno in suolo italico, ma di questo proprio zero, forse ero proprio piccolo piccolo, stando a mia madre guardavo anche Bem il mostro umano ma pure di questo non ho alcun ricordo.

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      • Io sono ad un soffio dai 40 anni, quindi 6 anni più di te. Bem il mostro umano è uno dei primi anime di cui ho ricordo insieme alla Principessa Zaffiro. Forse è anche una questione “geografica”: io sono cresciuta nel Lazio e magari erano soprattutto reti regionali a trasmetterlo.

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