[Manga] Linebarrels of Iron

Vol 1 a

Titolo originale: 武装机甲(Kurogane no Rinebareru)

Genere: mecha, azione, sci-fi, drammatico

Tipologia: shonen

Storia: Eiichi Shimizu

Disegni: Tomohiro Shimuguchi

Prima serializzazione: Champion RED

Pubblicazione in Giappone: 2005-2015

Casa editrice: Akita Shoten

Status: concluso

Volumi: 25

Disponibilità italiana: Flashback Edizioni – interrotto dopo 11 volumi


Vol 1 c

Koichi Hayase è un quattordicenne strafottente, che non esita ad utilizzare una forza davvero fuori dal comune per imporsi sui suoi compagni. 

E dire che da bambino era Koichi ad essere costantemente bullizzato, protetto soltanto dagli amici Yajima e Risako. Un misterioso incidente, che gli procura gravi ferite e lo lascia in coma per alcuni mesi, cambia però tutto, ed ecco che al suo risveglio il ragazzo scopre di aver improvvisamente acquisito delle capacità straordinarie.

Il perché del cambiamento di Koichi verrà spiegato con l’entrata in scena di potenti robot giganti, i “Machina”, ed in particolare di Linebarrel che ha scelto il giovane come suo “Factor”…

 

Vol 1 b

Apprezzato in patria da autori come Yoshikazu Yasuhiko e Mamoru Nagano, all’estero la fortuna non ha certo sorriso all’ottimo manga robotico di Eiichi Shimizu e Tomohiro Shimuguchi.

Interrotto in Italia dopo solo 11 volumi, non è andata meglio con le altre edizioni internazionali.

Lo stesso adattamento anime del 2008 della GONZO non si è dimostrato all’altezza, sia per carenze tecniche sia per la discutibile scelta di discostarsi dalla storia originale, virando verso un ormai abusato e ammorbante ecchi, e toni comici talvolta davvero fuori luogo, soprattutto se confrontati con il pàthos della controparte cartacea.

Sinteticamente, Linebarrels of Iron potrebbe essere definito un coming of age robotico: nel corso della vicenda, il protagonista dovrà imparare a sue spese (e a fronte di gravi perdite), cosa significhi diventare adulti e, ancor di più, quanto costi essere un “paladino della giustizia”.

In fondo è questo che Koichi, e non solo, ha desiderato da sempre: essere l'”eroe”, colui che protegge i deboli e difende la giustizia.

Ma il concetto stesso di “giustizia” è quanto mai labile, andando incontro a continui mutamenti, a seconda delle epoche, dei paesi, delle razze e persino dei valori individuali: quello che è la giustizia per uno, potrebbe essere il male per l’altro, ed anzi, il nemico non incarna il “male”, inteso come concetto assoluto, quanto piuttosto un’altra visione di giustizia che cozza con la nostra.

Ciascuno insegue il proprio ideale, e in suo nome è pronto a sporcarsi le mani; paradossalmente, il nemico di oggi può diventare l’alleato di domani, e viceversa.

Tenendo conto di ciò, il vero paladino della giustizia è colui che riesce a mantenere la capacità di mutare, adattarsi e comprendere.

Koichi, però, è anche un adolescente, così come molti dei personaggi che lo circondano: ciascuno ha un suo percorso di maturazione da seguire, alle prese con i problemi dell’età, ed ecco così che Linebarrels è anche una storia di amicizia e di fortissimi legami, secondo la migliore tradizione shonen, e non mancano le prime cotte.

La storia è un susseguirsi di continui colpi di scena, e nuove inaspettate rivelazioni si nascondono dietro ad ogni angolo.

Questa scelta, piuttosto che rivelarsi ridondante, assicura un livello di tensione sempre molto alto, trascinando il lettore in un turbinio di eventi sì inattesi, ma pur sempre dotati di una loro linearità, e per questo del tutto plausibili all’interno del microcosmo dipinto nella serie.

Si fa man bassa della maggior parte dei tòpoi del fumetto per ragazzi, e si può dire che non ci sia espediente narrativo che non venga utilizzato; non per questo, però, Linebarrels of Iron manca di una sua definita identità.

Sotto alcuni aspetti, Linebarrels è una carrellata di quanto lo shōnen, e più in particolare il genere mecha, hanno offerto ai loro lettori nel corso degli anni, e in termini di caratterizzazioni dei personaggi (non c’è personaggio-tipo che non trovi il suo spazio – dall’amico di infanzia alla idol, dal dal senpai al nemico con cui trovare un punto di accordo) e per quanto riguarda le tematiche affrontate.

Linebarrels sa divertire e commuovere; può mostrare delicatezza, ma anche essere estremamente cruento.

Alla luce di questa onnicomprensività, si può dire che le opere successive dell’accoppiata Shimizu e Shimoguchi alla fin fine non facciano altro che riproporre quanto già sperimentato in Linebarrels, anche quanto non affrontano un soggetto originale, come nella più recente (e tuttora in corso) serie di Ultraman.

Eiichi Shimizu si trova a dover gestire un cast numeroso e variegato, e offre una buona caratterizzazione psicologica dei Factor: ciascuno, infatti, affronta a suo modo il ruolo che gli viene affidato; c’è chi riesce a rimanere padrone di se stesso, chi invece ne viene sopraffatto.

I disegni di Tomohiro Shimoguchi, per quanto  curati e dettagliati sul fronte mecha, a volte non brillano per chiarezza, difetto che si sente particolarmente in una serie che punta molto sull’azione.

Nonostante tale limite, bisogna riconoscere la grande inventiva di cui dà prova mettendo in campo un bel numero di machina, a cui conferisce una certa personalità già nel design (nonché nella scelta del nome).

Non mancano neanche scene dal forte impatto visivo,

con un’ottima costruzione della pagina.

In conclusione: un manga purtroppo sottovalutato all’estero, ma che merita assolutamente di essere recuperato da parte degli appassionati del genere robotico, e più in generale da chi non disegna la tradizione del Sol Levante nell’ambito del fumetto per adolescenti.


Storia: ♥

Disegni: ♥

Edizione: ♥♥ e 1/2 

Voto complessivo: ♥

2 pensieri su “[Manga] Linebarrels of Iron

    • Sono rimasta malissimo per l’interruzione di Linebarrels; alla fine sono riuscita a leggere il resto in rete ma ci sono voluti anni e molte difficoltà. Peccato che non abbia attirato più di tanto il pubblico, anche perché merita e sicuramente non ha niente in meno rispetto a tanti altri shōnen pubblicati senza problemi…

      "Mi piace"

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