Pubblicato in: libri

[BOOKS] LA REGINA LUCIA DI EDWARD FREDERIC BENSON

Titolo originale: Queen Lucia

Autore: Edward Frederic Benson

Prima edizione: 1920

Edizione italiana: traduzione di Alessandra Osti (Fazi Editore, 2014)

Presentazione dell’editore: La regina Lucia è il primo romanzo della fortunata serie comica andata a ruba negli anni Venti del Novecento. 
Regina incontrastata di Riseholme, Lucia conversa in italiano col docile marito Pepino e regola la vita culturale del paese. Sua eterna antagonista, Daisy Quantock è inesorabilmente perdente. Improvvisamente una novità rompe la routine cittadina: Olga Bracely, famoso soprano, acquista una casa a Riseholme e osa infrangere le leggi stabilite da Lucia. Sarà lei la nuova regina? Un fatto è certo: se Lucia sente il trono vacillare, non esita a impugnare le armi… 

Scrittore originale e prolifico, Edward Frederic Benson nacque nel 1867 e morì nel 1940, a Cambridge. Lavorò come archeologo, ma si occupò anche di politica, sport e bird-watching; tra i suoi romanzi ricordiamo Dodo, Mrs Ames e, naturalmente, il ciclo dedicato a Lucia. 
Benson, al pari di Wodehouse, è considerato ormai un maestro del romanzo umoristico del Novecento. 

«Il racconto di questa società ormai scomparsa, molto british, molto educata ed elegante, è tanto esilarante da aspettare con impazienza di ritrovare le altre avventure di Lucia».
Natalia Aspesi, ELLE 

«Se si vogliono davvero penetrare i misteri della snobocrazia britannica – e allo stesso tempo divertirsi moltissimo – forse nemmeno La fiera delle vanità di Thackeray riesce a essere più efficace dei romanzi di Edward Benson i cui personaggi non sfigurano nel pantheon del miglior umorismo britannico, accanto al Jeeves di Wodehouse, al Bertie di Evelyn Waugh e allo zio Podger di Jerome K. Jerome». Nicoletta Tiliacos, Il Foglio 

«Una pietra miliare della letteratura umoristica».
Pier Francesco Borgia, Il Giornale 

«Siamo nelle regioni dell’umorismo più rarefatto, dove l’ironia tocca vette ancor più esclusive di quelle frequentate dal celeberrimo Woodhouse». Alessandro Zaccuri, «L’Avvenire» 

«Non esiste compagna più deliziosa per chi voglia conoscere i paradisi e gli inferni dello snobismo».
Giovanni Mariotti, «Io donna» 

«Una meravigliosa scoperta».
Gianni Riotta, «Corriere della sera»

Lucia non si era risolta a questa dichiarazione di guerra senza provare ansia e preoccupazione. Ma era ovvio che il nemico stava guadagnando forza quotidianamente, perciò prima avesse aperto le ostilità meglio sarebbe stato (…).

Queen Lucia è il primo romanzo della serie umoristica di Mapp e Lucia, scritta tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso da Edward Frederic Benson.
Riseholme è un ridente villaggio della provincia inglese e Emmeline Lucas (per tutti Lucia, “all’italiana”) ne è l’unica e incontrastata regina.
Ha assunto il ruolo di custode dell’arte e della cultura, e non c’è evento che venga organizzato senza la sua attenta direzione. Non ha altra missione nella vita se non raffinare ed educare.
C’è chi da tempo cerca di soffiarle il posto, come Daisy Quantock, ma Lucia è sempre riuscita a tenere il potere saldamente nelle proprie mani, almeno fino all’arrivo del celebre soprano Olga Bracely…
Benson descrive minuziosamente le giornate fatte di nulla di un gruppo di benestanti all’inizio del secolo scorso; messe da parte le preoccupazioni dei comuni mortali, non resta che dedicarsi all’arte (e al pettegolezzo).
Ecco così la frenetica corsa ad accaparrarsi la novità del momento (che sia un Guru indiano con il suo Yoga o una sedicente principessa russa con le sue sedute spiritiche); ovviamente, non mancano i colpi bassi, e si vince grazie a più o meno eleganti sotterfugi.
La situazione cambia quando alla cultura di facciata di Lucia (con il suo italiano – spesso scorretto –  buttato qua e là in qualunque discorso e le sue pretese di essere un’autorità indiscussa in campo musicale) si contrappone Olga Bracely, con il suo talento, la sua spontaneità e il suo buon cuore.
Intorno alle due donne ruota il resto del villaggio, immortalato nei suoi piccoli vezzi, nell’attenzione all’apparenza, e nei modi ricercati, che finiscono talvolta per sfociare nel ridicolo.
Se Wodehouse ci regala delle situazioni tanto esilaranti quanto improbabili, con Benson abbiamo invece un’ironia più pungente perché i ritratti delle varie Lucia o delle Daisy Quantock sono estremamente verosimili, anche oltre i confini di quella perfetta incarnazione dello snobismo che è Riseholme.
Certo, non manca un umorismo più sfacciato, come nei tanti siparietti che coinvolgono il “povero” Georgie, cavalier servente con problemi di riporto, il gusto del pettegolezzo da vero riseholmenita, e hobby come spolverare suppellettili e il ricamo.

Divertente, irriverente, ma anche estremamente attuale.

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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