Pubblicato in: anime

[Anime] Dancouga


Titolo originale超獣機神ダンクーガ (Chōjū Kishin Dankūga)
Genere: mecha, azione, fantascienza
Regia: Seiji Okuda, Hiroshi Negishi, Nobuyoshi Habara
SoggettoKeisuke Fujikawa
Sceneggiatura: Junki Takegami, Kenji Terada, Keisuke Fujikawa, Seiki Okuda, Hideo Takayashiki
Character Design: Hiromi Matsushita, Hiroshi Koujina, Kazuko Tadano, Nobuyoshi Habara, Sanae Kobayashi, Takahiro Yoshimatsu, Noriyasu Yamauchi
Mechanical Design: Masami Obari, Hisashi Hirai
Musiche: Osamu Totsuka, Takeshi Ike
Anno: 1985
Studio: Ashi Production
Episodi: 38
Disponibilità italiana: Yamato Video

 

Lo spietato Impero di Muge Zorbados ha deciso di estendere il suo dominio al Pianeta Terra. Per i terrestri c’è ben poco da fare: gli eserciti vengono sbaragliati e tutto quello che rimane è una sparuta resistenza.
Ma c’è chi non ha perso la speranza, e ha deciso di dar vita ad uno speciale battaglione, la Truppa Cyber Bestie, a cui affidare il meglio dell’avanzamento tecnologico, per un ultimo, disperato contrattacco.
 

 

Prodotta nel 1985 dalla Ashi Production, nel filone dei Super Robot componibili, Dancouga è una serie in cui gli spunti più interessanti non riescono a far dimenticare stereotipi e una certa ripetitività nella prima parte, con il risultato di una fredda accoglienza da parte del pubblico nipponico che si è tradotta in una conclusione al 38° episodio, subito prima di quello che avrebbe dovuto essere lo scontro finale.
Idea intrigante, seppur non originale (si pensi al Danguard A di Leiji Matsumoto), è il far comparire il Super Robot protagonista a più di un terzo della serie: i primi episodi sono riservati al buon proposito  di far conoscere i personaggi e mostrare un progressivo sviluppo delle loro capacità, ma si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e il risultato non è così soddisfacente.
La caratterizzazione del gruppo è piuttosto convenzionale, anche se le differenze nelle personalità vengono in parte mitigate dall’essere ciascuno a suo modo una testa calda (prerequisito per la selezione nella Truppa Cyber Bestie): abbiamo il leader, testardo e passionale, la ragazza bella e combattiva, il tenebroso più riflessivo dedito a pratiche ascetiche e arti marziali, e il membro più giovane più scanzonato e divertente. Sono tutti ex allievi dell’Accademia Spaziale, distrutta nel corso dell’invasione aliena.
Shinobu Fujiwara, alla guida dell’Eagle, è un pilota dal grandissimo talento, molto istintivo e poco incline a seguire gli ordini. Ha il ruolo di caposquadra e forse proprio per questo c’è una maggiore attenzione alla descrizione della sua psicologia, che non rimane statica, ma muta nel corso della vicenda in risposta agli eventi e alle persone con cui si trova ad interagire: si pone pertanto delle domande su cosa davvero significhi essere un militare e muta il suo atteggiamento nel confronti dell’autorità, diventando anche meno individualista.
Sara Yuki (Land Cougar): precedentemente legata sentimentalmente a Shapiro Keats, un traditore che ha disertato, spinto dalla propria brama di potere, e si è unito all’Impero di Muge Zorbados, ha nei suoi conti in sospeso con l’ex amante la principale motivazione al combattimento. Nel contesto di una tendenza alla caratterizzazione psicologica piuttosto stereotipata, è il personaggio che ha rischiato di uscirne peggio, ma fortunatamente il suo amore per Shapiro non è stato mostrato come punto debole, sebbene fonte dei suoi dissidi interiori, perché non ha comunque compromesso in maniera significativa il suo indomabile spirito combattivo. Anche quando allo stremo delle forze, Sara ha continuato a combattere, ed è stata lei ad affrontare nello scontro deciso Shapiro, l’antagonista principale della serie, e non i suoi compagni di sesso maschile.
Mentre nel caso di Sara e Shinobu si può notare per lo meno dell’impegno a rendere più di peso la loro psicologia, a Ryo Shiba (Big Moth) e Masato Shikibu (Land Liger) è riservato uno spazio sicuramente inferiore, e di conseguenza poco si discostano dallo stereotipo del tipo laconico, spesso in contrasto con il leader, che finisce poi per accettare, e da quello del buffone dall’animo gentile.
Male anche Shapiro Keats che si limita al cliché dell’uomo che vuole farsi dio e viene reso folle dalla sete di potere.
Ad incidere negativamente sulla prima parte della serie, però, non è tanto il ricorrere ad uno schema collaudato, con protagonisti dei “soliti noti”, quanto il continuo riproporsi della medesima situazione: un gruppo di guerriglieri è in difficoltà e la Truppa Cyber Bestie interviene in suo soccorso.
Se da una parte la cosa è spiegabile perché la singola azione militare è solo un pretesto per mostrare i progressivi cambiamenti nei personaggi e nella loro interazione, dall’altra finisce comunque per annoiare, e nel contempo manca quel quid in più che avrebbe dovuto dare un senso al tutto: tra pilota e veicolo si crea una certa risonanza, per cui i sentimenti del pilota attivano alcuni circuiti, e allo stesso modo l’innesco di taluni meccanismi si riflette sullo psicologia del pilota.
Ecco così la successione da forma base a “Bestia”, quindi “Humanoid Type” ed infine l’agganciamento in Dancouga, simbolo anche dell’unità che si è creata tra i membri del gruppo. Purtroppo, però, anche se a tratti si tenta di approfondire la psicologia dei personaggi, ai vari passaggi non corrisponde una significativa mutazione della stessa, tanto che il tutto rimane più formale che non di contenuto. Quindi, idea buona, ma resa non sufficientemente convincente.

 

 

Indubbiamente migliore il giudizio sull’aspetto tecnico, con il mecha design di Masami Obari ed una animazione che non si è fatta sfuggire i suggerimenti di un Super Dimension Fortress Macross.
E sempre sulla scia degli insegnamenti del capolavoro dello Studio Nue e dei suoi proseliti, la produzione di Dancouga ha saputo dare il giusto spazio anche al comparto musicale, con la scelta di opening e ending di sicuro impatto come il resto della bgm.
Si è parlato del finale “mozzo”, che si ferma subito prima dello scontro finale.
Si cercato quindi di rimediare con l’OAV Requiem for the Victims del 1986, a cui sono seguiti anche God Bless Dancouga nel 1987 e Epilogo Incandescente, diviso in 4 parti nel 1989, che vede tornare alla ribalta un redivivo Shapiro Keats, ma che nel complesso è davvero dimenticabile, non aggiungendo nulla né alla storia né ai personaggi.

 

Complessivamente, Dancouga è una serie con delle potenzialità non sviluppate, molto godibile dal punto di vista tecnico, e accattivante nella musiche. Non un capovolaro, ma vale la visione.

Per concludere, due estratti da God Bless Dancouga


Storia: ♥♥♥
Disegni/Animazione: ♥♥♥♥
Edizione:♥♥♥ e 1/2
Voto complessivo: ♥♥♥

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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