[Books] Un urlo a Soho di John Gordon Brandon

Titolo originale: A Scream in Soho

Autore: John Gordon Brandon

Prima edizione: 1940

Edizione italiana: traduzione di Elena Papaleo (Edizioni Lindau, 2017)

Presentazione dell’editore: Londra. Un urlo terribile squarcia il silenzio ovattato della notte di Soho.

L’ispettore McCarthy di Scotland Yard accorre sulla presunta scena del delitto, muovendosi nel buio assoluto e quasi surreale imposto dal coprifuoco (siamo negli anni della seconda guerra mondiale). Lì trova uno stiletto e un fazzoletto da donna insanguinati. Tutto lascia pensare a un fatto di sangue, ma tanto la vittima quanto l’aggressore sembrano essersi volatilizzati nel nulla.

C’è un solo posto dove McCarthy può trovare la chiave per svelare l’enigma: i bassifondi del quartiere, tra piccoli gangster italiani, spie, aristocratici inglesi e ricchi tedeschi.

John G. Brandon guida il lettore per le strade di Soho, immergendolo in una storia intrigante e ricca di mistero sullo sfondo di una Londra anni ‘40, di cui offre un ritratto intenso e coinvolgente.

“(…) Prenda per vangelo tutto ciò che le si dice a Londra! Perché questa è la città più veritiera al mondo. Segua sempre l’istinto, giovanotto, e le capiterà una delle due cose: dovrà cercarsi un altro lavoro o la nomineranno ispettore… Poi ci penserà il buon Dio a lei, perché, mi creda, non lo farà nessun altro”.


Il “giallo” incontra la spy story in questa sorta di hard boiled made in London firmato John Gordon Brandon, un ex pugile diventato poi scrittore.


L’impostazione così come la scrittura ha un che di sfacciatamente (se non ostentatamente) “virile”: l’ispettore McCarthy è un italo-irlandese figlio della Soho cosmopolita dove ognuno cerca di tirare avanti come può, sia con mezzi leciti sia con mezzi illeciti. Ha intuito (forse fin troppo per essere credibile), una buona dose di fortuna, e non disdegna di venire alle mani quando necessario. Pragmatico e poco avvezzo alle regole, ha le sue conoscenze nei bassifondi e non si fa nessuno scrupolo nello sfruttarle.
Siamo nel 1940 e l’oscuramento di notte a Londra è una misura tanto sgradevole quanto necessaria, fornendo però anche un’ottima copertura per un efferato delitto. 
Tra identità segrete, doppiogiochisti e gran parte del tipico armamentario del romanzo di spionaggio, piccola criminalità londinese, per lo più in mano italiana, e intrighi internazionali si intrecciano, ma il buon McCarthy riesce con decisione a dipanare la matassa.


In conclusione: Un urlo a Soho non è certo il romanzo poliziesco dove scervellarsi per capire chi sia il colpevole, ma con la sua commistioni di generi risulta comunque una lettura sufficientemente interessante.

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