Pubblicato in: manga

[Manga] Speed Racer Mach Go Go Go di Tatsuo Yoshida

Titolo originale: Mach Go! Go! Go! マッハGoGoGo

Genere: azione, avventura, automobilistico

Tipologia: shōnen

Storia: Tatsuo Yoshida

Disegni: Tatsuo Yoshida

Prima serializzazione: Giugno 1966 – Maggio 1968 su Shōnen Book

Casa editrice: Shueisha

Status: conclusa

Volumi: 2

Disponibilità italiana: si, J-pop 2 volumi in cofanetto

Presentazione dell’editore italiano: Go Mifune è un giovane pilota che gareggia guidando una Superauto “Mach” con sette funzioni speciali. Sognando di eguagliare il leggendario fratello, Go affronta le sfide più estreme e spericolate, con l’aiuto della sua famiglia e di un misterioso pilota mascherato.
Noto in tutto il mondo con il titolo di Speed Racer, questo manga originale di Tetsuo Yoshida è strettamente collegato alla famosa serie animata, trasmessa in Italia negli anni ’80 con il titolo Superato Mach 5, uno dei primi anime ad avere successo fuori dal Giappone e a consacrare lo studio Tatsunoko nel panorama dell’entertainment.



Sangue freddo…

audacia…

… e coraggio!

È il momento di dimostrare tutta la forza…

… di un vero pilota

Nel 1966 inizia la serializzazione su rivista di Mach Go!Go!Go!, manga ambientato nel mondo delle corse, scritto e disegnato da Tatsuo Yoshida, padre fondatore, insieme ai fratelli Kenji e Toyoharu (meglio conosciuto come Ippei Kuri), della celeberrima Tatsunoko Production.

La creazione del manga è strettamente correlata alla produzione dell’omonima serie animata, andata in onda in Giappone tra il 1967 e il 1968, per un totale di 52 episodi.
In quest’ottica, il manga è una sorta di versione condensata delle avventure di Go & Co. in giro per il mondo, dove rischiano continuamente il tutto per tutto in corse folli e contro avversari senza scrupoli.
Nella serie a fumetti abbiamo una successione di episodi autoconclusivi, tutti con una struttura portante molto simile: Go che si prepara all’ennesima sfida automobilistica; l’entrata in scena degli altri contendenti (spesso molto scorretti e pronti a ricorrere ai mezzi più infimi per assicurarsi la vittoria); Go che vince, non solo per le maggiori capacità della sua vettura, ma anche per una superiorità morale che lo porta a mettere in pericolo se stesso per salvare gli altri, anche quando non lo meriterebbero, perché hanno cercato di eliminarlo ricorrendo a trucchi e danneggiamenti premeditati.
Un eroe “buono”, quindi, coraggioso e altruista, senza nessuna macchia, e con un’immensa passione per le corse. Al suo fianco la famiglia, dal padre ingegnere (il creatore della Mach 5), al fratellino pestifero, senza dimenticare i meccanici e una fidanzata, pilota d’elicottero, che pur avendo un ruolo minore, si rivela piuttosto utile nel momento del bisogno.

I nemici di Go sono quasi sempre spietati, ma, allo stesso tempo, molti hanno una dedizione assoluta all’automobilismo: è la brama di vittoria a sopraffarli, rendendoli capaci di tutto.

Le “location” sono sovente piuttosto esotiche per il pubblico giapponese (e non solo): dai deserti alle misteriose civiltà precolombiane, senza dimenticare un pizzico di spy story con l’intervento della Polizia Segreta Internazionale o gare che nascondono missioni contro organizzazioni terroristiche.

I toni sono molto semplici (per non dire semplicistici) e rivelano come la serie sia indirizzata ad un pubblico di giovanissimi.
Ciononostante, è un prodotto estremamente godibile anche per chi giovane non è più, in virtù di un certo “effetto nostalgia”.

Inoltre, indipendentemente dall’età del lettore/spettatore, il suggestivo mondo delle corse automobilistiche, con campioni leggendari che sfidano la morte ad ogni gara, ha già di per sé una grande forza attrattiva; se a questo si aggiunge una macchina dal design futuristico ed estremamente accattivante e con una dotazione di optional che fa impallidire le più fervide immaginazioni, beh, il gioco è presto fatto.

Con un simile soggetto, la trasposizione da fumetto a serie animata, con la possibilità di dar vita in modo ancor più dinamico alle spericolate imprese della Mach 5, pare quasi d’obbligo, diventando a sua volta una sfida entusiasmante che negli anni ha ripagato lo studio Tatsunoko, rendendola una delle più conosciute case di produzione giapponesi.

Parlare di Mach Go!Go!Go!, infatti, significa parlare anche di come l’animazione giapponese è riuscita ad affermarsi oltre i confini del Sol Levante: con il titolo internazionale di Speed Racer, è stato uno dei primi anime ad avere successo in Occidente, in particolare negli Stati Uniti.
L’interesse per la serie si è mantenuto sempre piuttosto alto negli anni, come testimoniato dalle ripetute trasmissioni tv su diversi network (da ABC tra gli anni ’60 e ’70 a Disney XD più recentemente, passando anche per MTV negli anni ’90); del 2008 è la versione live action hollywoodiana, targata fratelli Wachowski.
Il successo all’estero non è poi così sorprendente, se si considera come – mutuando i termini dal mondo del cinema – Mach Go! Go! Go!, sia nella versione cartacea sia in quella animata, presenti costumi, scenografia e persino una fotografia molto occidentali: linee morbide, molto aggraziate e colori vividi contribuiscono al fascino di un’opera con un innegabile retrogusto vintage, ma anche estremamente contemporanea nel suo essere così decisamente pop.
Venendo all’edizione italiana del manga, a cura della Jpop, il giudizio è senz’altro positivo: un adattamento scorrevole, buon formato e buoni materiali; i due volumi, raccolti in cofanetto, contengono come bonus anche un’intervista a Hiroshi Sasagawa, uno degli uomini simbolo della Tatsunoko Production, e alcuni bozzetti della serie anime.


Storia: ♥♥♥

Disegni: ♥♥♥♥

Edizione: ♥♥♥♥

Voto complessivo: ♥♥♥♥

Extra

Mach Go! Go! Go! マッハGoGoGo – sigla giapponese
Superauto Mach 5 Go! Go! Go! – sigla italiana

 

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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