[Tv Series] The Magicians (2015 – )

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Titolo originale: The Magicians

Genere: fantastico, commedia, drammatico, horror

Creato da: Sera Gamble e John McNamara, basato sull’omonimo romanzo di Lev Grossman

Anno: 2015 – in corso

Stagioni: 4

Status: in corso

Cast:

Jason Ralph: Quentin Coldwater
Stella Maeve: Julia Wicker
Olivia Taylor Dudley: Alice Quinn
Hale Appleman: Eliot Waugh
Arjun Gupta: William “Penny” Adiyodi
Summer Bishil: Margo Hanson
Jade Tailor: Kady Orloff-Diaz

Disponibilità italiana: TIM Vision e Amazon Prime

 

 

“La magia nasce dal dolore non dall’amore”

 

E se la magia esistesse davvero e ci fosse addirittura un’università in cui i giovani maghi studiano per sviluppare il proprio talento?

Quentin Coldwater è uno studente universitario come tanti, forse un po’ più nerd della media e non esattamente popolare. Julia Wicker è invece bella, brillante, abituata a vincere nella vita. Ad unirli l’amore per la saga fantastica “Fillory e oltre”, che per Quentin ha sempre rappresentato qualcosa di più di una serie di libri per l’infanzia: sono l’appiglio a cui si è aggrappato nei momenti più bui della sua vita, contrassegnata dalla lotta contro la depressione. Un giorno, apparentemente del tutto casualmente, i due si ritrovano all’interno di un college nascosto alla vista del mondo, dove gli studenti sono maghi e le materie da seguire coprono i vari settori delle arti magiche. È Brakebills, un sogno che diventa realtà, ma solo per Quentin. Julia non supera il test d’ingresso, e mentre Quentin comincia a frequentare i corsi, la ragazza torna alla sua realtà. O almeno così dovrebbe essere: ai candidati che falliscono il test  viene cancellato ogni ricordo di Brakebills, eppure Julia continua a ricordare…

I fan di Harry Potter o de Le Cronache di Narnia alla ricerca di un prodotto d’intrattenimento più adulto, che non disdegna né il sesso né l’horror, trovano sicuramente pane per i loro denti alle prese con The Magicians, serie in onda sulla statunitense Syfy, ormai arrivata alla quarta stagione con una quinta in lavorazione.

Creata da Sera Gamble e John MacNamara, è basata su The Magicians di Lev Grossman (Il mago – Rizzoli, 2010), seguito da The Magician King (Il Re Mago – Rizzoli, 2017) e da The Magician’s Land (inedito in Italia). Versione cartacea e televisiva differiscono però sotto molti aspetti.

The Magicians è indubbiamente una serie dei nostri tempi, in linea con molte tendenze attuali: da un certo inclusivismo nella scelta del cast (che una volta tanto non sa di ipocrito “contentino” per i fan), alla presenza di personaggi femminili forti a cui viene concesso anche di sbagliare: possono ferire chi amano e chiedere scusa, ma non per questo rinnegano ciò che sono.

Sicuramente il carattere molto ben definito dei personaggi (coerenti pure nelle loro incoerenze) è uno dei punti di forza dello show; purtroppo è la trama talvolta a mancare di linearità. Sembra quasi che gli autori abbiamo il costante bisogno di ribadire la loro volontà di scostarsi da ogni cliché e scelta prevedibile: peccato che anche l’eccessivo rimescolare le carte in tavola o imporre svolte improvvise quando un certo percorso pare ormai ben tracciato finiscano per suonare come una forzata presa di posizione piuttosto che un naturale diramarsi della trama. Chi sembra destinato a diventare l’antagonista esce di scena senza troppo rumore, oppure personaggi secondari assumono un peso progressivamente crescente, il che non sarebbe un male se non fosse a scapito di chi dovrebbe ricoprire un ruolo principale, e che finisce così per essere sottoutilizzato (un esempio su tutti Penny, troppo spesso “messo in panchina” perché preso da questioni che gli impediscono di avere un ruolo attivo – la maledizione e l’impossibilità ad usare le proprie mani anche dopo scelte “drastiche” o tutta la questione del contratto con la Biblioteca). Il procedere a brusche virate con continui cambi di direzione ha come conseguenza “buchi” nella trama, a cui si cerca di porre rimedio (riuscendovi solo parzialmente) attraverso vari espedienti narrativi, come quello dei “ritorni” (Marina, tanto per citarne uno) o altri escamotage che non convincono del tutto e che lasciano diverse domande senza risposta.

Pur con questi limiti, The Magicians è una serie che sa tenere sempre alta l’attenzione, e non stanca, pur mettendo alla prova lo spettatore suddividendosi contemporaneamente in tante sottotrame (se non nei momenti decisivi, è difficile che il gruppo in scena sia al completo; più spesso viene frammentato per problemi impellenti o “imprese” da compiere in numero ristretto).

Altro vanto della serie la continua alternanza di registri narrativi con un fluido passaggio dall’uno all’altro, così riuscito da non far mai risultare stonato o fuori luogo quello che in altri contesti risulterebbe perlomeno sconveniente: c’è la commedia (che spezza la tensione anche quando meno te lo aspetti), il dramma e persino l’horror. Non mancano neanche momenti musicali che sembrano essere un vezzo in cui la serie ama indulgere.

