[Books] Gli scellerati di Frédéric Dard

 

Titolo originale: Les scélérats

Autore: Frédéric Dard

Prima edizione: 1959

Edizione italiana: traduzione di E. Cappellini (Rizzoli, 2018)

 

Presentazione dell’editore: Primi anni Cinquanta, Léopoldville, infelice sobborgo di Parigi dall’aria irrespirabile, presidiato da uno stabilimento chimico e circondato da campi di cavolo. Louise, diciassette anni e un cuore avido, è già stufa della pochezza di questo posto, della madre che la opprime, del patrigno disoccupato e alcolizzato. Ecco perché rimane tanto affascinata dai Rooland, una coppia di stravaganti americani trasferitisi da poco nel quartiere. Casa Rooland, ai suoi occhi, è un’isola di colore e allegria che sorge come un sogno in quel grigiore, con quella favolosa Dodge parcheggiata nel vialetto di ghiaia rossa, i suoi sedili di pelle bianca, le cromature. I Rooland li vede in giardino quando torna a casa dalla fabbrica, seduti insieme su un dondolo con i cuscini blu, un bicchiere in mano, a passare il tempo come nessun francese farebbe mai. In un giorno più sbagliato degli altri Louise prende coraggio, va da loro, si propone come domestica, pur di entrare in quelle stanze. E comincia per lei una nuova vita, in un mondo fuori dal mondo. Ma sarà proprio la convivenza con la coppia a rivelare le crepe di quell’apparente perfezione, a rendere palesi segreti e ossessioni, e la ragazza si troverà in un groviglio di non detti, di tensioni, di comportamenti incomprensibili e desideri fatali. E il suo sogno sarà offuscato da ombre sempre più lunghe. Frédéric Dard è stato uno degli autori francesi più popolari del Novecento, secondo, se così si può dire, solo a Simenon, con cui condivide il gusto per le atmosfere nere, attraverso le quali ritroviamo il profumo della Francia notturna, dei café e di una società che nel dramma scopriva se stessa. Gli scellerati è una piccola opera perfetta, un romanzo sorretto da una scrittura splendida e intelligente.

A Louise il piccolo sobborgo di Lèopoldville va stretto: vorrebbe di più di un lavoro come operaia e della squallida casa che condivide con sua madre e il marito di lei. Suo padre se l’è svignata prima ancora della sua nascita. La ragazza ha solo diciassette anni, e a quell’età è molto facile sognare ad occhi aperti e vedere il mondo non per quello che è, ma per quello che si vorrebbe fosse. E così, giorno dopo giorno, non riesce a fare a meno di pensare ai Rooland, una coppia di americani da poco trasferitasi. Tutto in loro è così diverso da quello a cui è abituata, e esercita su di lei un fascino a cui non sa resistere. Un po’ per incoscienza, un po’ per disperazione, Louise si propone come domestica, e, incredibilmente, i due accettano di assumerla e accoglierla nella propria casa. I primi tempi sono i migliori: tutti e tre ben presto si abituano e si affezionano alla nuova routine familiare. Pian piano, però, Louise si rende conto che quello che ai suoi occhi appariva come un matrimonio idilliaco ha delle crepe. Ma basta essere infelici per giustificare un omicidio?

Gli scellerati è un perfetto noir anni ’50, tanto che è difficile leggerlo e non immaginarlo in bianco in nero.

Asciutto, stringato, eppure capace di creare una sottile e costante inquietudine di fondo.

È Louise a narrare i fatti, e il lettore, per farsi un’idea di quanto davvero accaduto in quella disgraziata sera, non ha disposizione che quello che la ragazza decide di rivelare; ma il suo può davvero ritenersi un racconto imparziale, oppure viene filtrato da quelli che sono i suoi sentimenti e le sue paure? Amori tormentati, amori fatali, tradimenti, femme fatale che continuano a tirare le redini del gioco, infestando oggetti, case, persone. E poi, ovviamente, il colpo di scena finale.

Un ottimo thriller, sicuramente da consigliare.

 

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