[Anime] Dororo (2019)

Dororo_2019-cover

Titolo originale:どろろ, Dororo

Genere: soprannaturale, storico, drammatico, azione, horror

Regia: Kazuhiro Furuhashi

Soggetto: tratto dall’omonimo manga di Tezuka Osamu

Character Design: Satoshi Iwataki

Anno: 2019

Studio: MAPPA, Tezuka Productions

Formato: serie tv

Episodi: 24

Disponibilità italiana: doppiaggio originale con sottotitoli in italiano su Prime Video

Secondo adattamento per l’omonimo manga di Tezuka Osamu a cinquant’anni di distanza dalla serie tv ancora in bianco e nero del 1969.

La storia di base è la medesima: Daigō Kagemitsu sacrifica a 12 demoni (48 nell’originale) il figlio appena nato; ciascun demone si ciba di una parte del corpo del bambino, che incredibilmente sopravvive, pur essendo privo di pelle, occhi, naso, bocca e arti. Una balia affida pietosamente il corpo del piccino al fiume; trasportato dalla corrente, viene ritrovato da un medico abile costruttore di protesi. Quello che i demoni hanno rubato, l’uomo ricostruisce con perizia, ma è costretto ad aggiungere anche delle armi: il bambino è da sempre oggetto dell’attacco di spiriti maligni, e se vuole continuare a vivere deve combattere. Ormai adolescente, il giovane Hyakkimaru parte alle ricerca dei demoni che hanno divorato il suo corpo: ogni volta che ne uccide uno, ecco che la parte sottratta gli viene restituita. Lungo la strada, l’incontro con Dororo, un orfano, un furbo bricconcello che non si perde mai d’animo, e che diventerà per Hyakkimaru molto più di un semplice compagno di viaggio.

Non voglio soffermarmi sul resto della trama o sulla caratterizzazione dei personaggi (comunque ottima), quanto mettere in evidenza alcune delle differenza tra manga e anime che, inaspettatamente, sono proprio uno dei punti di forza della serie.

Nonostante la fedeltà ad alcuni degli episodi più emotivamente d’impatto del manga, non sono poche le differenze, spesso utilizzate per metterci di fronte a dei veri e propri dilemmi morali. Nel manga di Tezuka c’è sostanzialmente una netta distinzione tra bene e male, tra bianco e nero, mentre in questa versione anime del 2019 è soprattutto il grigio a prevalere. Nel fumetto, Kegemitsu sacrifica Hyakkimaru per le proprie ambizioni personali, per assicurarsi il potere in un’epoca insanguinata dove vige la legge del più forte; nell’anime, il sacrificio assicura prosperità anche alla sua terra e al suo popolo, che, a contrario di tanti altri, non deve più affrontare la fame e le calamità naturali che l’avevano colpito in precedenza. Non è questo quello che ci si aspetta da un buon signore, ossia che sacrifichi tutto, anche un figlio, per il bene della sua gente? Ogni volta che Hyakkimaru riacquista una parte del suo corpo, il benessere delle terre di Daigo viene intaccato, con le conseguenti ripercussioni sulla popolazione. Sebbene Hyakkimaru voglia solo riappropriarsi di ciò che è suo, agli occhi di molti è il “cattivo” della storia, colui che per il proprio egoismo mette a repentaglio la vita di molti. Il secondo figlio di Kagemitsu, Tahomaru (nel manga un ragazzino viziato e violento), una volta venuto a conoscenza di quanto accaduto al fratello maggiore, pur nutrendo una certa invidia (sua madre non ha mai dimenticato quel figlio che le è stato sottratto e per questo è sempre stata distante), prova pietà nei suoi confronti, considerando un’ingiustizia quanto fatto dal padre; di fronte alle possibili conseguenze per la gente di cui si sente responsabile, però, capisce che non deve lasciarsi guidare dai suoi sentimenti, ed è pronto ad affrontare e uccidere Hyakkimaru, in nome del suo popolo. Allo stesso modo, è giusto che la prosperità di molti derivi dal sacrificio di uno solo? Il bene comune giustifica l’ingiustizia nei confronti del singolo?

Hyakkimaru viene così ad avere una connotazione ambivalente: è vittima e carnefice, è l’eroe e il malvagio. Inoltre, nel suo viaggio, in preda all’ira di fronte alla perdita di persona care, non ha esitato ad uccidere esseri umani, e a volte la furia pare prendere il sopravvento: vuole riacquistare le parti del suo corpo per essere un umano come tutti gli altri, ma lungo la strada rischia di perdere la sua umanità, trasformandosi in un demone.

Tutto questo, unito ad una buona confezione tecnica, fa di Dororo una delle serie di punta di questo 2019 in anime.

Consigliato.

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