[Dorama] Good Morning Call (2016-2017)

Titolo originale: Good Morning Call (グッドモーニング・コール guddomōningu kōru)

Regia: Yô Kawahara

Paese: Giappone

Anno: 2016-2017

Formato: serie TV

Genere: commedia scolastica, sentimentale, commedia

Stagioni: 2

Episodi: 27

Status: CONCLUSA (?)

Casa di Produzione: Fuji Television / Netflix

Soggetto: dall’omonimo shōjo manga di Yue Takasuka

Cast: Haruka Fukuhara …. Nao Yoshikawa

Shun’ya Shiraishi …. Hisashi Uehara

Moe Arai …. Marina Konno

Shûgo Nagashima …. Yuichi Mitsuishi

Erika Mori …. Yuri Uehara

Dôri Sakurada …. Daichi Shinozaki

….

Disponibilità italiana: in lingua originale con sottotitoli in italiano su Netflix


Lui e lei sono stati truffati: hanno affittato il medesimo appartamento, e dei loro soldi e dell’agente immobiliare che li ha raggirati non c’è più traccia. Facendo di necessità virtù, non resta che arrangiarsi e dividere l’appartamento, almeno fino a quando non troveranno una nuova sistemazione.

È con il più che rodato espediente di una coabitazione forzata che inizia Good Morning Call, frutto della collaborazione tra Fuji Television e Netflix, nonché adattamento dell’omonimo shōjo manga di Yue Takasuka.

 

Nao Yoshikawa è la tipica protagonista shōjo: carina, un po’ sbadata, ma di buon cuore.

Hisashi Uehara è lo tsundere d’ordinanza, giusto un filino più affabile dell’Irie-kun di Itazura ma Kiss (n.d.a. ok, molto più affabile di Irie-kun – al confronto Hisashi Uehara è un tenerone…).

Non avrebbero nulla in comune, se non il frequentare lo stesso liceo, ma il destino fa’ sì che si ritrovino a dover condividere un appartamento, stando bene attenti che nessuno lo scopra, sia perché a rischio d’espulsione, sia perché Uehara è uno dei ragazzi più ammirati della scuola, e le sue fan non vedrebbero certo di buon occhio la cosa (con le facilmente prevedibili conseguenze per l’incolumità di Nao). Anche la dolce Yoshikawa finisce per far crollare ai suoi piedi più di un ragazzo, immancabilmente bello, buono e bravo, e con quelle qualità che sembrano proprio latitare in Uehara. Un triangolo alla volta, però, i nostri riusciranno a superare ogni ostacolo, e l’amore alla fine non potrà che trionfare!

Chi è avvezzo ad un certo tipo di shōjo sa che ci sono paradigmi praticamente inevitabili.

Lui e lei non potrebbero essere più diversi, però mano a mano che cominciano a conoscersi meglio, finiscono puntualmente per innamorarsi. Sappiamo che la strada sarà segnata da terzi incomodi, incomprensioni, situazioni al limite dell’assurdo, qualche lacrima e qualche risata (sperando le seconde siano più numerose delle prime), ma l’happy ending è assicurato.

Good Morning Call non si discosta minimamente da questo tipo di narrazione, eppure l’assoluta prevedibilità non è necessariamente un punto di debolezza: il pubblico che segue simili storie lo fa proprio per il certo lieto fine; sa che sarà un po’ sudato, ma non importa, proprio perché il risultato è scontato. Ci si vuole rilassare, ridere delle disavventure delle protagonista dalla sfortuna e/o sbadataggine proverbiali, e avere la giusta dose di batticuore: questa è la domanda, e l’offerta risponde perfettamente a tali richieste.

Purtroppo spesso e volentieri, però, c’è anche una certa ripetitività: discutibile non è riproporre uno schema più che conosciuto e già visto molte volte, ma il far sì che i personaggi non superino mai alcuni “problemi”: per gran parte della prima stagione, Nao continua a temere che Uehara possa preferirle Yuri, la donna di cui è stato innamorato per 8 anni, nonostante la confessione di lui di averla ormai dimenticata e di essere innamorato proprio di Nao; quando Yuri non è più un problema, ecco qualche altra papabile al ruolo di “ragazza più adatta a Uehara”, e così via. Allo stesso modo, c’è sempre un ragazzo, all’apparenza molto più premuroso di Hisashi e irritato dal modo in cui lui la tratta, pronto a dichiararsi e a sfidare lo tsundere, sperando di conquistare il cuore della donzella, che osserva interdetta.

Nella seconda stagione, con Nao e Hisashi ormai studenti universitari, cambia solo il setting, ma la sostanza è fondamentalmente la stessa.

