Pubblicato in: manga

[Manga] Cutie Honey – the ORIGIN di Go Nagai

Titolo originale: キューティーハニー (Kyūtī Hanī)
Genere: fantascienza, commedia, azione, mahō shōjo
Tipologia: Shōnen
Storia: Go Nagai
Disegni: Go Nagai
Prima serializzazione: Shōnen Champion 1º ottobre 1973 – 1º aprile 1974
Casa editrice:Akita Shoten
Status: concluso
Volumi: 2
Disponibilità italiana: Jpop in volume unico

Honey Kisaragi è all’apparenza una ragazza come tante altre: frequenta un esclusivo collegio cattolico, ha la sua amica del cuore, e ogni tanto deve vedersela con le bulle della scuola o con la responsabile del dormitorio con il pallino delle punizioni corporali.


 

La realtà è però un’altra: Honey è un androide, il capolavoro del celebre scienziato Hakase Kisaragi, summa del suo genio e di tutte le invenzioni realizzate nel corso di una lunga carriera, tra cui il “sistema fisso degli elementi dell’aria”, un meccanismo che permette ad Honey di assumere sette diverse identità, ciascuna con le sue peculiarità, e di modellare la realtà a suo piacimento, creando qualsiasi elemento naturale. 


Kisaragi non considera Honey solo come un prodotto dell’ingegno, ma vede in lei una figlia a tutti gli effetti, e per questo l’ha dotata di un cuore: sebbene munita di capacità di gran lunga superiori a quelle di un essere umano, Honey può essere ferita, sanguinare e persino morire; questo è il prezzo da pagare per mantenere la propria umanità.

Il sistema fisso degli elementi dell’aria è un dispositivo eccezionale, che fa gola a molti, in particolare all’organizzazione criminale Panther Claw, decisa ad impossessarsi di Honey ad ogni costo. 

 

Inizia così per l’androide una lunga lotta contro le donne cyborg inviate da Panther Zora e capeggiate da Sister Jill, ma non c’è di che preoccuparsi: come Cutie Honey, la Combattente dell’Amore e della Giustizia, la nostra riuscirà a prevalere sui malvagi e a difendere l’eredità del padre, in un turbinio di avventure, tra siparietti sexy e scontri all’ultimo sangue.

 

Racconta Go Nagai che nel corso della messa in onda di Mazinger Z, forte del successo dell’anime, il direttore del Dipartimento Animazione della Toei, Aruga, gli propone di dedicarsi a qualcosa più in linea con le sue inclinazioni, ossia… l’hentai!

Nasce così Cutie Honey, uno dei maggiori successi del Maestro, mix di commedia sexy e azione, con protagonista una delle eroine più emblematiche nel panorama manga e anime nipponico.E’ il 1973, e Nagai è probabilmente nel suo periodo più prolifico, impegnato sia sul fronte tv sia su quello più propriamente fumettistico: sono gli anni di Devilman e Mazinger Z, ma anche di Dororon Enma-kun e de La Famiglia Abashiri, nonché dell’inizio del monumentale Violence Jack; Nagai si ritrova a lavorare contemporaneamente a tre diversi manga da pubblicare su rivista, compreso Cutie Honey, riuscendo nell’ardua impresa di sfornare un capitolo per ciascuno a cadenza settimanale!

La versione a fumetti ha ovviamente anche lo scopo di fare da traino alla serie animata: il primo capitolo su Shōnen Champion, infatti, precede il debutto televisivo dell’anime di circa un paio di settimane.

Tra le fonti d’ispirazione, la serie di Bannai Tarao e alcuni tokusatsu tv come Nanairo Kamen o Ai no Senshi Reinbōman, tutti accomunati da un protagonista in grado di modificare il proprio aspetto per dar vita a sette differenti alias, proprio come fa Honey: “Cutie Honey”, infatti, non è altro che la forma combattente, a cui si affianca, ad esempio, la centaura “Hurricane Honey” e così via.

Per innescare la trasformazione, la formula: “Honey Flash!”

