[Manga] Diletta di Osamu Tezuka



Titolo originale: 上を下へのジレッタ Ue wo Shita e no Dilettante

Genere: commedia, satira, drammatico

Tipologia: Seinen

Storia: Osamu Tezuka

Disegni: Osamu Tezuka

Prima serializzazione: Manga Sunday 1968-1969

Casa editrice: Jitsugyo no Nihon Sha

Status: Concluso

Volumi: 1

Disponibilità italiana: Hikari, 2018 traduzione di Giliola Viglietti

Presentazione dell’editore italiano: Diletta è il capolavoro comico di Osamu Tezuka. Un’opera travolgente, spietata e visionaria.
Geniale e manipolatore, Ichiro Monzen è un produttore televisivo sempre alla ricerca di successi per nutrire il suo ego smisurato. Harumi Nagisa, ragazza di campagna ingenua e irrimediabilmente brutta, ha nondimeno una voce stupenda e, soprattutto, il potere di diventare bellissima quando digiuna. Monzen pensa di farne la stella del futuro, peccato che il fidanzato di Harumi, lo scontroso mangaka Otohiko Yamabe, non sia affatto d’accordo. Quando, nel corso di un violento faccia a faccia, Otohiko precipita sotto le fondamenta di un palazzo in costruzione, il produttore pensa di essersene liberato, ma l’uomo è sopravvissuto. Rimasto imprigionato nel cantiere, per sopravvivere alle privazioni dell’isolamento, si rifugia nelle fantasie della sua fertile mente di fumettista.
Nasce così “Diletta”, il mondo immaginario dei desideri e delle ossessioni, dove Otohiko può trascinare chiunque lo circondi, uno strumento che può ipnotizzare l’umanità intera. Quanto basta per trasformare l’industria dell’intrattenimento in una spaventosa arma di distruzione di massa. E non poteva finire in mani peggiori di quelle degli eroi di questa storia.
Sardonica demolizione della “società dello spettacolo” e dell’idiozia che la sostiene, Diletta è ancora più attuale oggi di quando venne concepita, alla fine degli anni Sessanta.

 

È il mondo dello spettacolo, con le sue miserie ed ipocrisie, ad essere al centro delle riflessioni di Ue wo Shita e no Dilettante, manga pubblicato da Osamu Tezuka tra il 1968 e il 1969.
Ichiro Monzen è un genio: regista, sceneggiatore, produttore, critico, non sembra avere limiti. Purtroppo è anche un uomo incredibilmente ambizioso, sempre alla ricerca del plauso altrui, con ben pochi scrupoli di coscienza ed estremamente vendicativo.
Licenziato per aver essersi spinto troppo oltre, fa della vendetta nei confronti della casa di produzione il proprio principale obiettivo. E cosa potrebbe dargli maggior soddisfazione se non soffiare da sotto il naso una potenziale star ai suoi concorrenti?
Harumi Nagisa ha una bellissima voce, però è bruttina anziché no; del tutto casualmente, Ichiro scopre che la ragazza può essere letteralmente trasfigurata dalla fame, che le regala un aspetto angelico. A questo punto, non gli rimane che imporle il digiuno prima di ogni spettacolo, e il gioco è fatto.
A mettere i bastoni tra le ruote a Monzen, Otohiko Yamabe, fidanzato di Harumi, assistente mangaka.
I due uomini non possono che essere in conflitto: non solo Yamabe potrebbe portare via Harumi, ma gli basterebbe rivelare il suo segreto alla stampa per mandare in fumo i piani di Ichiro.
In seguito ad un alterco piuttosto violento, Yamabe cade in un cantiere. Ichiro pensa di averlo ucciso; in realtà, il ragazzo è solo rimasto intrappolato nelle fondamenta di un palazzo in costruzione.
Nei mesi che seguono, mentre Monzen continua a perseguire il suo progetto, Otohiko sopravvive anche grazie alla sua capacità di immergersi in un mondo immaginario, ribattezzato “Diletta”, fatto di fantasie e ossessioni.
Fortunosamente ritrovato e portato in salvo, Yamabe è un vero e proprio mistero per medici: nelle giuste condizioni, basta solo entrare in contatto fisicamente con lui ed ecco che ci si ritrova in Diletta.
Monzen è dapprima preoccupato, temendo di venir denunciato; poi, però, la possibilità di sfruttare Yamabe e Diletta diventa incredibilmente allettante.
Otohiko, come Harumi, è un sempliciotto, e non ci mette molto ad essere manipolato da Ichiro.
Non tutto però è destinato a realizzarsi così come lo sprezzante produttore vorrebbe….


