[Blog] Premio “My Cup of tea” 2015

Anche quest’anno, e con molto piacere, partecipo al Premio “My Cup of Tea” indetto dal solito Yue Lung.

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Il premio è destinato all’opera “non (…) più bella del 2015 (troppo facile) ma piuttosto, quella che più vi ha sorpreso, contro ogni aspettativa“.

Scegliere non è stato facile, perché ultimamente tendo ad andare piuttosto sul sicuro, puntando su generi e autori già collaudati…

Alla fine, però, qualcosa che in questo 2015 mi ha sorpreso nonostante le iniziali premesse c’è stato….

Non è una novità, anzi, e il fatto che solo ultimamente mi sia approcciata a tale serie è testimonianza delle mie remore:

LineBarrels of Iron

di Eiichi Shimizu e Tomohiro Shimoguchi

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Kurogane no Linebarrels è un manga fantascientifico del duo Eiichi Shimizu e Tomohiro Shimoguchi pubblicato su Champion RED di Akita Shoten tra il 2005 e il 2015, raccolto poi in 25 volumi.

Un attimo: perché io, notoriamente con un debole per tutto quello che è mecha, avrei dovuto essere titubante a provare un manga consigliato persino da Yoshikazu Yasuhiko e Mamoru Nagano?
Per questo bisogna fare un bel passo indietro nel tempo, al 2008, quando lo studio GONZO decide di trarre dal fumetto una serie anime che definire pessima è dir poco.
La casa di produzione ha avuto l’infelice idea di puntare eccessivamente sul fanservice, snaturando il prodotto e trasformandolo essenzialmente in un ecchi harem.
Gli stessi disegni ed animazione sono tutt’altro che esaltanti, e quindi mi bastano paio di episodi per droppare del tutto la serie.
Con un simile biglietto da visita, non sorprende che mi sia tenuta lontana dal manga per tanto tempo.

Quest’anno, però, mi capita l’occasione di recuperare i volumi pubblicati dalla Flashbook ed è stato amore al primo tankōbon!!!
LineBarrels of Iron è davvero uno dei migliori mecha manga degli ultimi anni, con un ottimo mix di azione, dramma e commedia, personaggi ben caratterizzati e colpi di scena a non finire.
Probabilmente non aggiunge niente di nuovo, perché alla fin fine troviamo gli stessi elementi che da sempre contraddistinguono lo shōnen (dalla progressiva maturazione dell’eroe all’importanza dell’amicizia), eppure lo fa con gran classe, ricordando a tutti i fan cosa fa amare tuttora gli shōnen nonostante le tante convenzioni e stilemi.

Ahimè, il destino all’estero di questa serie è stato quanto mai sfortunato, dato che in nessuno dei paesi in cui è stata pubblicata ha mai raggiunto la conclusione; la Flashbook si è fermata all’11° volume a causa delle scarse vendite, e credo che questo rimarrà a lungo per me il caso di serie più ingiustamente sottovalutata di sempre…

E così è un bel po’ che aspetto di poter finalmente leggere il finale di questo ottimo manga per potergli dedicare il post che merita.
Per lo meno ora una piccola menzione come “My Cup of tea” l’ha guadagnata!

[Focus] Tatsunoko Production – parte III – Le serie “Time Bokan”

Intro: mi accorgo solo in questi giorni che in realtà un elenco delle produzioni Tatsunoko è già stato fatto anche dal mitico Doc Manhattan, e per di più nel mio primo post ho usato anche la stessa immagine da lui scelta all’inizio del suo (*arrossisce per l’involontario plagio*). Data l’assiduità con cui seguo l’Antro Atomico, avevo sicuramente già letto il suo articolo, ma me ne sono dimenticata!
Beh, ormai avevo promesso che ci sarebbe stata una terza parte, quindi eccola qui; se volete però legger qualcosa di più completo e divertente, andate dal Doc: non ve ne pentirete!

Le serie Time Bokan, uno dei prodotti più famosi (se non il più famoso) della Tatsunoko Production.

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