[Movie] Captain Marvel (2019)

Titolo originale: Captain Marvel

Genere: azione, supereroistico, fantascienza

Serie: Marvel Cinematic Universe

Regia: Anna Boden & Ryan Fleck

Soggetto: basato sul personaggio creati da Roy Thomas e Gene Colan

Sceneggiatura: Anna Boden & Ryan Fleck & Geneva Robertson-Dworet

Produttori esecutivi: Victoria Alonso, Louis D’Esposito, Kevin Feige, Stan Lee, Mary Livanos, Jonathan Schwartz, Patricia Whitcher

Casa di produzione: Marvel Studios

Cast:

Brie Larson … Carol Danvers / Vers / Captain Marvel

Samuel L. Jackson … Nick Fury

Ben Mendelsohn … Talos / Keller

Jude Law … Yon-Rogg

Annette Bening … Supreme Intelligence / Dr. Wendy Lawson

Lashana Lynch … Maria Rambeau

Clark Gregg … Agent Coulson

Musiche: Pinar Toprak

Fotografia: Ben Davis

Anno: 2019

 

Tutto iniziò con Iron Man.

Beh, in realtà tutto iniziò con Captain America, il primo Vendicatore.

Non proprio. Captain America è il capostipite dei Vendicatori, ed è anche colui che per primo ha interagito con Tesseract, ma perché l’Avengers Initiative cominciasse davvero a prendere forma era necessario che Nick Fury incontrasse una ragazza precipitata dallo spazio, dritta, dritta in un Blockbuster….

SPOILER ALERT

 

Captain Marvel è un film sulle “origini” sotto diversi punti di vista: non solo ricostruiamo il passato della supereroina, ma per la prima volta l’attenzione si concentra anche su Nick Fury, vero coprotagonista della pellicola, colui che dopo questo primo incontro con una realtà che non avrebbe mai immaginato, ossia alieni dall’incredibile potenziale bellico e con capacità al di là dell’umano, decide di dar vita ad un progetto per la difesa della Terra contro ogni possibile minaccia.

La scelta di iniziare in media res con Carol già in possesso dei suoi poteri, anche se non ancora in grado di gestirli a suo piacimento, è un modo per discostarsi dal solito schematismo di film del genere. Certo bisogna ammettere che quanto pian piano scoperto nel corso del film è una sorpresa per il pubblico solo limitatamente; sappiamo a priori che la giovane che vediamo entrare a far parte della Starforce Kree è in realtà una terrestre, Carol Denvers, sebbene lei stessa non ricordi nulla del suo passato. Ciò non toglie che il film riesca comunque ad essere coinvolgente, e non ci sono mai veri momenti di stanchezza. In fondo, più che su cosa sia successo è su con chi abbiamo a che fare che si concentra la pellicola, e il personaggio di Carol/Vers viene ben caratterizzato sin dall’inizio; il merito va riconosciuto anche alla stessa Brie Larson, che gioca molto sulla mimica facciale e solo secondariamente sulle battute: nonostante l’insegnamento Kree, la nostra non riesce mai contenere la sua grande esuberanza; è sicura di sé, non ama stare in seconda fila, non tiene a freno la lingua, e tutto questo trapela a volte da uno sguardo, a volte da una smorfia.

Le “sorprese” sono “accessorie” alla trama principale, pur avendo un peso importante, non solo per Captain Marvel, ma anche per il come questo film si inserisce nel MCU.

La pecca principale della sceneggiatura è un plot twist intuibile sin dall’inizio e che fa un po’ storcere il naso; fino all’ultimo si spera che non sia tutto così scontato, e invece….

Se parte della trama lascia a desiderare, all’opposto i personaggi convincono in pieno, a partire dall’alchimia che si viene a creare tra Carol e un Fury inedito; sicuramente c’è uno stacco tra il personaggio visto finora nel MCU e quello che compare in Captain Marvel, molto più estroverso e “simpatico”. Può sembrare “sbagliato”, ma tra gli eventi qui narrati e gli altri che hanno visto la sua partecipazione sono passati più di dieci anni, e questo potrebbe spiegare un cambiamento nel suo atteggiamento. Chissà se scopriremo mai cosa ne è stato di Fury tra la metà degli anni 90 il primo decennio del nuovo millennio…

Funzionano benissimo anche il Talos di Ben Mendelsohn, e persino la “piccola” (in termini di minutaggio) parte di Annette Bening. Forse a deludere è lo Yon-Rogg di Jude Law, troppo prevedibile, ma probabilmente è un problema di scrittura e non di interpretazione. Menzione d’onore alla gatta Goose, probabile citazione da Top Gun, e vera “rivelazione” del film.

Sulle scene di combattimento corpo a corpo c’è da dire che a volte non sono molto fluide e, anzi, c’è un po’ di confusione. Funziona benissimo, invece, lo scontro tra Carol e Ronan l’Accusatore, ed è davvero difficile non galvanizzarsi di fronte a quella che è una dimostrazione di potenza che non deve giustificarsi, pura consapevolezza delle proprie capacità una volta capito chi si è veramente.

Lode anche alla CGI che ha ringiovanito Samuel L. Jackson in modo credibile; lo stesso non ha fatto con Clark Gregg, il cui viso ha un che di eccessivamente artificiale.

L’ambientazione anni 90 si “sente” (ed è davvero il caso di dirlo) per le frequenti hits di quel periodo che accompagnano buona parte del film; a volte funzionano (come I’m just a girl nello scontro sulla base spaziale) perché comunque contestualizzate; altre volte, invece, sembrano messe lì tanto per. Basta Blockbuster: lo abbiamo capito che sono dei residuati di un’epoca ormai superata; non è necessario che ci venga ricordato così frequentemente.

Non si può parlare di Captain Marvel senza far accenno alle polemiche che hanno accompagnato il film, data la campagna di boicottaggio portata avanti da troll decisamente misogini (e con gravi problemi).

Captain Marvel è un film femminista? Sicuramente non è il femminismo da t-shirt (tanto di moda) che semplifica molte cose e evita di affrontarne altre: Carol Denvers è quella che è perché è stata una bambina, una ragazzina e una donna a cui sono state chiuse tante porte e solo per il suo sesso; questo l’ha forgiata e l’ha resa forte, oltre che insegnarle a rialzarsi sempre, e ha fatto di lei un’eroina molto prima di acquisire i suoi superpoteri. Ha trovato una famiglia nella sua migliore amica, un’altra donna che ha scelto la sua medesima strada e che ha provato sulla sua pelle le stesse esperienze di Carol. Si, quindi, Captain Marvel è un film femminista, ma non aspettatevi né vittimismo né facile retorica. Si potrebbe fare un paragone con lo Steve Rogers pre-siero: il suo fisico gracile non gli permetteva di combattere come avrebbe voluto, ma questo non l’ha fermato, nonostante le tante batoste subite. Era un eroe prima ancora di diventare Captain America. I contesti sono però diversi, perché, in quanto uomo, Steve ha avuto comunque più possibilità di Carol, che ha dovuto aspettare di incontrare la dottoressa Lawson (ancora un’altra donna, quindi), perché le fosse finalmente concesso di essere ciò che aveva sempre desiderato, un pilota, pronta a mettere la sua vita a rischio, non per combattere delle guerre, ma per terminarle.

In conclusione: un buon film il cui difetto principale è un plot twist facilmente intuibile (da qui il 7 – 7 e 1/2 come voto finale), che si inserisce perfettamente nel MCU, ultimo tassello prima del gran finale di Endgame.

GIUDIZIO POPCORN:

e 1/2

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