Pubblicato in: anime

[Anime] Mazinkaiser + Mazinkaiser contro il Generale Nero



Titolo originale: マジンカイザー Majinkaizaa
Genere: mecha, azione, fantascienza, commedia
Regia: Masahiko Murata
Soggetto: basato sulle opere originali di Go Nagai
Sceneggiatura: Satoru Nishizono, Shinzo Fujita
Character Design: Kenji Hayama
Mechanichal Design: Keiichi Sato, Tatsuo Yamada
Musiche: Kazuo Nobuta
Anno: 2001-2002
Studio: Brain’s Base
Formato: OVA
Episodi: 7
Disponibilità italiana:Yamato Video

L’ennesimo attacco delle armate del Dr. Hell, guidate dal Barone Ashura, contro il Centro di Ricerca sull’Energia Fotoatomica del Professor Yumi. In campo, ancora una volta, il Mazinger Z di Koji Kabuto e il Great Mazinger pilotato da Tetsuya Tsurugi. 
La forza del nemico, però, è soverchiante e per i due Mazinger c’è poco da fare: Koji viene addirittura scaraventato via dal suo Mazinger Z, e con il pilota ormai disperso, Ashura riesce agevolmente ad impossessarsi del Super Robot, intenzionato ad usarlo nella prossima azione contro il Centro Ricerche.
Quando ogni speranza sembra perduta, ecco che Koji fa nuovamente la sua entrata, e stavolta alla guida di un nuovo potentissimo Super Robot, sempre costruito dal Professor Kabuto, ma di cui si ignorava l’esistenza, l’inarrestabile Mazinkaiser!

Il Mazinkaiser, il Mazinger definitivo, imponente nel nome e nell’aspetto, prende vita non sulla pagina o sulla schermo, bensì sulle console per il celeberrimo Super Robot Wars.

L’appeal del nuovo mecha è tale che il passo dal videogioco all’home video è davvero breve, e probabilmente ha contribuito ad aprire la strada al revival che porterà nel 2009 all’ottimo Shin Mazinger Shougeki! Z-Hen.

Complessivamente gradevole, nella forma e nel contenuto, Mazinkaiser è comunque un prodotto da nostalgici dei tradizionali Super Robot nagaiani: non vengono fornite spiegazioni sul perché il Centro Ricerche sia oggetto d’attacco, né su chi siano i nemici, né tantomeno sul background dei protagonisti. Viene dato per scontato che il pubblico già conosca Hell, Ashura, Koji, Tetsuya e i motivi del conflitto (d’altro canto è anche difficile immaginare un appassionato di anime in qualunque angolo del globo che non conosca, per lo meno di fama,  Mazinger Z & co…).

Questa serie OVA spezza la continuity della trilogia classica (Mazinger ZGreat MazingerUfo Robot Grendizer): il Great Mazinger e il Mazinger Z non sono l’uno successivo all’altro, ma contemporanei, trovandosi ad affrontare il medesimo nemico, mentre il capitolo di Ufo Robot Grendizer viene completamente omesso.

Non abbiamo quindi a che fare con un sequel, ma nemmeno con un remake, dato che ci troviamo immediatamente in media res: è un po’ un inserirsi con la forza nell’universo narrativo dei due Mazinger, introducendo un nuovo mecha, e giustificando l’operazione con la restituzione di un ruolo centrale a Koji Kabuto (quasi a voler far dimenticare il “declassamento” a spalla di Duke Fleed).


La caratterizzazione dei personaggi è in linea con l’originale, sebbene non manchino alcune note stonate, come ad esempio Koji che si separa in maniera piuttosto indolore dal Mazinger Z, sostituito dal Mazinkaiser, quando tradizionalmente il legame anche affettivo con il robot (definito più volte un “fratello”) era uno dei punti saldi del canone.
L’approfondimento psicologico è piuttosto spicciolo, e pure in termini di interazioni tra i personaggi si sarebbe potuto fare di più (sebbene si debba ammettere che probabilmente il numero contenuto di episodi di una serie OVA non ha giovato).
Dato che Mazinkaiser è in fin dei conti un puro fanservice ad uso e consumo di chi è cresciuto con i Super Robot di Nagai, è un peccato che l’occasione non sia stata sfruttata fino in fondo.
Ad esempio, il riunire Koji e Tetsuya, Mazinger Z/Mazinkaiser e Great Mazinger non può che solleticare qualunque fan, ma il relegare Tetsuya ad un ruolo marginale, facendolo apparire solo nella prima ed ultima parte, è alquanto frustrante.

L’interazione tra i due piloti, infatti, avrebbe potuto essere davvero un ottimo spunto, fornendo un’ampia gamma di sfumature, però qui è alla fin fine appena accennata. 
Avremmo potuto avere sentimenti ambivalenti, soprattutto da parte di Tsurugi, intrinseche rivalità e conflittualità, e soprattutto, si sarebbe potuto dare corpo a quello che è stato il punto di arrivo della maturazione psicologica del Tetsuya di Great Mazinger; come consolazione, per lo meno, il fatto che non venga contradetta, e che anzi sia proprio quella che il fan si sarebbe aspettato.

