[Tv Series] NOS4A2 (Nosferatu) (2019)

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Titolo originale: NOS4A2

Genere: horror, drammatico

Creato da: Jami O’Brien e basato sull’omonimo romanzo di Joe Hill

Anno: 2019

Stagioni: 1

Status: Completa

Disponibilità italiana: Prime Video

Non tutti i bambini vengono trattati come meriterebbero dai propri genitori. Molti sono lasciati da soli, messi da parte, o, peggio ancora, sono vittime di abusi. Per “fortuna” c’è chi veglia su di loro, pronto a sottrarli da una vita ingiusta e a portarli nella meravigliosa Christmasland, dove è Natale ogni giorno e la infelicità è illegale. A bordo della sua Rolls Royce Spettro del 1938, Charlie Manx viaggia per gli Stati Uniti alla ricerca di bambini buoni da salvare e ricompensare; in cambio, chiede solo di avere la loro anima…

Si respirano atmosfere indubbiamente “kingiane” in questo NOS4A2, adattamento televisivo dell’omonimo romanzo di Joe Hill, e forse non dovremmo stupirci più di tanto, dato il contribuito di King alla definizione dell’immaginario horror degli ultimi decenni, dove ordinario e sovrannaturale si mescolano, e oggetti  o situazioni apparentemente comuni nascondono terribili ed inquietanti segreti; dobbiamo rimproverare proprio a Joe Hill di non essere immune dall’influenza artistica paterna?

Purtroppo, però, le buone premesse di base vengono infiacchite dall’eccessiva lentezza del ritmo narrativo, con i drammi personali e familiari della protagonista, Vic McQueen, che prendono spesso il sopravvento, lasciando decisamente in secondo piano la lotta contro Charlie Manx.

Alla fin fine è proprio la protagonista con la sua caratterizzazione poco originale a risultare uno dei punti deboli dello show.
Vic McQueen è una tosta, ma davvero tosta, tanto tosta da risultare decisamente piatta e poco accattivante.
Risponde in pieno alle prerogative del genere di personaggio a cui appartiene: una vita familiare tutt’altro che idilliaca (un padre alcolista, una madre indurita dalla vita), una grande intelligenza e un talento che vengono però continuamente ostacolati dalla difficile situazione economica e dalla disillusione materna, uno stile senza fronzoli, l’essere forte, coraggiosa, diretta e di buon cuore; e poi guida una moto ed indossa un giubbotto di pelle. Non può mancare il tentativo di dare un ulteriore spessore al personaggio mettendo in luce il grande conflitto che da sempre la attanaglia: da una parte, l’amore per il padre, che la porta a negare costantemente con se stessa che sia un alcolizzato che picchia sua moglie; dall’altra, la consapevolezza di come stiano davvero le cose, sebbene spesso e volentieri scelga la strada più facile, ossia addossare tutte le colpe a sua madre, perché è lei quella che in famiglia si impone (almeno quando non viene picchiata), paga mutuo e bollette e cerca di far di tutto perché la figlia non commetta i suoi stessi errori.

Nel momento in cui si sceglie di dare ampio risalto alla protagonista, a scapito degli altri personaggi, e ci si limita ad una caratterizzazione estremamente stereotipata, non basta avere a disposizione Zachary Quinto per risollevare le sorti dello show.
L’attore è come sempre a suo agio nel ruolo di sinistro antagonista, ma complessivamente è piuttosto rilegato sullo sfondo, tant’è che la figura più terrificante della serie non è l’immortale Creativo che invecchia o ringiovanisce a seconda dell’energia vitale sottratta ai bambini o delle condizioni dell’auto a cui è indissolubilmente legato il suo destino, ma il Bing Partridge di Olafur Darri Olafsson, all’apparenza un mite minorato mentale, vittima di soprusi e derisione, e che invece nasconde un animo ben più oscuro, sebbene non separabile da un che di infantile che non smette mai di caratterizzarlo. Farebbe quasi tenerezza se non conoscessimo di cosa è capace…

In soldoni: aspettative molto alte, purtroppo deluse dal risultato.

Nel complesso, una serie che si lascia guardare, ma senza troppa partecipazione, magari dando spesso e volentieri un’occhiata al cellulare o distraendosi facendo altro.

 

GIUDIZIO POPCORN:

e 1/2

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