[Books] Sunburn di Laura Lippman

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Titolo originale: Sunburn

Autore: Laura Lippman

Prima edizione: 2018

Edizione italiana: traduzione di Carlo Prosperi (DeA Planeta, 2019)

Presentazione dell’editore: Quando approda al bancone dell’High-Ho con la schiena bruciata dal sole e un cocktail in mano, Polly Costello è una donna in fuga. Da un passato difficile, dai troppi errori commessi, o forse soltanto da se stessa. Ma l’energia diffidente e inquieta, da gatta selvatica, che tenta di nascondere dietro a una cascata di capelli rossi non passa inosservata. Neppure qui, nel vecchio diner per anime spiaggiate o in transito di Belleville, Delaware – un posto così trascurabile da sembrare assemblato alla meglio con gli avanzi di altre città. E infatti Adam Bosk la nota, altroché se la nota. E forse non è un caso se fa in modo di attaccare discorso. Un primo scambio di battute insinuanti presto diventa un flirt, e il flirt una passione inaspettata. Quando, all’indomani di un terribile incendio, i resti di una donna vengono ritrovati nell’appartamento di Polly, il gioco da pericoloso si fa letale. Perché in una storia in cui nessuno dice la verità, Polly è sempre un passo avanti agli altri, lettore compreso. E non si fermerà di fronte a nulla pur di riprendersi quello che ha perso e portare a compimento un piano che viene da molto, molto lontano. La “Maestra” Laura Lippman, vero e proprio nume tutelare dei più grandi scrittori di genere da Stephen King a Gillian Flynn, torna con un noir tesissimo che sprizza intelligenza e sorprese a ogni pagina. Dando vita a un personaggio femminile che non si limita a illuminare la storia, è la storia.

È ancora possibile oggi scrivere un noir alla James M. Cain? Laura Lippman ci dimostra che sì, è possibile, e si può fare con estrema classe.

Situazioni, personaggi e persino alcune ambientazioni (la tavola calda, tanto per citarne una) ricordano da vicino Cain, e non a caso l’autore de Il postino suona sempre due volte viene anche esplicitamente citato, sebbene attraverso i film tratti dai suoi romanzi più conosciuti.

Polly con la sua chioma rossa e i suoi vestiti anni ’50 (anche se siamo nel 1995) che ne esaltano la figura, è la perfetta dark lady, una donna a cui gli uomini sembrano proprio non saper resistere, anche se avere a che fare con lei spesso significa rischiare e molto. Adam Bosk lo sa, però questo non gli impedisce di cadere nella rete.

Quello di Polly è sicuramente un personaggio complesso: ha subìto, ma ha anche saputo vendicarsi, o meglio, ha usato tutto quello in suo possesso per sfuggire ad una vita senza futuro, per proteggere se stessa ma non solo. Mente e inganna con una naturalezza disarmante, eppure è lei quella che è stata ingannata più di chiunque altro. È caduta e si è rialzata. Non ha imparato dai suoi errori, eppure riesce sempre a cavarsela, in un modo o nell’altro. Non ha paura di fare quello che è necessario per salvarsi. Difficile dire se si empatizza o meno con lei, ma in questo dubbio è condensato tutto il fascino del personaggio.

Nel complesso, Sunburn è un buon libro, che riesce ad incollare il lettore alla pagina con il suo ritmo serrato e il suo centellinare la verità capitolo dopo capitolo; se dovesse essere  adattato in un film, la pellicola in bianco e nero sarebbe d’obbligo.

                               

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