Difficile non vedere in Diletta una graffiante satira del mondo dello spettacolo, in cui vengono smascherate e messe alla berlina le ambizioni dei produttori, così come tutto quello che arrivano a fare per realizzare (praticamente “a tavolino”) i loro “artisti”. Non c’è solo Harumi, affamata per diventare bellissima, emblema della magrezza a tutti i costi con cui si viene ancor oggi incessantemente martellati, ma c’è persino chi ha impiantato un microfono in gola per poter avere la voce in grado di conquistare platee in tutto il mondo.
E poi c’è il tema dei mezzi di comunicazione e del potere derivante dal loro controllo: Ichiro vuole amplificare le capacità di Yamabe per ottenere una sorta di ipnosi collettiva che coinvolga l’intero mondo e, sulla scia di quanto accaduto con Orson Welles e la sua Guerra dei Mondi radiofonica, realizzare il più grande spettacolo mai messo in scena.
I mass media, quindi, si rivelano come uno strumento per assoggettare la mente del pubblico, e ci sarà sempre qualcuno senza scrupoli pronto ad approfittarne.
Il profondo disprezzo dell’autore per queste forme di manipolazione è più che evidente nella scelta per i primi esperimenti su larga scala con Diletta di uno stand espositivo a forma di… water!
Lo stesso “Diletta” è un diminutivo di “Dilettante”, ad indicare un qualcosa partorito senza una vera formazione professionale alle spalle, frutto di un’immaginazione confusa, non lineare, che talvolta può sì rivelare delle verità, ma che molto più frequentemente è semplicemente senza senso.
Ovviamente, nella ricostruzione del mondo di Diletta, le visioni che si presentano risentono degli influssi della psicoanalisi e di tutto il materiale fornito nel corso degli anni alle arti visive.
Alla fin fine, non c’è nessun personaggio per cui poter parteggiare in questo manga: Ichiro ha una grande forza di volontà e non si arrende mai, ma le sue energie sono sempre convogliate su obiettivi poco meritori; le donne per lui non sono che degli elementi da sfruttare e di cui approfittare per il proprio piacere; Harumi e Otohiko, d’altra parte, sono fondamentalmente troppo passivi e arrendevoli per poter indurre il pubblico a tifare per loro.


In conclusione, nonostante i toni da commedia, spesso presenti nel manga, Diletta è una riflessione piuttosto cinica e disincantata che praticamente non lascia spazio alla speranza, che mette di fronte alla sostanziale mancanza di contenuti nel mondo dello spettacolo e ai pericoli dell’eccessiva credulità popolare, sempre sfruttata dai mass-media.



Storia: ♥♥♥♥

Disegni: ♥♥♥♥

Edizione: ♥♥♥♥

Voto complessivo: ♥♥♥♥

4 pensieri su “[Manga] Diletta di Osamu Tezuka

  1. Ho da poco comprato questa opera di Tezuka che mi è piaciuta molto. Condivido in pieno il tuo giudizio. Va segnalato lo sforzo della casa editrice di portare in Italia questo genere, più vicino al fumetto cinico/satirico degli anni 70, che ci permette di farci un’idea più completa della produzione del dio dei manga. Il disegno può non piacere a chi ama le cose rifinite e cesellate, io invece lo trovo efficacissimo. Segnalo tra l’altro il prezzo onestissimo: 18€ per ben 400 pagine su ottima carta.

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