Pubblicato in: manga

[MANGA] JUDO BOY (KURENAI SANSHIRO) DI TATSUNOKO PRODUCTION

Titolo originale: 紅三四郎(Kurenai Sanshirō)
Genere: azione, arti marziali, spokon
Tipologia: shōnen
Storia: Ippei Kuri e Yutaka Arai
Disegni: Tetsuo Yoshida
Prima serializzazione: gennaio 1961 – marzo 1962 su Shōnen Book
Casa editrice: Shūeisha
Status: conclusa
Volumi: 1
Disponibilità italiana: si, Jpop 

Presentazione dell’editore italiano: La scuola Kurenai fonde il judo con altre discipline marziali a mani nude: facendo uso di queste tecnica, Sanshiro Kurenai si mette sulle tracce dell’uomo con un occhio solo, l’assassino di suo padre, vagando per il Giappone… e per il mondo intero!
Di fronte a lui, uno dopo l’altro, si parano i combattenti più forti di ogni angolo del globo, pronti a intralciare il suo cammino.
Per la prima volta in Italia, il fumetto originale della forunata serie TV.
Uno dei titoli più amati dal pubblico, realizzato dai fondatori dello studio Tatsunoko.

Vento…

che porta con sé le nubi…

nubi…

che ancora richiamano altro vento…

e ora…

qui nella radura del demonio…

un’aria di morte serpeggia…

un vento spietato spazza la prateria…

Sanshiro Kurenai è l’unico erede della Scuola di arti marziali Kurenai, dopo che suo padre è stato ucciso in duello dal misterioso “uomo con un occhio solo”.

Il ragazzo ha assistito da lontano alla scena, e non ha potuto far nulla per salvarlo.

Ora, non gli rimane che la vendetta, ma l’unico indizio a sua disposizione per rintracciare l’assassino è un occhio di vetro.

La sua è una lunga ricerca che lo porta ad affrontare temibili lottatori: alcuni, sono grandi campioni con una forte tempra morale da cui riceve importanti insegnamenti; altri, hanno perso la via, tradendo lo spirito più profondo delle arti marziali, affinando le loro tecniche per ottenere la vittoria ad ogni costo, causando quanto più danno possibile all’avversario, morte inclusa.
Il volume portato in Italia dalla J-pop comprende sia l’opera originale, pubblicata su Weekly Shōnen Sunday prima della messa in onda dell’omonima serie tv del 1969, sia la versione serializzata su Weekly Shōnen Jump in contemporanea all’anime.
Abbiamo così una “prima avventura” (che occupa più della metà del volume) con una trama  solida,  articolata e lineare: si inizia con l’evento che segnerà la vita di Sanshiro, ossia l’omicidio del padre, e si prosegue con i suoi primi tentativi di rintracciare l’assassino, grazie al solo indizio dell’occhio di vetro; l’incontro/scontro con altri cultori delle arti marziali è un’occasione di crescita, sia come affinamento della tecnica e arricchimento della Scuola Kurenai, sia perché fa maturare Sanshiro, rafforzando il suo spirito.
In tal senso, Kurenai Sanshiro è il classico spōkon giapponese degli anni ’60-’70, contrassegnato da sangue e sudore.


Mia madre…

la mia dolce mamma morta due anni fa…

ci aveva messo tutto il suo cuore…

… per cucirmi quel judogi rosso…

(…)

Indossandolo…

… mi sono battuto con mio padre…

il mio sudore ha impregnato quel judogi rosso…

il mio sudore…

è schizzato da quel judoji!

Le successive avventure sono episodi autoconclusivi, con Sanshiro in giro per il mondo, dall’America a fittizi paesi esotici alle prese con lotte intestine: l’eroe arriva, salva gli innocenti e punisce i malvagi.
La seconda parte risulta così molto meno pregnante, ed anche meno originale (sebbene comprenda l’ottimo Un mantello rosso intriso di sangue), ma probabilmente il suo ruolo era semplicemente di accompagnamento alla serie tv.
Peccato che né il manga né la serie tv abbiamo un vero finale: non sapremo mai chi sia il misterioso “uomo con un occhio solo” né quali siano i suoi scopi; allo stesso modo, non viene rivelato neanche perché più di una persona sia interessata ad appropriarsi dell’occhio di vetro.
Dispiace soprattutto non avere la possibilità di vedere cosa avrebbe davvero fatto Sanshiro una volta rintracciato l’assassino: si sarebbe vendicato uccidendo l’uomo, oppure avrebbe deciso di abbandonare i suoi propositi di vendetta? Lo scontro tra suo padre e l’uomo con un occhio solo, infatti, è stato leale, non ci sono state scorrettezze, e la morte durante il combattimento è un’evenienza che ogni lottatore è pronto ad affrontare.



Se con MachGo!Go!Go! la Tatsunoko Production si mostra molto filo-occidentale, con Kurenai Sanshiro si rifà alla tradizione tutta giapponese delle arti marziali: nella prima parte, infatti, sono frequenti i riferimenti ad episodi storici ben conosciuti, ma anche ad usanze e costumi tipici del Judo (il Dojo Yaburi, ad esempio).
Il concetto di famiglia e il dovere di portare avanti una tradizione sono altri soggetti tipici, facilmente rintracciabili nella produzione fumettistica (e non solo) del Sol Levante.
Il tema stesso della vendetta è fortemente autoctono, come pure la fatica degli allenamenti, estenuanti, che portano lo sportivo a superare sempre i propri limiti, perché il fine ultimo dell’agonismo non è sconfiggere l’avverso ma temprare lo spirito.
Il titolo, il nome del protagonista e il Judo stesso richiamano alla mente il film Sugata Sanshiro di Akira Kurosawa (1943), come ulteriore conferma della profonda radice nipponica dell’opera.
A tal proposito, si può aggiungere come la serie abbia un piglio decisamente cinematografico: ottimo esempio è la scena d’apertura, ma anche gli scontri di Sanshiro e il suo iconico indossare il judogi hanno un dinamismo da Settima Arte.
Molto buona l’edizione J-pop, non solo per formato e materiali, ma anche per le essenziali note esplicative che arricchiscono il volume, e permettono di godere appieno del mondo che attraverso le pagine di Kurenai Sanshiro si vuole ricreare.
In conclusione, un’opera senza dubbio consigliata, non solo per il valore storico, ma anche per immergersi in quei valori che da sempre contraddistinguono una buona parte del fumetto giapponese.


Storia: ♥♥♥ e 1/2
Disegni: ♥♥♥ e 1/2
Edizione: ♥♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥♥ e 1/2




Extra

L’omonima serie tv viene trasmessa in Giappone per la prima volta dal 2 aprile al 24 settembre 1969, approdando in Italia negli anni ’80 con il titolo di Judo Boy.


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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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