[Books] Le origini del male di You-jeong Jeong

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Titolo originale: 종의 기원

Autore: You-jeong Jeong

Prima edizione: 2016

Edizione italiana: traduzione di Massimo Gardella (Feltrinelli – Narratori Feltrinelli, 2019)

Presentazione dell’editore: Yu-jin si sveglia una mattina nel proprio letto ricoperto di sangue. Non solo il suo corpo, ma tutta la stanza ne è imbrattata. Lui non ricorda quasi niente della notte appena trascorsa, solo di essere uscito a correre per distendere i nervi. O meglio, di essere sgattaiolato fuori di casa visto che sua madre non deve sapere delle sue scappatelle notturne.
Yu-jin ha ventisei anni e vive con lei e il fratello adottivo Hae-jin in un appartamento all’ultimo piano di un residence di Gundo, nella moderna periferia di Seul. Da quando sono morti il padre e il fratello maggiore, Yu-jin segue una terapia di psicofarmaci che tiene a bada l’epilessia di cui soffre, ma che gli procura terribili effetti collaterali: emicranie atroci, acufeni, attacchi di rabbia. E vuoti di memoria. Ecco perché non ricorda cosa sia successo per ritrovarsi in quello stato. Quando cerca di ricostruire gli eventi della notte precedente, Yu-jin, esplorando l’appartamento, trova in cucina il cadavere della madre con la gola tagliata, e quando poi un orecchino di perla gli scivola fuori dalla tuta indossata per correre, Yu-jin è terrorizzato.

Un ottimo thriller e sicuramente un’autrice da tenere sott’occhio.

Si parte da un tòpos già usato molte volte: un uomo si sveglia sporco di sangue. Non sa di chi sia (apparentemente non è il suo) e non ha la minima idea di cosa sia successo: i vuoti di memoria sono una delle conseguenze della brusca sospensione degli psicofarmaci che prende sin da ragazzino. Lentamente si riprende dallo shock e pian piano cerca di ricostruire l’accaduto, vagando di stanza in stanza alla ricerca di indizi, fino alla più macabra delle scoperte… che ci sia ancora un assassino in casa? Oppure, ancora più terrificante, che sia lui l’assassino?

Proprio perché è una situazione già conosciuta, per romanzi, film o serie tv, il lettore è portato ad aspettarsi certi colpi di scena, ma You-jeong Jeong è imprevedibile, o meglio, non concede quello che si aspetterebbe, eppure in fondo la soluzione è la più semplice ed evidente.

Uno stile scarno, ma efficace, dove tutto è sapientemente pesato, in un puzzle ricostruito tessera dopo tessera, ricordo dopo ricordo.

Consigliato.

                                     

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