Tetsuya, infatti, si comporta nei confronti di Koji come una sorta di fratello maggiore: lo riprende e frena per il suo entusiasmo, ma ha anche un che di protettivo, come a voler realizzare quanto desiderato da Kenzo Kabuto. 


Anche il legame tra Tetsuya e Jun pare del tutto assodato (e nella serie OVA e nel mediometraggio Mazinkaiser contro il Generale Nero), peccato per lo scarso minutaggio messo a disposizione.
Quindi, questa parziale rivisitazione della mitologia dei Mazinger, che non è né un sequel né un remake, ma che allo stesso tempo è un po’ entrambi, può dividere il fan tra compiacimento (vede trasposto sullo schermo quanto avrebbe immaginato in un ipotetico sequel senza Grendizer) e rammarico per l’avere Tetsuya e il Great ridotti al ruolo di comprimari, per quanto illustri, quando le serie classiche avrebbero fatto supporre un maggiore equilibrio. 
In piena tradizione nagaiana, nella serie convivono dramma e azione, commedia e fanservice, ma gli elementi non sono sempre ben amalgamati, tanto che si sente un certo stacco tra prima e ultima parte (più drammatiche e con gli scontri più appassionanti) e parte centrale (dove a prevalere sono le gag comiche e le generose forme dei personaggi femminili).

Anche in termini di atmosfera, la serie opera delle scelte sempre “a mezza strada”: si inizia dando l’impressione di voler lasciare più spazio ad uno dei temi centrali nella concezione nagaiana del suo super robot più famoso, ossia la possibile duplicità del suo ruolo (salvatore/distruttore, dio/demone); non a caso, il Mazinkaiser appena sceso in campo appare incontrollabile, avventandosi contro i nemici, ma anche contro il Great.

Poi però, i toni tornano quelli più scanzonati della serie tv classica della Toei. 

Di conseguenza, pure in questo caso, si lascia sfuggire l’occasione di approfondire qualcosa di intrinseco al soggetto stesso, mai però portato davvero a compimento sullo schermo.

Mazinkaiser non delude nel momento in cui è richiesta la giusta grandiosità, con i toni epici da grande saga robotica.

Davvero corroboranti anche i temi musicali, e menzione speciale all’opening Fire Wars con la potenza di Hironobu Kageyama.

Dal punto di vista tecnico, è un prodotto non sempre eccelso, ma non presenta neanche grosse pecche, riuscendo a raggiungere un buon compresso tra modernizzazione e fedeltà ai design originali.
Go Nagai ha realizzato anche una breve versione manga del ritrovamento del Mazinkaiser da parte di Koji, diversa da quella portata sullo schermo, e che in Italia è stata pubblicata in abbinamento ad un modellino della Revoltech. La one-shot offre un’interpretazione alternativa dell’intero universo di Mazinger, dando una nuova origine ad alcuni dei personaggi principali di ambo gli schieramenti.
Per una versione manga più fedele alla serie OVA, Nagai si è avvalso della collaborazione di Naoto Tsushima.

Ad un anno dall’ultimo episodio della serie, nel 2003 viene realizzato il mediometraggio Mazinkaiser contro il Generale Nero:

Titolo originale: マジンカイザー 死闘!暗黒大将軍 Mazinkaiser: Shitou! Ankoku Daishogun
Genere: mecha, azione, fantascienza, drammatico
Regia: Masahiko Murata
Soggetto: basato sulle opere originali di Go Nagai
Sceneggiatura: Satoru Nishizono
Character Design: Kenji Hayama
Mechanichal Design: Keiichi Sato, Tatsuo Yamada
Musiche: Kazuo Nobuta
Anno: 2003
Studio: Brain’s Base
Formato: film
Episodi: 1
Disponibilità italiana:Yamato Video


Di nuovo una rivisitazione, stavolta dello scontro tra il Great Mazinger e il Generale Nero, ma con Koji e il Mazinkaiser ad affrontare il campione di Mikenes. Il film è incentrato sul disperato viaggio di Koji e Sayaka che da Parigi devono rientrare in Giappone, dopo che il Generale Nero ha sferrato il suo inatteso attacco; nel frattempo l’Armata Mazinger viene progressivamente decimata, e tanti sono gli amici a cui si deve dire addio.
Il tono è decisamente più drammatico rispetto alla serie OVA.
Ottima la sequenza di agganciamento, una volta ritrovato il Mazinkaiser, e sufficientemente epico, come da tradizione, lo scontro finale.

Quindi, in soldoni, una serie che può essere apprezzata principalmente da chi già conosce Nagai e i suoi Super Robot, che non delude, ma che lascia con l’impressione che non sarebbe stato male fare di più, in termine di caratterizzazione dei personaggi e loro interazioni.

Storia: ♥♥♥
Disegni/Animazione: ♥♥♥ e 1/2
Edizione:♥♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥♥ e 1/2


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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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