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[Books] Dirk Gently, agenzia investigativa olistica di Douglas Adams

 

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Titolo originale: Dirk Gently’s Holistic Detective Agency
Autore: Douglas Adams
Prima edizione: 1987
Edizione italiana:
– 1989 Douglas Adams, Dirk Gently. Agenzia di investigazione olistica, traduzione di Anna Mariani, collana Mistral n° 4, Rizzoli
– 1996 Douglas Adams, L’investigatore olistico Dirk Gently, traduzione di Andrea Buzzi, collana I Canguri, Giangiacomo Feltrinelli Editore.
– 2012 Douglas Adams, Dirk Gently, agenzia di investigazione olistica, traduzione di Andrea Buzzi, vol. 704, Piccola biblioteca Oscar, Mondadori.

DIRK GENTLY AGENZIA INVESTIGATIVA OLISTICA 
Risolviamo il caso per intero 
Troviamo la persona per intera 
Telefonate oggi stesso per l’intera soluzione del vostro problema 
(Specialista in gatti scomparsi e divorzi difficili) 
Dirk Gently, agenzia investigativa olistica è il primo dei romanzi di Douglas Adams (celebre autore di Guida galattica per gli autostoppisti) dedicati alla figura del peculiare detective “olistico”, Dirk Gently.
 « (…) Il termine “olistica” si riferisce alla mia convinzione che il punto importante sia la sostanziale interconnessione di tutte le cose. Io non perdo tempo con bazzecole quali la polvere per le impronte digitali, indizi rivelatori prelevati dalle tasche o sciocche orme di scarpe. Ritengo che la soluzione di ogni problema vada ricercata nel disegno e nello schema globale. Il rapporto fra cause ed effetti, signora Rawlinson, spesso è più sottile e complesso di quanto noi, a una prima e sommaria visione del mondo fisico, saremmo naturalmente portati a supporre. «Lasci che le faccia un esempio. Se lei va da un agopunturista con il mal di denti, quello le infila un ago nella coscia. Sa perché, signora Rawlinson? No, nemmeno io, signora Rawlinson. Arrivederci.»
 
Una serie di eventi, apparentemente scollegati l’uno dall’altro, finiscono per implicare Richard MacDuff, giovane programmatore ed ex studente di Cambridge, dove ha avuto la fortuna (o sfortuna, a seconda dei punti di vista) di conoscere Svlad Cjelli, alias Dirk Gently, enigmatico individuo dotato di poco chiari poteri paranormali (o privo degli stessi, a seconda dei punti di vista).
Le strade dei due si reincrociano dopo anni, subito dopo l’assassinio di Gordon Way, datore di lavoro di Richard, nonché fratello della sua ragazza, Susan. 
 
Gordon Way era morto, ma non aveva la benché minima idea di cosa fare in proposito. Era una situazione che non gli era mai capitata prima d’allora.
 
Dirk convince Richard di essere il principale sospettato per l’omicidio, e lo coinvolge nelle sue indagini, che in realtà non riguardano minimamente l’assassinio, ma sono incentrate principalmente su una saliera, protagonista di un apparentemente innocuo gioco di prestigio, e su un possibile caso di possessione. 
Collateralmente, vengono chiamati in causa anche un Monaco elettrico (e il suo cavallo), il fu Gordon Way, un divano incastrato sulle scale, messaggi sulla segreteria telefonica, la British Telecom, il dodo, uno smemorato professore di Cambridge dall’età indefinita, e Samuel L. Coleridge.
 