Sicuramente scelte di questo tipo sono sintomo di una grande fiducia nelle proprie capacità, oltre che la dimostrazione di una personalità talmente forte da potersi permetter questo ed altro. Non ha nemmeno paura di far sfoggio di continui riferimenti metatestuali: è una serie dall’anima nerd che sa di poter far presa sugli appassionati di libri e serie tv, citati esplicitamente o attraverso dei “prestanome”, quindi perché nasconderlo?

Come già accennato, sono i personaggi, ma anche e soprattutto i legami che si creano fra di loro, a rappresentare la principale attrattiva dello show. Sebbene si parta da quelli che sembrano essere stereotipi piuttosto rodati, l’evoluzione è molto meno scontata di quanto ci si aspetterebbe: la rinnegata che diventa una dea, la brava ragazza che si lascia sopraffare dal lato oscuro della sete di conoscenza, l’outsider che si fa leader degli emarginati, l'”antipatica” che si rivela un re deciso e inarrestabile, pronta a sacrificare tutto per le persone a cui tiene. Forse a riservare meno sorprese è Quentin, ma anche per lui c’è una progressiva presa di coscienza: se all’inizio è un ingenuo che di fronte alle difficoltà della vita di tutti i giorni preferisce fuggire nel suo mondo di fantasia (quando non decide di farsi ricoverare in un ospedale psichiatrico), nel momento in cui tutte le sue illusioni cadono l’una dopo l’altra, ecco che riesce comunque a riprendere in mano la situazione e, piuttosto che abbandonarsi allo sconforto, cerca di salvare il salvabile, anche quando sembra impossibile. Ha sempre sognato di essere un eroe, di compiere un’impresa leggendaria, ma sa anche riconoscere i suoi limiti e lasciare il posto a chi può far meglio; ironicamente, quando davvero fa qualcosa di eroico, o le conseguenze sembrano vanificare quanto compiuto o è lui stesso il primo a dubitare di sé, temendo che alla fin fine di eroico ci sia ben poco, e che tutto non sia altro che l’ennesima via di fuga. Ad ogni modo, è innegabile che sia colui che unisce tutti gli altri personaggi, che per la loro indole forse non sarebbero mai riusciti a diventare un gruppo; con la sua gentilezza e spontaneità è il vero cuore dei Maghi di Brakebills.

E se un personaggio si caratterizza anche attraverso i legami che crea con gli altri, è quanto mai vero che ciascuno dei giovani maghi viene a suo modo toccato e cambiato da Quentin.

Quella di The Magicians è una storia di legami, di qualsiasi tipo, non solo romantici: ci sono sodalizi assolutamente indistruttibili, essenziali ed irrinunciabili per i personaggi che non si traducono necessariamente in passione amorosa, come nel caso di Margo e Eliot; oppure, c’è chi dimostra di essere aperto a più possibilità, non lasciandosi ingabbiare nella distinzione eterosessuale/omosessuale, preferendo piuttosto dare importanza alla bontà e alla sincerità dei sentimenti. Per ciascun legame si potrebbe scrivere a lungo (Quentin e Julia, Quentin e Alice, Quentin e Eliot, Margo e Eliot, ma anche Penny e Quentin, Penny e Kady, Julia e Kady, Margo e la Regina delle Fate, Fen e Eliot o Fen e Margo, Zelda e Harriet, e persino Marina e Julia o il decano Fogg e i suoi allievi), ma sarebbe impossibile evitare spoiler e quindi è meglio non soffermarsi ulteriormente.

C’è quindi spazio per l’amore, per l’amicizia, ma anche per rivendicazioni di stampo femminista: i personaggi femminili non sono mai donzelle da salvare, né sono perfette, anzi: mentono, usano gli altri, lasciano che i propri desideri personali o il proprio orgoglio abbiano la meglio; allo stesso tempo, però, viene mostrato come si trovino costantemente alle prese con un mondo che le vorrebbe più docili, più al loro posto, perché non si può essere belle e intelligenti, né tanto meno manifestare con forza il proprio pensiero, pena l’essere tacciate di essere delle stronze egocentriche; meglio indossare una maschera e attenersi al proprio ruolo, o no?

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Volendo rintracciare dei temi dominanti, sicuramente quello del passaggio all’età adulta è uno di questi, e va a braccetto con quello dell’innocenza perduta: tutti i personaggi (non solo Quentin) prima o poi si chiedono cosa significhi diventare adulti, quali compromessi, quali sogni infranti; è un processo sofferto, ma comunque necessario per arrivare a comprendere chi si è davvero.

Tirando le somme, il giudizio complessivo sulla serie è più che positivo, non solo per storia, temi e personaggi, ma anche per la buona qualità tecnica, e, perché no, per una certa soddisfazione “visiva”: come non rimanere affascinati dalle complesse coreografie delle mani o dalle formule magiche recitate ogni volta che viene lanciato un incantesimo?

La prossima stagione è attesa per il 2020

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GIUDIZIO POPCORN:

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