Pubblicato in: anime

[Anime] Megazone 23



Titolo originale メガゾーン23 Megazōn 23
Genere: fantascienza, azione, mecha, sentimentale
Regia: Noburo Ishiguro (I-II parte) – Shinji Aramaki e Ken’ichi Yatagai (III parte)
Soggetto: Noburo Ishiguro
Sceneggiatura: Hiroyuki Yoshiyama (I-II parte), Emu Arii (III parte) 
Character Design: Toshihiro Hirano (I parte) – Yasuomi Umetsu (II parte) – Hiroyuki Kitazume (III parte)
Mechanical Design Shinji Aramaki (I-II-III parte), Hideki Kakinuma (I parte), Takeshi Miyao (I parte)
Musiche: Shiro Sagisu (I-II parte) – Keishi Urata (III parte)
Anno: 1985
Studio: Art Land, Artmic
Episodi: 3 OVA
Disponibilità italiana: Yamato Video

PARTE I

Una moto sfreccia a tutta velocità per le strade della città e per poco non investe una ragazza. 
Per farsi perdonare, l’avventato centauro, Shogo Yahagi, offre alla bella Yui Takanaka un passaggio.

 
A quanto pare il ragazzo ha un vero e proprio talento nel mettersi nei guai, ma i reali problemi iniziano nel momento in cui entra in possesso di una moto diversa da qualunque altro modello in circolazione, Garland, che fa gola persino ai militari.
 

 

La storia prosegue quindi con Shogo diviso tra la sua nascente relazione con Yui e il continuo sottrarsi alle mire dell’esercito, perché Garland non è una semplice motocicletta, e sarà anche il mezzo che permetterà al ragazzo di scoprire la verità sulla sua città e sull’enorme menzogna vissuta fino a quel momento….

 

 

Megazone 23 è una serie in 3 OVA realizzata tra il 1985 e il 1989, divisa appunto in tre parti.
Il presupposto da cui si parte è uno dei temi ricorrenti della fantascienza contemporanea: la realtà come illusione, creata artificialmente, per nascondere un segreto.
Megazone 23 comunque non si limita al solo elemento fantascientifico, concentrando molto l’attenzione sui personaggi, giovani alla fine del secolo scorso alle prese con ambizioni per il futuro e avventure sentimentali.

 

 

Shogo è un ragazzo un po’ scapestrato con la passione per le moto e la velocità. Ha una grande faccia tosta e non ha ancora deciso cosa fare della sua vita. Per il momento si accontenta di un lavoretto da McDonald’s.
Yuki vuole diventare un’attrice di Broadway, ed è anche disposta a scendere a compromessi per raggiungere il suo scopo.

 

 

Mai è una ragazza che sogna di diventare una cantante, e per questo ha lasciato la casa dei suoi; Tomomi è un’energica aspirante regista, sempre piena di entusiasmo, che coinvolge gli amici nel suo primo film, senza sapere che la trama che ha ideato è fin troppo aderente alla realtà che stanno vivendo, pur non avendone minimamente coscienza.

 

 

Gli eventi innescati da Shogo che scappa dai militari portando con sé Garland, ha tragiche ripercussioni su ciascuno di loro, cambiando per sempre le loro vite e costringendoli ad abbandonare le spensierate speranze della giovinezza.

 

 

Megazone 23 si rivolge quindi ad un pubblico di tardo adolescenti, che sta per entrare nell’età adulta e deve fare le proprie scelte.
C’è un atteggiamento piuttosto disinibito nei confronti delle relazioni sentimentali e del sesso: Yui, la protagonista femminile, non è la tipica ragazza che mescola innocenza e involontaria malizia, ma è del tutto cosciente del suo potere seduttivo ed è disposta a prostituirsi se la cosa può aiutarla nella sua carriera.
La stessa prima scena di sesso con Shogo non è poi preceduta da chissà che romanticismo, ed è il quanto più esplicita possibile, considerato che non siamo in un hentai.

 

Non viene nascosta neanche la violenza, e le uccisioni sono piuttosto cruente, aumentando la drammaticità delle scene.

 

 

Da vero e proprio figlio del post-Macross (e non a caso diverse delle figure coinvolte nell’avventura della SDF-1, come Haruhiko Mikimoto, tornano qui in Megazone 23) presenta un’animazione estremamente elegante, morbida e sinuosa, con quei particolari introdotti proprio dal primo Macross e che caratterizzano la maggior parte delle produzioni di quegli anni.

 

Character design e mecha design quindi sempre al meglio per gratificare lo spettatore.

 

 

 

Megazone 23 è uno dei primi OVA  (Original Video Animation o anche OAV Original Anime Video) a riscuotere un inaspettato successo nelle vendite, dando il via ad un mercato fino ad allora piuttosto acerbo, ma che conoscerà il suo massimo splendore proprio negli anni ’80, grazie alla progressiva diffusione dei videoregistratori nelle case e al formarsi di quel pubblico otaku disposto a pagare per avere un prodotto in anteprima rispetto alla messa in onda in tv, dalla maggiore qualità tecnica, e perché no, meno soggetto alla comune censura televisiva.

