[Books] Lord Peter e l’altro di Dorothy L. Sayers

Titolo originale: Murder Must Advertise

Autore: Dorothy L. Sayers

Prima edizione: 1933

Edizione italiana: traduzione di A. M. Francavilla (Polillo Editore, 2011)

 

Presentazione dell’editore: C’è un nuovo copywriter alla Pym’s Publicity, la stimata agenzia di pubblicità inglese, dopo che il suo predecessore è morto volando dalle scale negli uffici di Londra. 11 neoassunto, Death Bredon, è un giovanotto affabile che non trova difficoltà a inserirsi nel nuovo ambiente di lavoro. Bredon, però, non si limita a ideare brillanti campagne pubblicitarie: si tiene al corrente di tutti i pettegolezzi; osserva i colleghi e i loro uffici; fa domande sul morto… Sotto mentite spoglie si cela infatti Lord Peter Wimsey, il celebre investigatore privato, che è stato incaricato dal proprietario dell’agenzia di indagare sulla morte “accidentale” del suo dipendente. La soluzione del caso aniverà solo dopo una serie di sconcertanti scoperte e di ben cinque delitti.
In quell’ufficio dove dal mattino alla sera un gruppo di più di cento persone innalzava le lodi del risparmio, della virtù, dell’armonia, della buona digestione e della felicità domestica, l’atmosfera spirituale brulicava di difficoltà finanziarie, intrighi, litigi, indigestioni e infedeltà coniugali. 

 

Ma anche di cose peggiori: omicidi all’ingrosso e al dettaglio, di anime e di corpi, omicidi mediante armi o veleni. 


Queste cose non facevano pubblicità, o se la facevano, chiamavano se stesse con altri nomi.

 

 

Con Murder Must Advertise, Dorothy Sayers ci regala uno spaccato disincantato del mondo della pubblicità, dove uno slogan vince sulla sostanza, ma anche un divertente e beffardo ritratto della vita d’ufficio, fatta di grandi e piccoli rituali, battute, sgambetti, invidie e, soprattutto, tanti, tanti pettegolezzi.

 

Victor Dean, impiegato nell’Agenzia Pubblicitaria Pym, ha fatto il passo più lungo della gamba: accecato dalla possibilità di profitto, si è ritrovato invischiato in un affare molto grande di lui che gli è costato la vita.
Apparentemente, sembrerebbe un infausto incidente, una rovinosa caduta da una scala a chiocciola, ma Lord Peter Wimsey, chiamato ad investigare sul caso, è di tutt’altra opinione.
Presentandosi come Death Bredon, copywriter fresco d’ingaggio, comincia la sua indagine che, tra scadenze settimanali, battute brillanti e dissolute incursioni notturne, porterà a galla loschi traffici in cui la stessa Scotland Yard non riesce a raccapezzarsi….

 

Molto del racconto punta su un personaggio stravagante, ma anche estremamente affascinante come Lord Peter Wimsey, qui chiamato ad una doppia vita.
Impeccabile nei modi e nel vestire quanto nelle sue deduzioni, ha dei metodi investigativi spesso poco ortodossi, che però lo portano immancabilmente alla scoperta della verità.

 

Interessanti anche i ritratti dei vari impiegati della Pym, ciascuno a suo modo, un “tipo” in cui non è difficile riconoscere il collega della scrivania accanto, con abitudini irrinunciabili e idiosincrasie peculiari.

 

I toni sono rilassati, nonostante non manchi certo l’azione, e questo per l’atteggiamento sornione di Wimsey anche quando in pericolo è la sua vita.
È un sorriso beffardo a dominare la scena, che a volte, però, lascia il posto ad un’ironia tagliente, come quando attraverso la pubblicità si caratterizza il destinatario degli sforzi dei creativi dell’Agenzia Pym, pronto a lasciarsi portare dove soffia il vento, irretito dalla possibilità di possedere qualcosa che in realtà non avrà mai.

 

Nel finale, quando tutti i nodi vengono ormai al pettine, la soluzione del giallo vero e proprio in fondo è quasi marginale, e si ha quasi pietà per quell’assassino sprovveduto che finisce per essere a sua volta una vittima, che si avvia coscientemente al sacrificio. Per un attimo, anche Lord Peter ha ben poco di cui sorridere.

 

In conclusione, un ottimo giallo, ma anche una lettura divertente ed estremamente frizzante, che ha uno dei suoi maggior punti di forza proprio nella vivida rappresentazione di un ufficio come tanti, a volte pigro, a volte frenetico, dove si consumano vizi e virtù, dove non prendersi troppo sul serio, ma, in cui, dietro la superficie, ognuno ha i suoi drammi.
Proprio per questo non è un caso che Murder Must Advertise sia stato inserito non solo tra i “100 migliori mystery di tutti i tempi”, secondo i Mystery Writers of America, ma nei “1001 libri da leggere prima di morire” di Peter Boxall.

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