Nagai si è sempre vantato di essere stato il primo ad utilizzare una protagonista femminile in uno shōnen, e il seguito raccolto testimonia la bontà dell’idea: precorritrice di tante “maghette combattenti”, Honey torna costantemente a calcare le scene, come testimoniato dal recentissimo Cutie Honey: Tears.Il manga ha i toni pruriginosi della commedia sexy, anche se non mancano momenti carichi di pathos o addirittura con elementi splatter: i cyborg killer di Panther Claw sono spietati e non esitano ad uccidere degli innocenti, anche in modo estremamente cruento.

Il fatto stesso che Honey, pur essendo un’androide, sia vulnerabile e possa morire, rende le cose tremendamente serie.

Siamo in uno shōnen e l’azione non può certo mancare: ritmo serrato, combattimenti senza esclusioni di colpi e, soprattutto, un grande dinamismo tipico del Nagai disegnatore.

Per quanto spesso annoverata tra le “maghette”, con cui condivide l’elemento della trasformazione (possibile, però, non per un intervento magico, bensì grazie ad un congegno fantascientifico), Honey, con il suo bagaglio di violenza ed erotismo, a tratti anche un po’ volgarotto, non è certo il classico mahō shojō.

Abbiamo a che fare, infatti, con un umorismo spesso e volentieri piuttosto grezzo, che talvolta sembra scadere persino nel cattivo gusto, come nella parodia di Kokoro Akechi e dei suoi Giovani Detective.

Sul fronte ecchi, abbondano le situazioni scabrose, con una protagonista spesso senza veli (non che vestita abbia poi tanta stoffa addosso) e molte le strizzatine d’occhio in senso lesbo.

Nagai è reduce da La Scuola Senza Pudore che gli ha dato sì fama, ma che è stata anche accompagnata da feroci polemiche; l’autore sembra aver fatto il callo a scandalizzare i benpensanti, e la spregiudicatezza e l’irriverenza, diventate ormai parte del suo marchio di fabbrica, non mancano neanche in Cutie Honey.

L’anime smorza e di molto i toni, ma questo non basta a placare gli animi; lo stop arriva dopo 25 episodi, nonostante il tentativo di proseguire spostando la messa in onda in una fascia oraria più per adulti.

Le polemiche, ad ogni modo, non fermano il successo di Cutie Honey e dello stesso Nagai, che con il solito fiuto per gli affari, da il via all’ennesimo (remunerativo) franchise.

Inoltre, c’è anche chi fa notare (come Yumeaki Hirayama nella postfazione dell’edizione italiana “Honey conta pecore robotica quando sogna?“) che fermarsi al solo aspetto erotico limita di molto la comprensione delle eroine nagaiane: sono donne estremamente forti e coraggiose, e la loro nudità trasmette vitalità e prestanza; è una sorta di inno ad una primitiva forza vitale.

Tra le righe del fanservice, è possibile rintracciare anche elementi molto più profondi e tragici: la condizione di androide di Honey, che pur non le impedisce di provare amore, come testimoniato dal legame sia con il padre sia con Nacchan, a cui fa da contraltare la spietatezza di Panther Claw, i cui membri sono stati privati completamente di ogni barlume di umanità; lo spirito di sacrifico; il dolore della perdita e la capacità di rialzarsi e combattere.

Honey, quindi, è molto più di un “bel sederino” per chi sa guardare più in profondità, e scorgere quella che è un’eroina a tutti gli effetti, tra le più amate e imitate di tutti i tempi.

 

Storia: 

Disegni: ♥

Edizione: ♥

Voto complessivo: ♥


Extra: Il Franchise di Cutie Honey

Manga 

Cutie Honey (1973-1974)

Contemporaneamente al manga di Nagai, Ken Ishikawa realizza una seconda versione delle avventure della Combattente dell’Amore, più fedele all’anime, pubblicata dal novembre 1973 al maggio 1974 sulla rivista Bouken Oh della Akita Shoten, e poi raccolta in un unico volume.

Ad onor di cronaca, un’ulteriore adattamento della serie tv viene pubblicato sempre nel 1973 sulla rivista TV Magazine della Kodansha a cura di Yuu Okazaki, così come un paio di comicalize, ad opera, rispettivamente, ancora una volta di Yuu Okazaki e di Masatoshi Nakajima.

