[Books] Ofelia di Florence Stevenson

Titolo originale: Florence Stevenson

Autore: Florence Stevenson

Prima edizione: B. Oddera

Edizione italiana: traduzione di 1968(Elliot – Collna: Raggi , 2015)

Presentazione dell’editore: La ricchissima Margaret Mary Patricia Brewster è la penultima discendente di una famiglia di medici, giuristi e scienziati, una donna austera che, poco prima di morire, decide di lasciare i propri averi in eredità alla sua gatta Ofelia, unica vera compagnia. Il suo avvocato, Daniel Dillon, avido e senza scrupoli, ha messo gli occhi su qualcosa nella villa, ricca di quadri e suppellettili pregiati, e per poterselo accaparrare deve prima di tutto eliminare la bisbetica gattina. Così Ofelia viene gettata nel magico pozzo dei desideri, da cui però riemerge sotto le sembianze di un’avvenente donna. A recuperarla dalle acque melmose è Julian, giovane scienziato nipote di Miss Margaret, che si prende cura di lei con un interesse inizialmente solo clinico. Nel frattempo Ofelia deve destreggiarsi tra agguati, spasimanti e istinti, che la porterebbero a cacciare topi e scoiattoli, senza far scoprire la sua vera identità. Un romanzo surreale e ironico che si fa quasi satirico e sfiora il territorio della fiaba, fino all’epilogo rivelatore…

Mi chiamo Ofelia. È un nome antiquato, lo so, ma non si può scegliere il proprio nome. Mi fu dato perché la mia matrigna era entusiasta di Shakespeare; mi domando se presentì che sarei potuta andare incontro allo stesso destino di quell’eroina, morendo annegata. Forse sì. Io credo nei presentimenti. Credo nella fortuna, nella percezione extrasensoriale, nei fantasmi, nei demoni e nel pozzo dei desideri. Proprio per questo sto narrando adesso gli avvenimenti delle mie vite… be’, della mia vita, se preferite. Se non fosse stato per un po’ di fortuna e per il pozzo dei desideri, sono certa che avrei finito di esistere nel pomeriggio in cui Mr Dillon decise di assassinarmi.

 

Ofelia è una gatta fortunata: ha appena ereditato un villino, compresi arredi e suppellettili.

La sua si annuncia come una vita lunga e negli agi. Qualcuno, però, non è affatto d’accordo con la decisione della sua padrona, l’ormai defunta Margaret Mary Patricia Brewster, e pensa bene di liberarsi della scomoda “ereditiera”. Il malfattore getta la micina in un pozzo, senza tener conto del fatto che è non un pozzo come tanti, ma un pozzo dei desideri, e ciò che la gatta ha desiderato subito prima di morire è stato il diventare un essere umano…

Favola surreale, sempre in bilico tra la storia per bambini e il pruriginoso, ed è questo contrasto a non convincere più di tanto.

Ofelia, una volta divenuta donna, sembra essere irresistibile per qualsiasi uomo, cosa che facilita la sua vendetta, ma che annoia il lettore per l’eccessiva semplicità con cui viene risolta la faccenda, e la brevità del romanzo sembra una diretta conseguenza del non aver saputo sviluppare meglio un’idea comunque intrigante.

Peccato.

e 1/2

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