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[Books] L’Inferno degli Specchi di Edogawa Ranpo

Titolo originale: Japanese Tales of Mystery and Imagination
Autore: Egogawa Ranpo
Prima edizione: 1956 by Charles E. Tuttle Company
Prima edizione italiana: 2011 in “Urania Collezione – aprile 2011” by Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano

L’Inferno degli Specchi è una raccolta di racconti scritti da Edogawa Ranpo come omaggio a quel “mentore” a cui si è ispirato anche nella scelta del proprio pseudonimo, Edgar Allan Poe.
Non a caso il titolo originale dell’editore americano per la prima opera di Edogawa Ranpo (o Rampo) tradotta in inglese è Japanese Tales of Mystery and Imagination

con un chiaro richiamo al precedente di Poe; 

peccato che tale riferimento venga perso nell’edizione italiana, e stupisce anche il fatto che la raccolta sia pubblicata all’interno di una collezione dedicata alla narrativa fantascientifica, quando di fantascientifico c’è davvero poco, dato che ci si muove piuttosto nell’ambito della detective story o del thriller psicologico.

Ad ogni modo, al di là delle spoglie sotto cui vengono presentati,  questi racconti di Edogawa Ranpo sono un’ottima opportunità per conoscere il talento dell’autore giapponese:

La Sedia Umana (1925): Una scrittrice che come ogni giorno legge le lettere dei suoi ammiratori o di chi ambisce alla professione letteraria. E se tra quegli scritti venisse narrata un’inquietante storia di desiderio deviato e del peculiare modo in cui viene soddisfatto?
Un adattamento manga, con tanto di finale “a sorpresa”, è stato realizzato da Junji Ito.

Il Test Psicologico (1925): Un Raskolnikov senza i sensi di colpa di Delitto e Castigo, che deve vedersela però con l’acume di Kogoro Akechi.

Il Bruco (1929):  Un reduce di guerra torna a casa orribilmente mutilato, affidato alle cure della bella e giovane moglie. Ma avere alla propria mercé quello che con difficoltà può essere riconosciuto come un essere umano, completamente indifeso e dipendente, quali oscuri ed inconfessabili desideri può risvegliare?
Il racconto è celebre anche per la versione manga realizzata da Suehiro Maruo, e pubblicata anche in Italia dalla Coconino Press.

La Rupe: Una Vedova Nera suo malgrado, o meglio, “per legittima difesa”. 

L’Inferno degli Specchi: Un’ossessione che conduce alla follia, o il monito per chi vuole sfidare i limiti di ciò che è concesso conoscere.

I Gemelli: Il tema del doppio, ma applicato alla detective story, dove un banale errore può smascherare lo scaltro assassino.

La Camera Rossa: Un gruppo di uomini annoiati che si incontra regolarmente per raccontarsi storie dell’orrore. E se tra loro si nascondesse un pluriomicida che ha scoperto il segreto del delitto perfetto?

I Due Menomati: Due uomini, chi menomato nel corpo chi nello spirito, e un’inaspettata rivelazione dopo anni di angoscia.

Il Viaggiatore con il Quadro di Stoffa: La storia di un amore in grado di superare i limiti fisici, con una sorta di richiamo a Il Ritratto di Dorian Gray.

In questi nove racconti emergono alcune delle caratteristiche salienti della poetica di Edogawa Ranpo, dal gusto per il macabro e grottesco all’erotismo deviato e perverso, ma soprattutto la grande maestria nel gestire la suspense psicologica. Ogni racconto, infatti, si poggia su una costruzione narrativa ineccepibile, che avviluppa il lettore parola dopo parola.

Estremamente efficaci anche le scelte stilistiche usate per il racconto, dalla lettera alla confessione, o il semplice scambio di battute tra due personaggi come in un copione de La Rupe.

Tutto questo rende la lettura estremamente avvincente nonostante i quasi 100 anni trascorsi da quando questi racconti sono stati composti, e sebbene c’è chi consideri le soluzioni dei “gialli” piuttosto semplici per lo smaliziato lettore contemporaneo, la classe di Edogawa Ranpo è tale da convincere anche quando la rivelazione finale è facilmente intuibile.

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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