 

Cutie Honey (1992-1993)

Sequel della serie originale, scritto e disegnato da Go Nagai, viene pubblicato dall’8 luglio 1992 al 7 aprile 1993 sulla rivista SPA! della Fusuosha. Successivamente viene raccolto in due volumi.

 

Cutie Honey F (1997-1998)

Tra il 1997 e il 1998, contemporaneamente alla trasmissione televisiva di Cutie Honey Flash, abbiamo due distinti adattamenti manga della serie: il primo, di Yukako Īsaka, è pubblicato su Ciao della Shogakukan dal marzo 1997 all’aprile 1998; il secondo, illustrato da Kazuyuki Sasaki su testi di Ken Ishikawa, viene serializzato su Koro Koro Comics della Shogakukan dall’aprile 1997 al febbraio 1998.

 

Cutie Honey Tennyo Densetsu (2001-2003)

Sempre di Go Nagai, e serializzato sulla rivista Weekly Manga Action della Futabasha dal 2001 al 2003, viene pubblicato anche in Italia con il titolo di Cutie Honey ’21.

 

 

Cutie Honey a Go Go! (2003-2005)

Su soggetto di Hideaki Anno, è l’adattamento del film Cutie Honey del 2004. Viene disegnato da Shinpei Ito.

 

Cutie Honey Seed (2004-2006)

Più simile a Chobits che ai precedenti, è una commedia romantica di Komugi Hoshino, pubblicato su Young Champion di Akita Shoten dal 2004 al 2006.

Al di là di fugaci apparizioni in tante altre opere del Maestro Go Nagai, Honey è protagonista anche di due cross-over:
Honey & Yukiko Hime – Cutey Heroine Daisakusen (2008)
Anime comic di Kazuhiro Ochi, pubblicato su Konami weekly.
Cutey Honey e Yukiko Hime di Dororon Enma-kun si alleano contro le solite Panther Claw e alcuni yokai avversari di Enma.
Cutie Honey vs Abashiri Ikka (2009)
Pubblicata su Shonen Champion di Akita Shoten, vede Honey alle prese con la famiglia Abashiri.

 

 

Anime e Live Action

 
Cutie Honey (1973)

L’anime originale, che dà il via al successo del “marchio” Cutie Honey.

Composto da venticinque episodi, per la regia di Tomoharu Katsumata, è andato in onda su TV Asashi dal 13 ottobre 1973 al 30 marzo 1974.

Nonostante i toni edulcorati rispetto al contemporaneo manga firmato da Go Nagai, la serie all’epoca è stata considerata fin troppo ammiccante, per il suo indugiare sulle grazie della bella protagonista.

Al character design, oltre agli stessi Nagai e Ishikawa, uno Shingo Araki sempre più sulla cresta dell’onda.

 

Shin Cutie Honey (1994-95)
Questa serie è l’unica ad essere arrivata in Italia nel 1996 grazie alla Dynamic Italia (ora Dynit) con il titolo Cutey Honey – La combattente dell’amore.

Dei 12 episodi previsti ne furono realizzati solo 8.

 

Cutie Honey F (1997-98)

Prodotto dalla Toei subito dopo la conclusione di Sailor Moon, nelle intenzioni della casa produttrice avrebbe dovuto bissarne il successo: da qui le atmosfere molto più vicine al classico mahō shōjo che non all’idea originale di Go Nagai. Gli ascolti non sono stati all’altezza delle aspettative.

 

Cutie Honey (2004)

Live action prodotto dalla Gainax  e diretto da Hideaki Anno, ha come protagonista la popolare modella giapponese Eriko Sato.

 

Re: Cutie Honey (2004)

OAV in tre puntate prodotto sempre dalla Gainax in concomitanza con l’uscita del live action, di cui ricalca la trama.

 

Cutie Honey: Tears (2016)
Ultimo arrivato, ha debuttato poco più di un mese fa nei cinema giapponesi. Sembra caratterizzarsi per toni un po’ più dark di quelli canonici per l’eroina nagaiana:

 

Annunci

Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...