In effetti, però, questa ripetitività è insita in molti shōjo sentimentali, forse perché difficilmente viene stabilito ab initio quanto durerà una storia: finché assicura un certo livello di vendite, eccola continuare, e autori a corto di idee si ritrovano a riciclare sempre il medesimo schema (finché funziona…).

Pur non avendo letto l’omonimo manga, è probabile che Good Morning Call non faccia altro che limitarsi a trasporre quanto presentato su carta.

Allo stesso modo, ci sono situazioni-tipo che non possono mancare: Natale, San Valentino, appuntamenti al luna park, la gita, il diploma, per non parlare di febbri, svenimenti (e conseguenti piggyback), e poi i club universitari, una recita, e così via. It’s a shōjo, folks!

 

Scendendo un po’ più nei particolari per parlare della seconda stagione, stavolta abbiamo Saeko (la ricercatrice di cui diviene assistente) ad “insidiare” Uehara ed è Natsume, il primo vero amico di Hisashi, ad innamorarsi di Nao, nonostante all’inizio cerchi di aiutare i due ad evolvere come coppia, spronando soprattutto Uehara a sviluppare un rapporto più “adulto” e Nao ad essere più sicura di se stessa.

In questo modo, è proprio il personaggio di Shu Natsume a rubare la scena a due protagonisti, cosa non riuscita in passato né a Daichi né a Issei (gli altri due spasimanti di Nao); si insiste molto sul modificarsi pian piano dei suoi sentimenti nei confronti della ragazza, e nel contempo c’è anche l’amicizia che matura con Hisashi. È la prima volta che vediamo davvero Uehara aprirsi con qualcuno, e in effetti la situazione si presta molto bene a speculazioni da fujoshi (che, ovviamente, rimangono, solo e semplicemente delle fantasie – peccato, non sarebbe stato male esplorare anche questa possibilità). Shu ha anche dalla sua anche l’essere a suo agio con molte attività considerate come tipicamente femminili: è un buon confidente, che si vanta di capire al volo ogni ragazza; adora la sorellina minore; non disdegna lavori manuali, come cucito e affini, e tutto questo lo rende diverso dal prototipo dell’antagonista in un triangolo amoroso. Insomma, è il tipo che passa una serata cucendo bandierine con altre tre ragazze e che ti accompagna in bagno se hai una sbronza colossale.

Allo stesso modo, anche il personaggio di Saeko con il suo carattere rude e diretto è molto interessante, sebbene le sia riservato ben poco spazio.

Se Nao è sempre e comunque fedele a se stessa (insicurezze comprese), in Hisashi c’è una certa crescita emotiva e relazionale, che può essere ricondotta all’influenza positiva della ragazza: lo vediamo parlare di sé e del suo rapporto con Nao con più disinvoltura, sia con Natsume, sia con Saeko (ed è proprio questo lato di lui a farla innamorare). Non diventa un piccioncino innamorato, sia per una certa timidezza di fondo, sia perché gli piace tirare la corda con la sua ragazza e tenerla sulle spine, ma bastano pochi particolari, come l’inflessione della voce o il sorriso che affiora sulle labbra quando parla di lei, a far trapelare i suoi veri sentimenti.

Superfluo aggiungere che siamo di fronte a un prodotto che rimane ancorato a vetusti stereotipi di genere: vediamo sovente Nao ai fornelli, sempre entusiasta all’idea di preparare manicaretti per il suo lui (mentre Hisashi non ha mai lavato un piatto); la gelosia, nonché la possessività di Uehara vengono presentati come segni d’amore (di cui la ragazza non può fare a meno di rallegrarsi), persino quando includono espliciti inviti a non vestirsi in modo elegante per nessun altro all’infuori di lui, a non invitare in casa nessun altro uomo all’infuori di lui, e via dicendo.

Complessivamente, se si mette in conto qualche sbadiglio di fronte ai soliti cliché, lo show è piacevole e si lascia guardare con facilità. Persino i comprimari, pur avendo un ruolo nettamente di secondo piano, si fanno apprezzare: i già citati Natsume e Saeko per la seconda stagione, Daichi e Issei nella prima (con Daichi che avrà un piccolo ruolo anche nella seconda – insomma, finalmente si trova una ragazza), come pure i recurrent, dalla “buona amica” Marina all’imbranato Abe, sempre pronto a dichiararsi ad una ragazza (venendo immancabilmente respinto).

GIUDIZIO POPCORN:

Al momento, la serie, con le sue due stagioni all’attivo, dovrebbe considerarsi conclusa, sebbene circoli qualche rumours circa una possibile terza stagione…

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