 

 

Allo stesso tempo, ne detta quelli che saranno i canoni per tutto il decennio: estrema cura formale, spesso spettacolare, magari persino a scapito del contenuto in termini di trama, una buona dose di fanservice (non solo inteso come flessuose forme femminili, ma anche, ad esempio nel caso del mecha, come design tecnico così particolareggiato da sfociare nel maniacale), e potenziali hit nelle colonne sonore.

 

 

Gli OVA negli anni ’80 sono quindi prima di tutto uno spettacolo per gli occhi, e ben venga se è offerta una trama di tutto rispetto. Megazone 23 lo fa, per la meno nella prima parte.

 

La seconda invece pare piuttosto vivere di rendita, mentre la terza ha davvero poco da dire.

 

 

PARTE II

Shogo accusato dell’omicidio di Tomomi è entrato a far parte di una banda di motociclisti, punk ribelli che non accettano i metodi dei militari. EVE continua ad inviargli la sua richiesta d’aiuto, ed il ragazzo stavolta è intenzionato a portare a termine il compito. Nel frattempo, la guerra continua ad imperversare e per la Megazone 23 la fine potrebbe essere vicina…
Il cambio nel character design c’è e si vede: le linee sinuose della prima parte lasciano il posto ad un disegno più spigoloso, freddo e meno fluido. Soltanto per EVE si continua a rimanere fedeli a Haruhiko Mikimoto.

 

La storia riprende dove ci eravamo fermati alla fine della prima parte, chiarendo cosa ne è stato di Shogo e Yui, con il ragazzo ancora in lotta contro i militari per “salvare” EVE.
Il risultato è però piuttosto insoddisfacente: nella caratterizzazione dei personaggi mancano i guizzi della prima parte, e soprattutto Yui si riduce ad una bella bambolina che poco a che fare con la conturbante ragazza del precedente capitolo. Pare aver abbandonato le sue velleità artistiche, e non viene fornito un vero motivo.
La stessa ambientazione underground, con i teppisti che vivono nascosti in edifici fatiscenti appare un cambiamento troppo rapido e forzato.
Persino alcune spiegazioni poco si conciliano su quanto detto nella prima parte sul perché la popolazione umana si trovi sulla Megazone 23.
E poi: possibile che non ci sia neanche un tentativo di rendere pubblica la verità sul mondo fittizio in cui hanno sempre vissuto?
Un altro tema implicito ma facilmente intuibile nel primo capitolo, e cioè il passaggio all’età adulta,  viene esplicitato ma affrontato in maniera piuttosto retorica: se Shogo è deluso dal mondo degli adulti, che possiamo identificare con i modi dei militari, diventi egli stesso il suo adulto ideale, quello degli eroi che lo appassionavano da ragazzino.
Complessivamente c’è poco mordente.
Non avendo molto da aggiungere, ecco che allora vengono accentuati alcuni aspetti del primo OVA: se la scena di sesso della prima parte era esplicitamente evocativa, qui sembra davvero di essere in un hentai
e anche nel caso della violenza c’è un certo indugiare: la guerra è ancora in corso, e maggior spazio viene dato alle operazioni belliche, sfociando talvolta nel vero e proprio splatter.

 

 

PARTE III

 
La razza umana è tornata sulla Terra, ma è ancora confinata all’interno dell’unica città esistente, Eden. I dati di ciascun cittadino sono raccolti e controllati in un unico network, ma c’è chi vuole sovvertire il sistema. Cos’è il fantomatico progetto Eden e perché Eve sta ancora aspettando il fantomatico 7 G Operator?
 
 
Un’animazione complessivamente senza lode e senza infamia, in linea con quella dell’epoca che non regala grandi sorprese.
Tipica storia cyberpunk (un’élite al potere ed un regime quasi teocratico, ogni cittadino come un insieme di dati che vengono raccolti e controllati, attività di hackeraggio e campioni di videogiochi) che viene inserita a forza nel mondo di Megazone 23, e di cui effettivamente non si sentiva la necessità.
Meno estrema del capitolo precedente e alquanto soporifera.

 

Riassumendo: Megazone 23 – part I – rappresenta uno dei massimi esempi di animazione anni ’80 al suo meglio, incarnandone molte delle caratteristiche principali.
Pur con un finale aperto, ha già di per sé un suo senso di compiutezza, tanto che la seconda parte non è assolutamente essenziale. Del tutto evitabile la terza.
Se ne avete la possibilità concedevi quindi il lusso dell’illusione di vivere “nel miglior mondo possibile”.

PART I

Storia: ♥♥♥ e 1/2
Disegni/Animazione: ♥♥♥♥
Edizione:♥♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥♥♥


PART II

Storia: ♥♥♥
Disegni/Animazione: ♥♥♥e 1/2
Edizione:♥♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥♥


PART III

Storia: ♥♥e 1/2
Disegni/Animazione: ♥♥♥
Edizione:♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥ e 1/2

EXTRA: VIDEO GALLERY

 

 

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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