[Books] Una Piccola Stella di John Ajvide Lindqvist

Titolo originale: Lilla stjärna

Autore: John Ajvide Lindqvist

Prima edizione: 2010

Edizione italiana: traduzione di Alessandro Bassini (Marsilio, 2013)

Presentazione dell’editore: Mentre è a caccia di funghi in un giorno d’autunno, Lennart Cederström, ex cantante pop che un tempo sognava il successo, scopre una neonata avvolta in un sacchetto di plastica. Quando soffia nella sua minuscola bocca, un grido sconcertante squarcia il silenzio intorno a lui: dal corpo della bambina abbandonata esce una nota perfetta, un chiaro e limpido mi che risuona nella foresta. Lennart decide di tenerla con sé, il suo nome sarà Theres. Chiusa in un seminterrato lontana dagli sguardi del mondo e dalle sue dissonanze, Theres cresce incapace di manifestare la più piccola emozione, terrorizzata dai grandi e ossessionata dalla musica. La sua voce, magica e sovrannaturale, lanciata dal palco di un concorso per talenti in erba, conquisterà il pubblico, e lei diventerà una stella. Ma dove può condurre l’idolatria, se sfugge al controllo di chi l’ha generata? Se l’idolo ha un disegno spaventoso e la forza della disperazione dalla sua parte? L’amicizia via internet con Teresa, sola come lei, creerà un legame fortissimo, cementato dai versi e dalle note: ormai adolescenti, Theres e Teresa, lupi solitari che ritrovano il branco, sono pronte a dar seguito alla loro sete di vendetta, per sentirsi vive. Tra il realistico e il fantastico, con “Una piccola stella” Lindqvist ha scritto un romanzo provocatorio, una satira dell’industria musicale che diventa pezzo grandguignolesco, ricco di colpi di scena e scioccante, con le sue spaventose creature alla ricerca di un senso di appartenenza, e di amore.

John Ajvide Lindqvist è uno scrittore di prima categoria: può sembrare strano detto di un autore che si dedica ad un genere solitamente considerato di serie “B” come l’horror, eppure, imparando la lezione dal miglior King, i suoi romanzi hanno una forza innegabile, che affonda nei personaggi e negli infrangibili legami che si creano tra loro. 
I suoi protagonisti sono degli emarginanti, molto spesso giovanissimi, la cui vita viene cambiata in maniera irreversibile dall’incontro con “creature” che vanno ben oltre l’umano, e spesso la fuga è l’unica via d’uscita da un mondo molto più spaventoso e ostile di chi dovrebbe essere il “mostro”. 
In un certo senso, si potrebbe quasi parlare di “romanzi di formazione”, anche se non certo all’insegna del politically correct, ma ritratto quanto mai vero della contemporaneità.
Soluzioni non ce ne sono, e i comportamenti scelti dai protagonisti sono sicuramente classificabili come antisociali, ma credo che sia piuttosto facile l’identificazione. 
L’elemento horror per quanto impregni il tessuto narrativo, viene ad essere solo un particolare, e non il fine della storia.
Da consigliare senza remore.

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