Ma ad emergere è soprattutto Dirk Gently con il suo personalissimo metodo investigativo, la sua parlantina, la sua faccia tosta e le sue teorie.
 «La mia teoria è che il suo gatto non si sia perso, ma che la sua forma d’onda abbia avuto un crollo temporaneo e debba essere ricostruita. Schrödinger. Planck. E via dicendo
Dirk non lesina certo di dire la sua sulle questioni più disparate, e neppure il paradosso del gatto del già citato Schrödinger si salva:
«(…) alcuni ricercatori stavano conducendo proprio questo esperimento, ma quando aprirono la scatola, il gatto non era né morto né vivo, ma in effetti scomparso, per cui mi chiamarono per indagare. Riuscii a dedurre che non era successo niente di drammatico. Semplicemente il gatto, stufo di farsi rinchiudere in continuazione nella scatola e di tanto in tanto di essere gassato, alla prima occasione aveva infilato la finestra. Per me fu questione di un minuto mettere una ciotola di latte vicino alla finestra e chiamare “Bernice” con voce invitante… “Bernice” era il nome del gatto, sai…» «Scusa, aspetta un attimo…» «… così il gatto tornò al suo posto. Una faccenda abbastanza semplice, ma a quanto pare produsse una certa impressione in alcuni ambienti e poi, come succede, una cosa tira l’altra e tutto è culminato nella brillante carriera che puoi vedere con i tuoi occhi.»
Siamo nel territorio della fantascienza umoristica, genere in cui Adams non ha certo rivali.
Decisamente, stava cercando qualcosa. Decisamente, non sapeva cosa.
 
Ma, a modo suo, siamo anche di fronte ad un “giallo” e c’è quindi un enigma da risolvere:
«Ho trasformato il problema da un enigma di somma difficoltà e forse assolutamente irrisolvibile in un semplice rompicapo linguistico. Anche se» mormorò, dopo un lungo momento di silenziosa riflessione «di somma difficoltà e forse assolutamente irrisolvibile.»
e Dirk effettivamente lo risolve, sebbene il suo contributo principale sia… chiedere la soluzione ad un bambino di 7 anni, fermato casualmente per strada.
 
Poteva poi mancare un riferimento al più celebre dei detective? Ovviamente è d’obbligo:
 
Sherlock Holmes una volta ha detto che, eliminato l’impossibile, ciò che resta, per quanto improbabile, deve essere la risposta. A me, però, non piace eliminare l’impossibile.
 
Sebbene sia un continuo accavallarsi, in maniera apparentemente casuale, di situazioni a tratti paradossali (a cui, però, i personaggi reagiscono con il tipico aplomb inglese), alla fine tutto trova il suo perché, e il suo posto, come le tessere di un puzzle.
 
E in questo turbinio, ci scappa anche la salvezza del genere umano dall’estinzione:
 
“Per: salvataggio della razza umana dalla totale estinzione… nessun compenso”.
 
Un romanzo indubbiamente piacevole, molto scorrevole, e meno ingarbugliato di quanto ci si possa aspettare, per chi non si sente in dovere di eliminare l’impossibile.
 
 
Dirk Gently torna in azione anche in La lunga oscura pausa caffè dell’anima (The Long Dark Tea-Time of the Soul, 1988) 
 
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e nell’ultimo romanzo postumo di Adams, Il salmone del dubbio, che avrebbe potuto essere parte non solo del ciclo di Dirk Gently, ma anche della Guida. Adams ha potuto completare solo 10 capitoli, e il resto di quanto pubblicato deriva da appunti, interviste e quant’altro utile a ricostruire quale fosse il progetto dell’autore.
 
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Extra
 
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Dirk Gently è recentemente tornato all’attenzione del grande pubblico grazie alla serie targata BBC America Dirk Gently’s Holistic Detective Agency, che segue di qualche anno la precedente miniserie in quattro puntate di BBC Four.
In entrambi i casi, però, non c’è un adattamento dei romanzi di Adams (ritenuti “inadattabili”), è quel che si cerca di mantenere è soprattutto lo spirito dei libri.
 
Soffermandoci sulla serie televisiva più recente (di cui è stata annunciata recentemente una seconda stagione), i punti di contatto con l’originale stanno soprattutto nel saper gestire una carrellata di eventi, inizialmente scollegati, e poi ricostruiti in un unico disegno più ampio.
Il Dirk Gently di Samuel Barnett è sufficientemente stralunato, ma si accattiva le simpatie più facilmente della sua saccente ed un po’ scostante controparte letteraria: alla fin fine, non è altro che un aspirante Sherlock Holmes alla ricerca del suo Watson… 
 
 
Ci si sofferma molto di più sulle relazioni e su come si sviluppino alla luce degli eventi in cui vengono coinvolti i personaggi, mentre i toni più tipicamente “british”, con quel particolarissimo gusto per il non sense, si perdono nella traversata dell’Atlantico.
Il risultato è comunque molto buono e facilmente godibile.
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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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