Pubblicato in: manga

[Manga] La torre fantasma di Taro Nogizaka

Titolo originale: Yūrei tō (幽霊塔 – Ghost Tower)

Genere: Drammatico, Horror, Mistero, Soprannaturale

Tipologia: seinen

Storia: Taro Nogizaka – tratto da La torre fantasma di Ruiko Kuroiwa

Disegni: Taro Nogizaka

Prima serializzazione:2010 – 2014 su Big Comic Superior

Casa editrice:Shogakukan

Status: conclusa

Volumi: 9

Disponibilità italiana: si, edito da Planet Manga

Trama fornita dall’editore: Una torre. Un omicidio. Un mistero. Suggestioni alla Edgar Allan Poe che Taro Nogizaka declina in un manga avvincente… Che cos’è successo nella torre dell’orologio? Le indagini di Taichi e dell’enigmatico Tetsuo verranno a capo del caso? Le risposte in uno strabiliante mystery dai toni soprannaturali.


Un assassino spietato ed efferati delitti, ma anche un tesoro da recuperare.
Personaggi che nascondono la propria identità (e segreti ancora più oscuri), così come la torre dell’orologio cela trappole mortali.
Avidità, perversione, e la folle ricerca di una bellezza assoluta ed eterna.
La torre fantasma di Taro Nogizaka è tutto questo, e ancora di più.

 

 

Il soggetto originale è di Alice Muriel Williamson, che nel 1898 pubblica A Woman in Grey, tradotto e adattato in giapponese nel 1901 dallo scrittore e giornalista Ruiko Kuroiwa.
Una ulteriore rielaborazione del 1936 porta la firma di Edogawa Ranpo, ed è tra le fonti di ispirazione per Lupin III – Il Castello di Cagliostro di Hayao Miyazaki.
Ad accomunare le varie versioni, un leggendario tesoro nascosto in un edificio dalle mille trappole, e un’enigmatica figura femminile; sullo sfondo, un’inquietante torre dell’orologio.

 

Con Taro Nogizaka ci spostiamo nel 1954, a Kobe.
A guidare il lettore in questa sanguinosa avventura, lo sprovveduto Taichi Amano, un ragazzo senza arte né parte, che si trova coinvolto nella vicenda suo malgrado, dopo l’incontro con il misterioso (e bellissimo) Tetsuo, e la morte, per mano dell’ignoto killer della Torre, di una sua amica d’infanzia, giornalista impegnata nell’indagine sul caso.
La prospettiva di impadronirsi del fantomatico tesoro della Torre, che gli permetterebbe di ottenere tutto quello che ha sempre desiderato (soldi, fama, donne), è un ulteriore incentivo.
Ma Tetsuo e Taichi non sono gli unici interessati alla torre e ai suoi misteri: l’inquietante Marube, pubblico ministero e nuovo proprietario dell’edificio, sembra sapere molto di più di quanto ammetta, e l’operato della stessa polizia lascia spazio ai sospetti.
Amano è ingenuo e manipolabile, però, grazie alla sua passione per la narrativa poliziesca, riesce a rendersi utile, utilizzando le proprie capacità di ragionamento per risolvere alcuni degli enigmi della Torre.
Tetsuo è molto più scaltro e coraggioso, e in lui Amano spera di aver trovato l’amico che ha sempre desiderato; purtroppo, sono molte le cose che il giovane nasconde al compagno, e ciò mette spesso alla prova la fiducia che hanno l’uno nell’altro.
In una situazione tanto intricata, e in mezzo a tragici eventi, Amano deve ricorrere a tutto quello che ha a disposizione per sopravvivere e salvare coloro a cui tiene, e, soprattutto, per non lasciarsi sopraffare dalla meschinità e dalla cupidigia.

 

La trama risulta nel complesso piuttosto articolata, e non è sempre perfettamente lineare; le incursioni nel grottesco, pur motivate dal voler sottolineare con ancor più forza l’atmosfera inquietante che circonda l’intera vicenda, talvolta prendono eccessivamente la mano all’autore (vedi il caso di Tesla e Q), rischiando di sfociare nel ridicolo.

Il voler mettere troppa carne sul fuoco contemporaneamente appesantisce la narrazione, rendendo difficile la sospensione dell’incredulità da parte del lettore (tutta la parte della “clinica degli orrori” avrebbe potuto essere gestita con più equilibrio); di conseguenza, alcune soluzioni risultano un po’ troppo forzate e non si amalgamano bene con il resto.

Stesso discorso per la “morbosità” che l’autore vuol far respirare al pubblico: l’effetto orrorifico è accentuato dalla normalità; premere troppo sul malsano significa rischiare di smussare le potenzialità del raccapricciante, ancora una volta per una perdita di credibilità.

Laddove gli eccessi vengono messi da parte, l’elemento horror è gestito bene,

 

 

così come l’inserimento di immagini e scene patetiche.

Non mancano le sfumature erotiche (tutt’altro che fuori luogo in un simile contesto), che occasionalmente sfociano nell’insano.
Nell’insieme, però, abbiamo una sensualità piuttosto patinata, con un senso di artificiosità legato all’eccessivo uso di linee rotondeggianti e lucidità; come risultato, a volte risulta essere una nota stonata nei momenti in cui è centrale l’azione o la caratterizzazione dei personaggi, che per forza di cose vengono così a perdere incisività.

 

Al di là dei difetti evidenziati, a La torre fantasma va comunque riconosciuto il merito di lasciare spazio all’approfondimento psicologico di molti personaggi, e di inserire sapientemente nella narrazione tematiche come l’omosessualità e la transessualità.


La ragione per cui voglio diventare uomo è che desidero essere veramente me stesso.

Eppure paradossalmente per farlo, dovrei abbandonare proprio questo me stesso…

Insomma, chi sono io realmente?

Chi voglio diventare?

In conclusione: un’opera non senza sbavature, ma che si distingue nel panorama delle pubblicazioni manga in Italia, rivolgendosi ad un pubblico più adulto, e che rientra a pieno titolo in generi spesso bistrattati, come il poliziesco e l’horror non adolescenziale.


... quando alla fine del racconto, ottengono l’amore…

… come al solito, i protagonisti finiscono per perdere il loro fascino brillante. 


Storia: ♥♥♥ e 1/2

Disegni: ♥♥♥

Edizione: ♥♥♥ e 1/2

Voto complessivo: ♥♥♥ e 1/2

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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